L’ho già scritto una volta - a narrare via web le nostre disavventure informatico/elettroniche rischiamo di fare la figura dei deficienti, per il semplice fatto che la nostra catastrofe insormontabile è per qualcun’altro là fuori un banale problema risolvibile con uno shortcut da tastiera.
E d’altra parte, quelli che scrivono le FAQ sulla risoluzione dei problemi da qualche parte dovranno pure stare…
Così noi emergiamo dall’ultimo disastro lividi e sanguinanti ma orgogliosi del nostro piccolo trionfo, e qualcuno ci linka sul suo blog per far ridere gli amici.
Capita.
Il problema della settimana - The Myth (San wa, 2005), sontuosissima e pluripremiata epica cinese con un inedito Jackie Chan in un doppio ruolo doppiamente improbabile (generale all’epoca dei Regni Combattenti, archeologo ai giorni nostri).
Triplo DVD made in Hong Kong, con carrettate di contenuti speciali.
E il film, in altissima definizione, formato “WOW!”, con audio Dolby Surround e - grazie al cielo - sottotitoli in inglese.
Peccato che cacciato nel lettore DVD la riproduzione sia perfetta, ma totalmente priva di sonoro.
Ohibò.
Fortuna vuole che io abbia amici tecno-cinefili - di quelli nei quali la passione per il cinema non si esprime in colossali collezioni di vecchi film di Bogart, ma nell’ossessiva ricerca del nuovo formato di compressione, dell’arcano bitrate, del Codec perduto.
Gente che se gli chiedi una copia di un tuo vecchio film, perché il VHS comincia a cigolare, te ne portano tre, in tre formati diversi, compresa
- una copia con un audio di maggiore qualità scaricato illegalmente dalla rete e rimontato perché il tuo vecchio VHS era un po’ rovinato sui primi ventotto secondi
- una rimaneggiata frame per frame per abbassare la risoluzione alle porzioni di schermo fuori fuoco al fine di risparmiare spazio sul DVD
- una espansa fino ad occupare due DVD, con un menù interattivo sviluppato ad hoc, scene tagliate reintegrate in una sorta di bieco director’s cut, più i tre finali alternativi che si trovano su YouTube (però rimasterizzati perché YouTube ha una qualità infima). Ah, e i trailer originali, compreso quello in khmer.
Nessuna delle tre naturalmente si vede sul nostro hardware (che, ci fanno notare, è piuttosto vecchiotto e di marca sconosciuta), ma non si può non apprezzare l’entusiasmo.
Passo quindi il mio problema con la pellicola (digitale) cinese ai miei amici tecnocinematografici.
I quali rimaneggiano il DVD per tre settimane consecutive giungendo alla semplice conclusione che si tratta di una copia fallata - manca la traccia audio.
Come manca la traccia audio?
E’ la versione superlusso con cofanetto e tredicimila extra, mi è costata la bellezza di sei euro (lasciamo perdere…), ha una qualità grafica da paura, e loro si sono inavvertitamente scordati di metterci la traccia audio?!
Niente da fare.
Dopo essere stato visionato a lungo con un lettore DVD talmente avanti che la garanzia scade nel venticinquesimo secolo, Il DVD è stato sottoposto alle torture più bieche, smontato e rimontato con software professionali, frullato in tutti i modi.
Niente traccia audio.
E’ fallato.
Certo, sarebbe sempre possibile scaricare l’audio dalla rete e fare un montaggio - e brillano loro gli occhi, all’idea di ore ed ore trascorse nell’oscurità a sincronizzare il suono digitale col labiale di Jackie Chan.
Già, il labiale.
Non manca la battuta, ovviamente, che trattandosi di una “Avant Garde Edition”, probabilmente ci si aspetta che io legga il labiale.
Sono una valanga di risate, i miei amici cinetecnocratici.
A questo punto mi sorge un dubbio.
Caccio il DVD nel lettore del computer e lo faccio partire.
Video in alta qualità, audio digitale surround a pieno volume dalle misere casse del portatile.
Con VLC, un grezzo lettore multimediale gratuito.
Ciò che i tecnofilmici hanno mancato, Ubuntu lo legge senza problemi.
Tocca a mio fratello - che ha studiato tecniche audio digitali - svelarmi l’arcano, mostrandomi il bollino rosso nascosto sotto alla fascetta del cofanetto.
Si tratta di un DVD con audio esclusivamente in formato DTS.
Che non è normalmente supportato dai lettori DVD in commercio - che ne delegano la decodifica all’amplificatore del sistema di casse dell’Home Theater.
Se uno non ha le cinque casse e l’amplificatore connessi al lettore DVD, niente suono.
Lo stesso vale per molti lettori software in ambiente Windows.
Ma evidentemente non per Ubuntu.
Non manca il commento del fratello sul fatto che è sempre meglio rivolgersi ai professionisti anziché a quelli che se la spacciano.
Annotato.
Il film è più che buono - alternando dramma storico e avventura sovrannaturale contemporanea, impacca in 122 minuti più divertimento di parecchie trilogie recenti, e non ha la pretenziosità un po’ fasulla di certi falsi wuxia degli ultimi anni (Tigre & Dragone, Pugnali Volanti etc.)
Il fatto che combini fantasy e fantascienza lo rende poi particolarmente insolito.
Sulla carta la miscela di tragedia sentimentale e slapstick non dovrebbe funzionare, invece funziona benissimo.
E la colonna sonora è eccellente (ora che riesco a sentirla).