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INIZIA GIOVEDI’ 17 APRILE LA RASSEGNA DI EVENTI E INCONTRI CON LO SCRITTORE “NERO DI NEBBIA - LETTERATURA NOIR IN ALESSANDRIA”, CON LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “IL VELENO DEL COBRA” DI STEPHEN GUNN. L’INCONTRO CHE AVVERRA’ ALLA LIBRERIA MONDADORI ALLE ORE 21 DOPO UN SIMPATICO BUFFET, SARA’ INTRODOTTO DAL CELEBRE ALAN D. ALTIERI, AUTORE DELLA RECENTE E MEMORABILE “TRILOGIA DI MAGDEBURG” USCITA PER I TIPI DI CORBACCIO. STEPHEN GUNN E’ LO PSEUDONIMO ANGLOSASSONE DI STEFANO DIMARINO, UNO DEGLI AUTORI DI ACTION/ADVENTURE PIU’ AMATI DAL PUBBLICO ITALIANO CHE SEGUE DA DIVERSI ANNI LA FORTUNATA SERIE DEI ROMANZI DEDICATI A CHANGE RENARD “IL PROFESSIONISTA”. “IL VELENO DEL COBRA” E’ IL SETTIMO EPISODIO DELLA SERIE, DI CUI TEA HA GIA’ PUBBLICATO “COMMANDO OMBRA”, “YAKUZA CONNECTION”, “LA NOTTE DEI MILLE DRAGHI”, “ORA ZERO” E “SOLE DI FUOCO”. LA SERATA, OLTRE CHE COMMENTATA DA DI MARINO E DA ALTIERI, SARA’ ARRICCHITA ANCHE DAI CONTRAPPUNTI DI FULVIA MALDINI E GIAN MARIA PANIZZA, CHE LEGGERANNO IN COPPIA I PASSI PIU’ EMOZIONANTI DELL’ULTIMA AVVENTURA DEL “PROFESSIONISTA”.
LA RASSEGNA “NERO DI NEBBIA” PROSEGUIRA’ POI OGNI GIOVEDI ALLE ORE 21 CON INCONTRI CON ALTRI AUTORI DEL CALIBRO DI MINO MILANI, MARINA CRESCENTI, ALESSANDRO DEFILIPPI, ANGELO MARENZANA, DANILO ARONA, LA COPPIA NOVELLI/ZARINI e il TEAM DELL’ANTOLOGIA “TUTTO IL NERO DEL PIEMONTE”.
Ancora una volta Alessandria si dimostra più noir e “di genere” di Torino. Che altro dire se non: Partecipate Numerosi.
Fontanile è un piccolo paese di 130 famiglie abbarbicato ad una collina astigiana.
Velato di nebbia, le strade semideserte, bagnato da una pioggerella incerta ma incessante, Fontanile ha accolto ieri una parte del cast di Tutto il Nero del Piemonte, per un incontro organizzato da Fulvio Gatti e ospitato dalla piccola ma ben fornita biblioteca comunale.
Numerosissimi i partecipanti, che hanno avuto modo di scoprire l’antologia noir piemontese attraverso le parole dei due curatori, Danilo Arona e Angelo Marenzana.
Gli autori presenti hanno poi illustrato chiacchierato brevemente ciascuno del proprio contributo al progetto, e la serata si è chiusa con chiacchiere sparse, brindisi a basa di Brachetto DOC di produzione locale, ed eccellenti prove di pasticceria fornite dagli sponsor.
Un successo, insomma.
Per cui si è accennato alla disponibilità di tutti a rifarlo.
Una delle cose migliori comparse sul mercato librario internazionale negli ultimi anni è certamente la Hard Case Crime.
Creata da Charles Ardai, ex bambino prodigio della digital economy, con il dichiarato intento di emulare il periodo d’oro della Gold Medal, la Hard Case pubblica esclusivamente polizieschi e thriller hard boiled, con cadenza mensile.
Ristampe di grandi classici scomparsi da decenni sotto le macine del riciclatore, e materiale nuovo selezionato con cura.
Solo tascabili a basso prezzo.
Copertine originali colorate e divertenti.
Romanzi eccellenti.
Per qualche misterioso motivo, l’editoria italiana ha recepito l’iniziativa di Ardai pubblicando finora uno solo dei volumi della Hard Case, il primo, il volume d’esordio della casa editrice - il primo poliziesco hard boiled scritto da Stephen King.
Non siamo naturalmente tanto maliziosi da supporre che gli editori nostrani si siano lasciati vincere dalla convinzioni che King venderebbe sempre e comunque, mentre gente come Lawrence Block, Max Alan Collins e Donald Westlake non se la filerebbe mai comunque nessuno.
Lungi da noi quindi ventilare la teoria che la scelta sia stata economica e non artistica.
E’ noto che i nostri editori hanno in primo luogo a cuore la qualità della narrativa.
Il che non spiega perché si stiano lasciando sfuggire i romanzi Hard Case, a cominciare da quello col quale trascorrerò le prossime ore - Songs of Innocence, secondo romanzo della serie di John Blake, opera del pluripremiato Richard Aleas.
Tre anni fa, quando faceva il detective, John Blake ha investigato sul suicidio della sua ragazza dei tempi dell’università, uscendone con alcune costole spaccate e ferite psicologiche ben più difficili da guarire.
Ora John Blake è tornato all’università… ed una sua compagna di corso si è appena suicidata. O così dicono…