Blog Action Day – Infinitamente idioti
Vorrei fare un post per cercare di spiegare come i problemi ambientali attuali siano frutto di un approccio culturale, di una educazione, sbagliati, e non semplicemente del motore a scoppio o della pesca a strascico.
Sottolineare la connessione fra una certa cattiva educazione in toto e la situazione del nostro pianeta.
Oggi è il Blog Action Day.
A voi cinici bastardi là fuori naturalmente non interessa – voi siete troppo maledettamente blasé per preoccuparvi del fatto che lascerete ai vostri figli un mondo talmente malandato da non trovarci neppure più un cerino per accendersi il lumino sulla tomba.
Forza, ammettetelo, voi siete dannatamente superiori, e la sapete molto, molto più lunga di tutti gli altri.
Tanto per cominciare, quale che sia l’oggetto del contendere – il cambiamento climatico, la desertificazione di aree un tempo fertili, la diffusione a latitudini atipiche di malattie e parassiti che un tempo si trovavano solo nei libri di Salgari, il fatto che l’acqua potabile scarseggi sempre più e la poca che resta sia di proprietà privata di alcuni individui assolutamente spiacevoli, il fatto che ciò che avete mangiato oggi apranzo e vi hanno venduto per manzo fosse semplicemente “bovino adulto” e ci sono al mondo un sacco di bovini che voi non riconoscereste come tali neanche se vi inseguissero ma che avete mangiato con regolartità negli ultimi dieci anni scambiandoli per vacche, il fatto che nel tempo che avete impiegato a leggere questa pagina ed arrivare fin qui sia morto di stenti un neonato, e che nel tempo che impiegherete ad arrivare in fondo a questo post si sarà estinta una specie, animale o vegetale, che non conoscete, non avete mai visto e che dato il livello di educazione che la vostra scuola vi ha garantito, comunque, non riuscireste neppure ad immaginare…
Quale che sia l’oggetto del contendere, dicevamo, voi conoscete almeno una persona che ritiene certe cose importanti e che a voi sta clamorosamente antipatica, e quindi per riflesso, se lui dice bianco, voi dovete dire nero.
E quindi se Al Gore dice salviamo i pinguini, voi dovete assolutamente ordinare una seconda porzione di pinguino alla provenzale, anche se di fondo il pinguino alla provenzale vi fa abbastanza schifo, e le porzioni sono comunque piccole, ma che diavolo, piuttosto che fare come Al Gore… e che sia ben cotto, il pinguino!
Poi, naturalmente, c’è il fatto che molte delle prove riguardo alla progressiva degenerazione del sistema ambientale arrivano da scienziati e studiosi.
Ed a voi l’hanno inculcata nel cervellino fin da piccoli, l’equazione studioso = minchione.
Voi da ragazzini quelli che studiavano troppo li incantonavate, in gruppo, e li riempivate di botte.
Li sfottevate.
Poi copiavate i loro compiti o vi facevate passare i loro appunti, ma solo perché voi eravate talmente meglio che le cose che facevano quei fessi non le sapevate fare.
Voi giocavate bene a pallone.
E siete cresciuti con questa specie di crepa nel cervello, per cui non accettate l’idea che qualcuno possa dire a voi come stanno andando le cose, e cosa fare per frenare prima di schiantars sul muro.
Voi siete troppo in gamba per la vostra stessa sopravvivenza.
A meno che non foste voi quelli che venivano picchiati e dileggiati, e a questo punto state pensando che crepino, e posso capirvi, anche se non vi posso dare ragione.
E poi c’è la questione del perché devo cambiare io le mie abitudini se [qui metteteci il nome di chi vi pare, o la categoria cretina, fra le molte categorie cretine nelle quali suddividete la realtà, che più vi aggrada] non lo fa?
Perché la colpa è sempre degli altri.
Anche questo lo avete imparato fin da piccoli, e vi ha permesso di trovarvi una vita da due lire nella quale nascondervi dalla cosa che di più in assoluto vi terrorizza: la Responsabilità.
Una cosa che vi fa a tal punto paura che l’avete rimossa, e se io vi chiedessi cosa vi terrorizza mi direste i ragni, i clown, Satana, le suore… qualsiasi cosa pur di non pensare alla Responsabilità.
Ed a questo punto c’è un imbecille là fuori che sta per chiedere “Se siamo davvero così, perché perdi tempo a scrivere questo post?”
Perchè oggi è il Blog Action Day.
Ed io mi sono impegnato a scrivere un post sull’ambiente.
E per mantenere il mio impegno, ora che ho la vostra completa attenzione, vi spiegherò qualcosa che i vostri padri non avevano capito.
Ciò che i vostri padri… inostri padri, non avevano capito, è che l’infinito non esiste.
No, ok, vedo i matematici imbizzarrirsi, ma state calmi e lasciatemi continuare.
L’infinito come ce lo hanno presentanto non è una cosa di questo mondo.
Non starò qui a discutere di materia barionica, universi aperti, universi chiusi, cicli Big Bang-Big Crunch, e quanto disti da noi il margine dell’universo conosciuto.
Quelle sono cose da astrofisici.
Restiamo nell’ambito del quotidiano.
Non esistono orologi a carica infinita.
Non esistono fenomeni che non abbiano fine.
Ma ai nostri padri è stata raccontata un’altra storia.
È stato raccontato loro che il petrolio col quale produrre materie plastiche e col quale alimentare motori a scoppio non sarebbe mai finito.
Ed è stato raccontato loro che anche se i gas prodotti da quei motori a scoppio e da moltissimi altri processi industriali sono insalubri, e velenosi, il problema non esiste, perché l’atmosfera, essendo infinita, avrebbe potuto contenere una quantità infinita di schifezze.
Come il mare.
Dal quale avremo comunque potuto ricavare una quantità infinita di pesce.
Come l’acqua potabile, con la quale avremmo potuto riempire infinite piscine, per sempre.
E l’economia, fondata su principi apparentemente scientifici, ci garantiva una crescita infinita – un futuro in cui tutti sarebbero diventati sempre più ricchi, per sempre.
Con sempre più canali televisivi, e sempre meno decisioni da prendere.
Ricordate cosa dicevamo della Responsabilità?
E quelli che glielo raccontavano ci credevano loro stessi.
Oggi i dati ci dicono che qualcosa non ha funzionato.
I pesci più appetibili stanno scomparendo – ed alle donne in stato interessante si consiglia non più di una piccola scatola di tonno alla settimana (se proprio non possono farne a meno) in consideraazione del mercurio contenuto nelle carni definite commestibili.
Il mare è una pattumiera.
Come l’atmosfera – ed i casi di asma crescono senza dar segno di rallentamento.
Da ragazzi avete giocato con giocattoli di plastica velenosa, che rilasciava idrocarburi aromatici volatili cancerogeni – proprio come i colori che usavate per disegnare nelle vostre scuole fatte di eternit.
E oggi temete che i vostri figli possano subire le conseguenze negative dei cartoni giapponesi o di internet!
Ma non preoccupatevi del cancro – quello, se vi deve venire, verrà probabilmente perché siete stati troppo a lungo seduti troppo vicini al televisore.
O per il fatto che avete mangiato scambiandolo per manzo quello che era un povero bovino africano zeppo di roba chimica.
Intanto la buona notizia è che il petrolio sta finendo.
La cattiva notizia è che sul petrolio abbiamo fondato la nostra civiltà.
Abbiamo operato per quasi un secolo come se non ci fossero limiti.
E paradossalmente, operando come se il futuro non avesse importanza, come se non ci fosse futuro, siamo arrivati al punto in cui per noi il futuro sembra davvero non esserci più.
Sarebbe il caso di cominciare a darsi da fare.
E qui sento qualcuno là fuori che dice, mbeh, stronzo, tanto lo hai detto tu che tutto deve finire, no?
E poi ride.
Perché tutto questo sermone vi annoia.
Perché voi siete troppo fighi per sopravvivere.
E allora il sermone finisce qui.
Quando tornate a casa stasera, date una carezza ai vostri bambini.
E pregate di essere ancora così fighi – oppure di essere già morti – quando loro avranno delle domande da farvi.
Oggi è il Blog Action Day.
Ed a voi non potrebbe fregarvene di meno.

Powered by ScribeFire.



















Commenti Recenti