Era parsa una buona idea al momento…
Pubblicato da Davide su Novembre 14, 2007
Settimana fertile per l’indignazione, questa.
Pare ci sia l’offerta tre per due.
Bene - indignarsi è positivo - significa che hai ancora un’anima da qualche parte in grado di dibattersi e sputacchiare davanti alle cialtronate.
Ma indignarsi e basta non è sufficiente.
Bisogna poi farci qualcosa.
Io scrivo.
Se voglio farci qualcosa, cerco di farci qualcosa scrivendo.
Benvenutiad un altro giro sul Pork Chop Express…
L’annuncio arriva dal blog ufficiale di Bumba Atomica, film indipendente del quale avevamo già parlato su questo blog nel passato nebuloso - su un altro server, con un altro template.
Bumba Atomika non esiste. E di Bumba Atomika non è stato girato nemmeno un minuto. O meglio, solo quello che ci poteva servire per creare questo evento situazionista. Ovvero? Ovvero, il materiale per la seconda laurea di Martina Colorio, laureanda in comunicazione di massa, ovvero la ragazza spacciata come colei che avrebbe fatto la postproduzione video del film. Si, è il suo lavoro reale, ed è lei che ha curato tutta la grafica di sito, poster ecc ecc. Ma volevamo creare quest’evento per più di un motivo. No, non abbiamo preso in giro nessuno e non sentitevi presi in giro. Siete stati testimoni e complici di un esperimento che ha dimostrato la potenza dei media e come un evento inesistente possa essere creato ex novo e diffuso viralmente. Ovviamente ringraziamo tutti quelli che hanno supportato l’evento, gli attori complici che hanno prestato la loro faccia sapendo cosa stavamo combinando, e tutti gli altri. Sarete tutti ringraziati all’interno dell’elaborato della tesi della Colorio. Siamo finiti nel Corriere della Sera prima delle riprese, siamo andati ovunque, anche al Pecha Kucha Night e con un nulla in mano. Come dicevano i Public Enemy, “non credere nei media!”. Se noi da soli abbiamo fatto tutto questo, immaginate quante puttanate riesce a proporvi il TG5 che non da mai le notizie ma tende solo a creare opinione.
Ecco.
Io cosa fosse il situazionismo l’ho imparato da King Mob, che era uno che sparava alla gente.
Non credete ai media è una buona idea.
Il falso Bumba Atomika no.
In primo luogo perché lo si può chiamare evento situazionista fin che si vuole, ma di fatto è stato un espediente con cui una persona ha messo insieme senza troppa fatica una tesi di laurea….
Senza troppa fatica?
Discutiamone.
Perché se fatica c’è stata, allora è stata fatica sprecata.
Immaginate questo scenario: i nostri eroi mettono insieme il lancio di un falso film, hanno contatti con questo e con quello, vengono recensiti su quotidiani nazionali, vivono avventure straordinarie, gabbano un sacco di fresconi e poi…
… se mi dite, e poi il film esce, ma è un film su come, nonostante l’aver sollevato un simile polverone, in Italia un film indipendente non lo si riesce a fare, “grazie a tutti i partecipanti, ma guardate come viene tradito il vostro entusiasmo“, allora tanto di cappello. Grande idea. Potente documentario.
Michael Moore, Michael Moore!
… ma se mi venite a dire
Ha dimostrato anche come i produttori nemmeno di fronte ad una promozione servita su un piatto d’argento riescono a muovere il culo. Solo la lingua e le leccate di culo possono dove non può il talento.
Wow!
Che scoperta!
Ma non lo aveva già scoperto Joss Whedon con Firefly e Serenity?
E una bella collezione annotata di lettere di rifiuto non vi bastava?
E una bella collezione di interviste a cineasti indipendenti variamente trombati dai produttori non sarebbe stato oltretutto un po’ più interessante?
Però sarebbe stata una tesi convenzionale, fatta a quel modo, vero?
E probabilmente più faticosa da mettere insieme.
Perché, e il situazionismo si fotta, con buonapace di Debord, ragazzi, era alla tesi che voi pensavate.
Ed è quella tesi che sbilancia tutta la faccenda.
Perché se addirittura tutto l’ambaradan fosse stato una clamorosa goliardata, uno scherzo fatto per il gusto di farlo, una zingarata nata magari facendo rimbalzare un’idea scema fra due o tre blog e poi mettendo in rete i risultati, allora sarebbe stato ottimo.
Una valanga di risate.
“Questi idioti sono… incredibili! Grande!”
Ma qui, qualcuno ha tratto un vantaggio materiale ben preciso dall’intera costruzione.
Ed approfittare della credulità popolare per ricavarne un vantaggio materiale non si chiama evento situazionista, si chiama truffa.
Ma a questo punto non vorrei che qualcuno potesse dire che le mie opinioni derivino dalla scottatura di essere stato infinocchiato da Bumba Atomika, di aver preso per buono il progetto ed averlo appoggiato.
Perché è tutto un allegro scherzetto, e se ti incazzi sei tu che non sai stare al gioco…
La grande scappatoia di tutti i bulli delle medie, ve li ricordate?
No, ragazzi, qui il problema è un altro.
Il problema è che simili cialtronate generano diffidenza, e vengono ricordate a lungo.
Perché la rete ha una lunga memoria.
E la prossima volta che un gran polverone su un progetto indipendente si solleverà attraverso la rete - che sia un film, un libro, un disco, una serie di eventi live o una iniziativa on-line…
La prossima volta in cui qualcuno cercherà di supplire con l’entusiasmo, proprio e altrui, alla mancanza di fondi, di mezzi, di supporto…
La prossima volta che qualcuno cercherà di pensare fuori dalla scatola e scavalcare proprio quei produttori cattivi citati più sopra, o le loro controparti nelle case editrici, negli assessorati, nelle direzioni artistiche…
La prossima volta, quanti si ricorderanno di Bumba Atomika, e staranno alla larga?
E quanti, di coloro che si terranno alla larga, si diranno “Già, io mi do da fare e poi qualche stronzo si laurea a mie spese.”
Perché siamo tutti pronti a giocarci la faccia se il rischio è quello di finire con una gran risata, e una nuova storia da raccontare, ma molto meno se qualcuno ci guadagna.
E così il progetto che ha esposto l’indifferenza dei produttori, in fondo ha fatto il loro gioco, e quello dei loro simili.
Grazie, ragazzi.
Spero non ci abbiate pensato a lungo, a questo bel progettino…
L’unica consolazione è che i nomi delle persone coinvolte nel progetto verranno annotati, e nonostante il sistema tenda a privilegiare gli stronzi, probabilmente d’ora in avanti tutti quelli coinvolti, nel bene o nel male, con Bumba Atomika, saranno sulla lista nera.
Perché il sistema privilegia gli stronzi affidabili.
A meno che non abbiano messo le mani avanti e non abbiano gia venduto il progetto proprio a quei produttori così malvagi, previa canonica, corale leccata di deretano.
Non sarebbe una brutta idea, no?
E vi aspettereste d’altra parte qualcosa di diverso, da queste persone, a questo punto?
Montiamo tutta la storia, la nostra amica si laurea, poi molliamo tutto a Vanzina perché ci faccia un film con Biagio Izzo.
O ne verrebbe meglio una commediola giovanilistica con velleità sociali?
Un Notte Prima degli Esami 2 - La Laurea?
Almeno così il progetto genererebbe degli introiti - danaro, per acquistare beni, titoli, favori.
Armi, stupefacenti, prestazioni sessuali…
Perché fare tutto questo solo per una stupida tesi… quando con mille euro, persone migliori di voi una tesi ve la fanno in sei settimane, e ve la danno anche rilegata!
Ragazzi, questa è stata proprio un’idea storta.
Poca fantasia, è questo il problema delle giovani generazioni.
Comunque grazie, ragazzi, per averci portati di un paio di passi indietro rispetto a dove eravamo arrivati.
Auguri per il vostro futuro.
Spero che la tesi vada bene.
O forse no.
Pubblicato su 21° secolo, film, pork chop express, wired world | 12 Commenti »



















Teraku Takashi







Scopro con non poca apprensione che per il 2008 è programmato l’inizio delle riprese del film basato su A Spell for Chameleon, il romanzo con cui, nel 1977, Piers Anthony avviò la sua fortunata serie di Xanth - attualmente al trentunesimo volume, credo.
Quindi, avendo ormai fatto outing, ecco un rapido elenco dei motivi per cui ammiro Piers Anthony…
Il sole splende, il foehn (la variante locale del californiano Santana) soffia dalla Val di Susa, è una bella giornata.