OK, così l’ho fatto.
Sono andato su Lulu.com e ho bruciato un paio di piastre per una copia di Fading Suns, Second Revised Edition.
E, che ci crediate o meno, non è stato a causa dell’eccellente (come sempre) recensione di Kurt Wiegel…
No, il fatto è che…
Ordinai Fading Suns, prima edizione, appena uscito, sulla base di una recensione comparsa su una rivista che si intitolava Arcane.
La mia copia del volume arrivò da oltre oceano in condizioni preoccupanti - come se fosse stata spedita imballata con pezzi di arenaria (o più prosaicamente con carta vetrata).
Copertina sfregiata, pagine da passare col ferro da stiro.
Più tardi, doveva già essere il nuovo millennio, acquisii una copia di Fading Suns D20 in italiano attraverso i buoni auspici di un amichevole rivenditore locale - un bel libro cartonato, con le pagine patinate, le illustrazioni color sepia e il testo a corpo otto, per far stare il massimo volume di informazione nel minor spazio (= minor costo) possibile.
Io naturalmente detesto il D20 in tutte le sue incarnazioni (nonostante i troppi tomi sul mio scaffale), ma il manuale in italiano di fading Suns risvegliò il mio interesse per l’ambientazione.
Scoprii che il vecchio gioco era tornato in vita, e perciò diedi la caccia e rintracciai una copia di Fading Suns Second Edition usata ma servibile… dopo aver rimosso le copertine devastate e fatto rilegare il plico di fogli stropiciati (vediamo emergere uno schema?)
Quindi sarà bello, dopo quasi dieci anni, avere finalmente un libro sano per questo gioco.
Perché Fading Suns è divertente, intelligente e - nonostante alcune orribili ingenuità che un buon master può comunque eliminare - offre opportunità che pochi altri giochi offrono.
La politica, l’intrigo, la diplomazia…
La filosofia e il dibattito religioso…
L’ambientazione è una space-opera, con tremila anni di storia futura dettagliatissima.
L’umanità si è diffusa fra le stelle.
La Prima Repubblica ha lasciato il posto alla Seconda, e poi ad un Impero.
Le casate nobiliari si azzuffano.
La religione è oppressiva.
La tecnologia una cosa perduta che si recupera e si rattoppa.
I barbari premono ai confini.
Gli alieni sono… beh, alieni.
E le stelle si stanno lentamente spegnendo.
L’universo di gioco offre elementi mutuati da Dune (il futuro feudale, il rifiuto delle tecnologie troppo avanzate), dalla storia futura di Poul Anderson (un impero galattico fondato per salvare il salvabile al crollo di una federazione mercantile, il mosaico di razze aliene), da Babylon 5 (un misterioso nemico-ombra che si annida fra le stelle e trama contro l’umanità), da La Cosa di Campbell/Carpenter (alieni parassiti), al ciclo dei Metabaroni di Jodorowski (l’importanza dele scelte morali, la lotta contro l’apatia) e da certi giochi da tavolo tutti disgregatori, mazzafrusti e lanciafiamme tipo Warhammer 40.000 e Mutant Chronicles.
Un buon gioco.
Non capita spesso, in effetti, che una squadra si riunisca dopo alcuni anni e chieda di tornare ad una specifica ambientazione.
Ma è capitato.
Come rifiutare una seconda opportunità?
I ludi si inizieranno sulle vecchie copie “da guerra”.
Poi vedremo quello che ci porterà Lulu.com.
Una decina di giorni perché il volume venga stampato, rilegato e poi spedito e ricevuto.