Articoli con tag: Glen Cook

Come Game of Thrones danneggerà il fantasy

Questo è una specie di post del piano bar del fantastico, nel senso che viene fatto per scommessa, e già presagendo almeno parte delle conseguenze.
Ma perché preoccuparsi.

a-game-of-thronesVediamo – è agli atti il mio scarso apprezzamento per il ciclo A Song of Ice and Fire di George R.R. Martin.
Fin dove l’ho letto, ho ritrovato i tratti caratteristici di Martin (buona, ottima costruzione dei personaggi e dei dialoghi, buona tecnica per tenere il lettore desto), sposati ad una narrazione prolissa e troppo scopertamente aderente a elementi storici noti per riuscire a catturarmi.
Ora, badate, questo non significa che voi, ai quali questi libri piacciono, siate degli idioti o dei malvagi – e gradirei se voi voleste concedere la stessa fiducia al sottoscritto; si tratta semplicemente del fatto che non è il tipo di fantasy che mi interessa al punto da investirci del tempo.
A voi sta bene?
Perfetto.

Allo stesso modo, trovo la serie della HBO prolissa, farcita di gratuità e sciocchezze, e sostanzialmente noiosa.
Vale, credetemi, il discorso di cui sopra.
Il fatto che io dica che non mi piace non deve essere inteso come una minaccia al fatto che a voi, invece, piaccia.
Se a voi piace, spero non abbiate bisogno della mia conferma (anche perché non l’avreste).

Mi domando però – e così arriviamo al tema di questo post – quanto danno riuscirà a recare il successo del ciclo di Martin e, ancora di più, della serie televisiva, al genere?

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Cinque polizieschi per la spiaggia

Io d’estate vado in vacanza (di solito in cortile, o sul balcone, o sotto ad un albero su qualche collina ventilata) e leggo polizieschi.
Ci sono in effetti due soli periodi dell’anno in cui mi dedico alla lettura prevalente di gialli, mysteries, cozies, dell’occasionale noir per puro ed esclusivo diporto – l’estate nel periodo delle ferie, e l’inverno a cavallo fra Natale e la Befana*.

Così, trovandomi nella necessità di fare un pezzo non troppo barboso per questo giovedì, mi sono detto… ma sì, cinque titoli di cinque polizieschi, roba leggera che si trovi anche da noi, che si possano impacchettare in valigia, portare sulla spiaggia, e via, una bella lettura estiva.
Cinque serie, soprattutto – che sia poi possibile proseguire se il personaggio acchiappa.
Possibilmente cose che non avete ancora letto.

Vediamo…
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I Garrett Files

Per quelli che non amano il fantasy tradizionale…
Ecco, sì, qualcosa di diverso.

Tempo addietro – credo di avervelo già raccontato – su un forum lontano lontano – un aspirante autore di fantasy annunciò di avere avuto un’idea straordinaria – scrivere un fantasy che fosse anche un poliziesco.
Figata, eh?
L’unica cosa che lo preoccupava era che l’idea potesse essere troppo rivoluzionaria, troppo originale, troppo nuova e diversa.
Qualcuno, soppresse le risate, fece in modo di risolvere per lo meno questo suo dubbio.
C’era la serie di Lord Darcy, di Randall Garrett.
C’era la serie di Hawk & Fisher, di Martin R. Green.
C’era la serie di Thraxas, di Martin Scott (alias Martin Millar).
C’era la serie dei Dresden Files, di Anthony Butcher.
C’era la serie della Guardia Cittadina, di Terry Pratchett.
E c’are la serie di Garrett, P.I., di Glen Cook.
Così, solo per citare le più popolari.
Tutti polizieschi fantasy.

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Nessuna familiarità alla sconfitta

Pare che Glen Cook abbia iniziato a sviluppare il suo Dread Empire – e soprattutto il mondo che fa da teatro all’azioneper i romanzi ed i racconti del Dread Empire – nel 1973, ed abbia poi proseguito a rimpolpare la propria opera negli anni trascorsi come coinquilino di Fritz Leiber, immediatamente dopo la morte di Jonquil Leiber.

Il Dread Empire si è poi diffuso su diverse riviste ed ha raggiunto diverse case editrici, polverizzandosi a poco a poco.
I due terzi di un romanzo sono scomparsi misteriosamente – probabilmente rubati da qualche ospite a casa di Cook negli anni successive.
Altre cose sono state cestinate dall’autore.

Oggi, gran parte del ciclo del Dread Empire – o per lo meno ciò che rimane – è raccolto in tre volumi pubblicati dalla solita Night Shade Books.
A Cruel Wind raccoglie i tre romanzi della “sequenza principale”, e narrano lo scontro fra l’Impero del titolo – una entità politica tirannica e rapace modellata su un ibrido cino-giapponese con abbondanti elementi magici – e i popoli del deserto guidati dal misterioso El Murid.
In un sovrapporsi di intrighi politici, tradimenti, follia e morte, tutto ciò che può andare a gambe all’aria va a gambe all’aria.
A Fortress in Shadow riunisce due prequel e delinea da una parte il passato di alcuni dei personaggi principali, e dall’altra la sequenza di eventi che porta al collasso finale l’Impero.
An Empire Unacquainted with Defeat, appena recuperato attraverso un amichevole rivenditore di fondi di magazzino, raccoglie otto storie – da brevi a brevissime – ambientate prima, durante e dopo la caduta dell’impero.
Si tratta di una raccolta ineguale, le storie scritte durante un arco di oltre undici anni mostrano gli iniziali limiti dell’autore, e la sua crescita.
“The Nights of Deadful Silence”, prima storia del Dread Empire ad essere scritta, dimostra un debito colossale nei confronti di Leiber e di C.A. Smith, ed avrà certamente deliziato i lettori di Fantastic, e gli appassionati di Lyon Sprague De Camp.
“Soldier of an Empire Unacquainted With Defeat”, uscito sette anni dopo, mostra una maturità ed una pulizia invidiabili, e lascia presagire il taglio narrativo che Cook metterà a pieno frutto nella serie della Black Company. Ben poco è derivativo o riferibile ad un autore di riferimento. La lezione di Leiber, se c’è stata, è stata pienamente appresa e assimilata.
I racconti che stanno in mezzo – uno dei quali venne anche candidato al Nebula – sono fantasy militare solido e senza fronzoli, con un buon occhio alla politica e soprattutto, vista la forma breve, alla psicologia dei protagonisti.
Un buon volume dal quale iniziare ad immergersi nel Dread Empire.

PS: restano fuori due romanzi – che probabilmente Night Shade riunirà in un prossimo volume – e naturalmente il romanzo perduto.
Che come faccia aperderlo, uno, un romanzo…

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Una parte della Pietra Scintillante

9780765324009.jpgTor Books ha appena annunciato l’uscita per settembre del terzo omnibus dedicato alle cronache della Black Company, il ciclo di fantasy militare creato dall’americano Glen Cook.
Contrariamente alle aspettative degli appassionati, il volume di 672 pagine, insipidamente intitolato The Return of the Black Company, raccoglie solo due dei quatro romanzi che compongono il sottociclo della Pietra Scintillante (The Books of the Glittering Stone), e riunisce Bleak Seasons e She is The Darkness, le due cronache attribuite a Mugen, nuovo annalista della Compagnia.

“Let me tell you who I am, on the chance that these scribblings do survive. . . .

“I am Murgen, Standardbearer of the Black Company, though I bear the shame of having lost that standard in battle. I am keeping these Annals because Croaker is dead, One–Eye won’t, and hardly anyone else can read or write. I will be your guide for however long it takes the Shadowlanders to force our present predicament to its inevitable end….”

La Compagnia è tornata alle origini, è in rotta e circondata da nemici, e si appresta ad affrontare la verità delle proprie radici.
E quando i fatti saranno accertati, chi dovrà pagare pagherà.

I romanzi della Pietra Scintillante rappresentano il nucleo più oscuro della serie, proponendo finalmente una spiegazione per molti dei punti lasciati in sospeso dalle storie precedenti, e permettendo a Cook di fare del suo meglio tanto nella descrizione della routine della Compagnia, quanto nel delineare piani e complotti di vastità cosmica e portata millenaria.

51sCl6114xL._SS500_.jpgRestiamo in attesa a questo punto della conclusione della ristampa filologica del lavoro di Cook, con un quarto volume nel quale compariranno Water Sleeps e Soldiers Live. Previsto per il gennaio 2010, il volume si intitolerà a quanto pare The Many Deaths of the Black Company.
La copertina sembra finalmente rendere giustizia agli elementi lovecraftiani che vedranno la loro logica conclusione in questo tomo.
Resta da vedere se frattanto Cook riuscirà a chiudere il proprio progetto con la pubblicazione dei due romanzi “perduti” – A Pitiless Rain e Port of Shadow.

In contemporanea con l’operazione della Tor, Night Shade Books prosegue nella sua opera di retroguardia, affiancando ai sontuosi volumi della Compagnia Nera gli altrettanto splendidi volumi dedicati alla lunga storia del Dread Empire.
Fantasy per adulti, nel senso migliore del termine.

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Ancora Black Company

Come per dare una boccata d’aria agli appassionati di fantasy stanchi di infiniti elfi indistinti, la Tor Books annuncia per l’estate l’uscita del secondo omnibus dedicato alla Black Company di Glen Cook.

Intitolato molto appropriatamente The Books of the South, il volume contiene Shadow Games, Dreams of Steel e lo stand alone The Silver Spike.
Finito il lavoro al nord (descritto nei tre romanzi di The Chronicles of the Black Company, anche noti come The Books of the North), ciò che resta della Compagnia torna a sud sulle tracce delle proprie origini.
Prosa trasparente e diretta, azione ellittica, personaggi memorabili e temi per i quali un adulto non deve vergognarsi.
Per il 2009 si ipotizza l’uscita del terzo omnibus, The Books of the Glittering Stone, in cui finalmente la compagnia chiuderà i conti con amici, nemici e con la propria storia profonda.

L’edizione in omnibus, oltre a ridare ai romanzi la loro struttura cronologica originaria, stampa finalmente la serie completa con una veste grafica uniforme e piacevole (le vecchie copertine erano abbastanza orribili).

Ci auguriamo intanto che Cook trovi il tempo e la voglia di scrivere gli ultimi due romanzi del ciclo, gli annunciati e mai completati A Pitiless Rain e Port of Shadows.

Frattanto, Night Shade Books ha pubblicato – con lo stesso formato usato da Tor – A Creuel Wind, un omnibus che raccoglie i primi tre romanzi della serie The Dread Empire, primo ciclo ideata da Cook, un altro fantasy militare ricco di intrighi, una struttura sociale e politica credibile, ed un uso sapiente del tempo profondo.
Proprio al Dread Empire è recentemente tornato l’autore, lasciando per un po’ Kathovar e la Compagnia.
Il volume Night Shade è vagamente più costoso dei volumi Tor (che hanno una tiratura molto più elevata), ma garantisce un elevato livello di intrattenimento.

Finora Cook rimane ignorato dall’editoria italiana.
E forse è meglio così.
Spesso criticato dagli appassionati di fantasy per il linguaggio scarno e lontano dagli afflati lirici (un po’ fasulli) dell’High Fantasy post-tolkienoide e pseudoceltica – in effetti tutto ciò che i suoi estimatori considerano un punto di forza – Cook ha avuto finora una sola uscita in Italia: La Torre di Tenebra, edizione Sonzogno (1990) del romanzo The Tower of Fear(1989), un’opera minore dell’opus di Cook.
Pare lo si trovi abbastanza facilmente sulle bancarelle.

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Black Company – I Libri del Nord

E’ ora di leggersi un buon libro.

book cover of   Chronicles of the Black Company   (Black Company)  by  Glen CookTOR, da sempre editore di qualità nel campo del fantastico – ed acuto propugnatore della teoria che un buon libro non va mai fuori stampa – ha appena ristampato in volume unico, con il titolo di The Chronicles of the Black Company (e una copertina incredibile di Raymond Swanland!) i primi tre romanzi della Black Company – The Black Company, Shadows Linger e The White Rose, anche noti collettivamente come The Books of the North.

Glenn Cook è un po’ il David Drake del fantasy, e la Black Company è un po’ la controparte fantastica dei fantascientifici Hammer’s Slammers.
Soldati di professione, senza troppo romanticismo riguardo al proprio lavoro, con una aspettativa di vita molto breve ed uno spirito di corpo che sostituisce molti altri valori perduti.
Si entra nella Black Company rinunciando al proprio nome ed alla propria storia.
Si combatte.
Si viene pagati.
Si muore.

Nei Libri del Nord, incontriamo la Compagnia per la prima volta, assistiamo a come, con un sotterfugio, la Compagnia si ritrovi al servizio dei cattivi in una guerra che devasta il continente settentrionale, ne seguiamo le peripezie, le battaglie, i momenti di quiete.
Cook ribalta volutamente alcuni cliché, per cui non solo pone degli “eroi” assolutamente antieroici al servizio del Male, ma mostra come, quando i giochi di potere raggiungono certi livelli, Bene e Male siano più bandiere per abbindolare i gonzi che non inespugnabili posizioni morali.
La Compagnia sopravvive.

Cook usa il tempo profondo con estrema abilità – eventi di secoli e millenni andati influenzano il presente, tutti, compresa la Compagnia, hanno una storia lunga e segreti letali.

L’uscita del massiccio volume delle Chronicles of the Black Company lascia ben sperare i fan.
Non solo per equivalenti edizioni dei tre Books of the South e dei tre Books of the Glittering Stone, ma anche per l’uscita dei due favoleggiati romanzi programmati e mai scritti, A Pityless Rain e Port of Shadows che, con il romanzo “fuoriserie” The Silver Spike dovrebbero completare una quarta trilogia.

In un panorama fatto di cicli a cambiale – comincia pagare oggi, finirai fra vent’anni – la Black Company è una piacevole eccezione, ed hainfluenzato positivamente un panorama che sis stava infeltrendo a forza di elfi suonatori d’arpa e e maghetti assortiti.
Se non ci fosse stato Glenn Cook, l’attuale astro nascente del fantasy epico Steven Erickson sarebbe ancora seduto nella sua casetta in Canadà a giocare a Dungeons & Dragons, e l’impero di Malazan sarebbe solo una collezione di post-it.

Attendiamo con ansia ulteriori sviluppi.

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