strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Gli oggetti nello specchietto retrovisore…

Pubblicato da Davide su Aprile 15, 2008

… possono apparire più vicini di quanto siano.

È una canzone di Jim Steinman, resa popolare da Meat Loaf.
Una delle migliori dell’accoppiata.
Qui vi beccate anche il video.

//www.fantasticfiction.co.uk/images/n0/n490.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.Ma questo post non prende le mosse dalle parole di Jim Steinman, bensì da quelle di Massimo Citi (che novità, eh?)

Ho letto Foster mentre ero all’università. Facevo politica attivamente,
all’epoca. E leggevo un sacco di sf. Senza dirlo troppo in giro perché
leggere fantascienza nella sinistra (da ieri ritornata)
extraparlamentare non era considerato molto serio né politicamente
corretto. Si aveva da leggere storie di lotte di popolo e di riscatto
del proletariato oppresso.
Sospetto che questo genere di stupidità sia una delle ragioni del fallimento della sinistra italiana. O no?

Il Foster citato è Michael A. Foster, abile costruttore di space opera, autore del ciclo dei Ler (leggetelo! È uscito in omnibus nel 2006), sorta di anello di congiunzione fra, diciamo, Herbert e Banks, che meriterebbe un discorso a parte (magari la prossima puntata di Storia Naturale del Fantastico?)
Quindi, avrete capito, non intendo neanche parlare di Foster.

Il fatto interessante che ha fatto squillare i miei campanelli d’allarme è stato, nella frase di Citi appena citata (si, lo ammetto, sono un mucchio di risate… grazie, grazie), il riferimento alla politicia.

Non era né serio né politicamente corretto leggere fantascienza nella sinistra extraparlamentare.

Mi permetto di immaginare che non fosse considerato serio o politicamente corretto neanche nella destra extraparlamentare.

Né in qualsiasi altro gruppo politico.

O in qualsiasi altro ambito - a parte, forse, i circoli di fantascienza.
E lì comunque dovevate leggere una certa fantascienza.

La cosa mi incuriosisce, perché uno dei tratti più interessanti della fantascienza matura è il suo aspetto politico.
Sorvoliamo su Robert Heinlein che scrive il Manuale di Democrazia per Cittadini Preoccupati - ho detto fantascienza matura.
Immaginando società future, la fantascienza deve necessariamente immaginare interazioni sociali epolitiche adatte al futuro che descrive.
Nuove.
O vecchie ma in nuovi contesti.
Nella sua forma matura un romanzo di fantascienza costituisce un interessante esperimento di futuro possibile, la simulazione di una società a venire.

Perché non approfittare di questo patrimonio di dati?

Negli ultimi anni, la fantascienza europea si è caratterizzata per un taglio politico vivace e tutt’altro che banale - penso a Ian Banks, a Ken MacLeod, a China Mieville…
Ma era già politico il vecchio Moorcock, era politico Ballard.
Pierre Boulle (così non cito solo britanni) è radicalmente politico (e geniale) quando scrive Il Pianeta delle Scimmie. Che (nella versione originale col compianto Charlton Heston) è un film politico.
Considerate cosa sostiene e l’anno in cui è uscito…

E pochi anni addietro proprio un politico britannico ha esortato entrambi i partiti a “procurarsi un po’ di lettori di fantascienza”, come aiuto ad affrontare il nuovo millennio.

Quanto segue è stralciato da una intervista a Ken MacLeod

UK citizens, especially the young, seem to be increasingly disinterested in (and mistrustful of) politics as a system (as well as politicians as individuals). Why do you think this is so?

“TINA - There Is No Alternative. The major parties agree on the major issues, and even where they don’t, they compete for the swing voter and the centre ground. The political arguments we referred to a moment ago, about capitalism, the free market, and socialism, are dead. Dead partly in the same sense as Nietzsche’s ‘God is dead’, and dead partly in the sense of ‘dead as disco’. As for mass movement protest politics, the banners of the last two big mobilizations were: Stop the War, and Make Poverty History. Some disillusionment was inevitable.”

Ve lo immaginate Vespa che intervista Vittorio Catani o Lino Aldani per farsi spiegare i risultati delle recenti elezioni?
E sì che entrambi sarebbero probabilmente in grado di dargli degli spunti infinitamente più originali e seri di qualsiasi opinionista standard.
Però scrivono SF, e quindi non sono seri.

E qui viene una considerazione opposta ma ovvia.
I politici dovrebbero essere interessati alla fantascienza.
Poiché se il loro compito è stare al timone del paese mentre questo affronta quel mare sconosciuto che è il futuro, nella fantascienza migliore troverebbero probabilmente delle mappe utili.
Ma aparte Cofferati che era un fan di Philip Dick, non mi risultano altre frequentazioni fantascientifiche.
Leggono tutti i classici - o così dicono (ne dubito, visti i congiuntivi spesso ammazzati senza pietà).
Perché dire che si leggono i classici dà una certa aplomb, una certaimmagine di raffinata cultura.

Ma, ribadiamolo, non è solo un problema della politica.
È un problema di cultura.
La nostra cultura ha sempre più paura del futuro, ha sempre più nostalgia dei bei vecchi tempi, quando bastava avere un po’ di pazienza ed un eroe si sarebbe manifestato a risolvere tutto.
Non sorprende che sia un buon momento per un certo fantasy di dozzina.

Ma in realtà è tutto un guardare il mondo attraverso lo specchietto retrovisore di Jim Steinman, e gli oggetti che vi vediamo sembrano più vicini di quanto non siano.

La vita è un’altra cosa.
Non solo, come diceva una vecchia pubblicità (della Nike?) non è uno sport da spettatori.
La vita si svolgerà tutta nel futuro.

Forse sarebbe il caso di cominciare a informarsi….

Pubblicato su 21° secolo, farneticazioni, pork chop express | 20 Commenti »

Un passo indietro in Giappone

Pubblicato da Davide su Gennaio 4, 2008

Tramite TechDirt veniamo a sapere che non è tutto oro quel che riluce nel Paese del Sol Levante.
La nazione più tecnologicamente avanzata del pianeta, sede dimolti interessanti esperimenti sulla deregulation dell’accesso all’informazione ed alla comunicazione, si appresta infatti a dare un bel giro di vite alle libertà civili su Internet.
E non solo
Il tutto, grazie ad un semplice giochino testuale nella revisione della Legge sulle Telecomunicazioni…

The law was intended to regulate broadcast content, but by adding in the phrase “open communication” it will now also include just about any public information put on the web, including newsgroups, bulletin boards and blogs. Once that’s in place, the Japanese government will then be able to go after any content it finds “harmful,” which seems rather loosely defined itself.

Insomma, una legge che permette al governo nipponico di censurare o “correggere” (questa suona un po’ orwelliana) contenuti on-line con un minimo di motivazione formale, e perseguire legalmente chiunque diffonda tali contenuti.

Ma non è tutto…

The second change would push mobile phone operators to put in place various filters to block “harmful” content from minors — though, again that definition of harmful is loosely described.

Già - i fornitori di servizi telefonici potrebbero essere spinti per legge a inserire filtri sulle linee che blocchino contenuti dannosi per i minori.
Ma ciò che non funziona, come sempre, è che la definizione di “dannoso” rimane aperta.

Saranno cavoli amari naturalmente anche per il file sharing (di qualsivoglia natura) e per ilconcetto di open source/open content.

Un dettagliato rapporto sulla situazione attuale e sui suoi possibili sviluppi è fornito dal blog Gyaku.
Fortunatamente in Inglese.

Per combattere l’irrigidimento del sistema, si è intanto formato in Giappone un movimento spontaneo (ma molto ben organizzato) - il MIAU.
Il loro sito è tutto in Giapponese ma anche solo per il logo vale la pena di visitarlo.

Intanto i laburisti Australiani stanno preparando qualcosa di molto simile nella Terra Giù di Sotto, e che - secondo alcune fonti attendibili - potrebbe segnare la fine della collaborazione scientifica fra accademici australiani e resto del mondo.

Non male, eh?
Siamo nel 2008 da nemmeno una settimana, e già c’è gente che spinge per rimandarci nel 1700…

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I quattordici tratti del totalitarismo

Pubblicato da Davide su Novembre 15, 2007

Riprendo dal sito di David Brin una ricerca su quelli che sono stati identificati come i quattordici tratti caratteristici di un governo totalitario da uno studio condotto dal Dr. Lawrence Britt.
Come osserva Brin, vanno discussi a fondo, e contengono delle ovvie sovrasemplificazioni, ma sono in effetti un interessante punto di partenza.

Cosa?
Io fare un post politico?

Noooo.
Offro qui i quattordici punti come ispirazione per chi volesse scrivere unastoria che abbia per scenario una società totalitaria.

  1. Nazionalismo potente e continuativo - unsacco di motti, slogan, simboli, canzoni e altro ciarpame. Molte bandiere in vista.
  2. Disdegno per i diritti umani - perché il nemico è potente e la sicurezza viene prima di tutto, i diritti si possono ignorare o “momentaneamente sospendere”. Tortura, esecuzioni somarie, assassinio… la gente li ignora, o guarda dall’altra parte
  3. Identificazione di Nemici o Capri Espiatorrii come Causa Unficante - di solito su base razziale o etnica.
  4. Predominio delle Forze Armate - Più fondi per operazioni militari. L’operato delle forze dell’ordine viene ammantato di un senso di fascino.
  5. Sessismo rampante - la leadership è a dominanza maschile, dopotutto. Enfatizzati i ruoli tradizionali, lo stato è guardiano dell’integrità dellafamiglia.
  6. Controllo dei media - o direttamente da parte del governo, o attraverso regole imposte dal governo. Pratica comune la censura.
  7. Ossessione per la Sicurezza Nazionale - la paura sata come strumento motivazionale
  8. Forte integrazione di Governo e Religione - la rteligione dominante viene usata come strumento per manipolare l’opinione pubblica. Il governo adotta la retoricareligiosa.
  9. Il Potere Corporativo è protetto - il governo è di solito appoggiato dagli industriali, che tendono a creare una mutua relazione di scambi di favori fra politica e industria.
  10. Soppressione dei poteri della Forza Lavoro - i sindacati sono soppressi o limitati.
  11. Disdegno per gli Intellettuali e le Arti - attaccata la libera espressione. Aperta ostilità verso l’educazione superiore e le istituzioni accademiche.
  12. Ossessione per Crimine e Pena - accresciuti i poteri della polizia, i cui abusi sono ignorati o minimizzati.
  13. Corruzione e Nepotismo Rampanti - il governo è composto di amici e parenti che si scambiano incarichi ed usano ilpotere del governoper proteggere i propri amici da acuse e giudizi esterni. Non è insolito che i leader si appropriino di vaste porzioni del patrimonio nazionale.
  14. Brogli Elettorali - elezioni fasulle, oppure elezioni legittime ma manipolate da campagne stampa denigratorie, uso delle leggi per limitare l’accesso ai seggi o alle cariche, manipolazione dei media, utilizzo del potere giudiziario per manipolare o controllare le elezioni.

Non male eh?

Tiratevi su con questa

http://www.youtube.com/watch?v=pv3km20JH0U

Ma non smettete di pensare.

Pubblicato su 21° secolo, farneticazioni, wired world | Non ci sono Commenti »