strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Utente Ubuntu - the next generation

Pubblicato da Davide su Gennaio 10, 2008

Un momento di trionfo.

Grazie ai consigli reperiti sul prezioso blog Open Source Paleontologist, sono finalmente riuscito a far girare PAST sul mio portatile con Ubuntu 7.10.
Niente crash, niente congelamento dell’interfaccia.
Tutta questione di ammaestrare WINE nella maniera opportuna.

Oggi pomeriggio verrà avviato un esteso piano di collaudi, ma sulla base del poco che ho visto, posso finalmente tornare al lavoro a tempo pieno e senza più imbarazzi.

PAST è un programmino prezioso, potente e perfetto tanto per il lavoro quanto per la didattica.

La pagnotta è salva.
La dignità pure.

Evviva evviva.

Pubblicato su Cat Blog, Ubuntu, software | 3 Commenti »

Utente Ubuntu 2

Pubblicato da Davide su Novembre 25, 2007

OK - sono circa cinque ore che lavoro su Ubuntu, e posso proseguire con le mie impressioni.
E’ un po’ come adattarsi ad una nuova casa - ci si familiarizza con la pianta, si sistemano i mobili, si fa una lista dicosa andare a recuperare da IKEA…

Il passaggio Windows/Ubuntu è meno che traumatico.

Si tratta di stabilire dove si trovino le cose - sotto quale etichetta sono raccolte le diverse applicazioni, a cosa corrispondono le icone sulla barra.

La macchina riconosce la mia tastiera USB e il mio nuovo mouse ottico, le mie chiavi USB.
Ma cosa ne sarà di tutto il mio vecchio materiale?

Ubuntu 7.10 si installa con OpenOffice 2.3 incluso - nessun problema quindi per gestire le vecchie collezioni di file di testo, le presentazioni power-point dei miei corsi, i fogli di calcolo Excel.
Oltretutt, utilizzavo già OpenOffice sotto Windows - niente traumi, quindi.

Ubuntu è più veloce - aprire OpenOffice richiede un terzo del tempo rispetto alla stessa azione in WindowsXP.

C’è un sacco di software disponibile per Ubuntu - il pannello Installa/Rimuovi lista tutto ciò che abbiamo installato e tutto ciò che potremmo installare.

Sorge il primo problema - Ubuntu non vede la porta wifi del mio portatile. Vede la scheda firewire, vede il modem, ma non la porta wifi.
Questo è male.
Senza connessione a internet, è impossibile aggiornare e customizzare il sistema.

Una chiave USB wifi recuperata in un cassetto risolve il problema.
Imposto le chiavi di rete e sono online.

Anche Firefox 2.0 è incluso nel pacchetto di installazione.
Ci vuole una mezz’ora per rimettere insieme la mia suite di add-ons, e rendere il browser indistinguibile da quello che utilizzo su Windows.
Ridisegnata l’interfaccia in modo da ottimizzare lo spazio, aggiungo DownThemAll, RikaiChan e ScribeFire.
Più il lettore di Flash.

Passi successivi - recupero dalla lista del software disponibile un secondo foglio di calcolo (Gnumeric) e un editor di HTML (Screem).

Serve altro?

I driver per la scheda grafica.

WINE, l’applicazione per far girare software Windows sotto Linux - sarà essenziale per far funzionare PAST e WinBugs, due software indispensabili per il mio lavoro.

Poi le solite sciocchezze - cambio il desktop, scarico un paio di file di documentazione (Uno su Ubuntu, uno su WINE).
Non è cambiato nulla.
Tutto sembra andare per il meglio.

Domani proviamo le applicazioni Windows.

Pubblicato su 21° secolo, Cat Blog, Ubuntu, wired world | 4 Commenti »

Utente Ubuntu

Pubblicato da Davide su Novembre 25, 2007

OK.

E così Windows ha toppato una volta di troppo.

junglejim13Come spiegato nel mio post precedete, a tutto c’è un limite, e poche cose sanno stimolare il coraggio e lo spirito d’avventura quanto l’esasperazione: Windows toppa? E io passo a Ubuntu.

Cominciano qui le cronache della mia esplorazione del nuovo sistema - dall’installazione del sistema operativo all’esecuzione delle mie tipiche attività quotidiane - scrivere, svolgere analisi statistiche (questa sarà pelosa), accedere alla rete, ascoltare musica…

Partiamo con un’occhiata a hardware e software.

Il computer è un lapotop Acer Aspire 1362, vecchio ma inaffondabile, processore Sempron da 1.6 Giga, 512 mega di RAM, video wide-screen, lettore/masterizzatore DVD, 4 uscite USB, modem, porta WiFi.

Io di solito ci aggancio tastiera e mouse esterni per i lavori massicci.

L’hard-disk, pietra dello scandalo in questa vicenda, è un 80 Giga della Toshiba, nuovo di pacca, che ha rimpiazzato il riottoso 40 Giga Samsung compromesso.
Sarebe stato bello un HD più grande, ma oltre gli 80 Giga il vecchio computer rischia di non reggerlo - ma posso affidarmi ad hard-disk esterni per il data storage.

Il software è Ubuntu 7.10, appena distribuito dalla fondazione che lo sviluppa.
Cominciamo a vedere come procurarcelo.

  • Potete cercare una rivista che ve lo regali - ce ne sono parecchie, in edicola, col CD accluso, fateci un giro.
  • Potete scaricarlo dalla rete come immagine ISO e poi masterizzarvelo su un CD. E’ un file voluminoso, e quindi vi conviene avere una connessione veloce e stabile, un paio d’ore di pazienza e circa settecento mega di spazio libero su hard disk.
  • Potete chiedere che ve ne mandino una copia su CD, gratis.
    Io onestamente ero piuttosto dubbioso, ma in effetti è arrivata, a costo zero, in capo ad un paio di settimaner. Buono.
  • Potete farvelo passare da un amico - che magari vi da anche una mano a impratichirvi.

Io ho ordinato il CD all’annuncio della nuova versione, con l’idea di piazzarlo su un computer secondario, tanto per farci pratica.
Il caso ha voluto diversamente.

A questo punto, la cosa è molto semplice:

  1. Si sfila dal case il vecchio Hard disk spaccato
  2. Si infila nel case il nuovo hard disk integro
  3. Si infila il CD di Ubuntu nel lettore e si accende la macchina
  4. All’avvio del Live CD, si seleziona la lingua principale (ci sono tutte, anche il Giapponese)
  5. Ubuntu parte da CD - bella veste grafica, un po’ di esempi. E’ l’ambiente ideale dove fare un po’ di pratica senza il rischio di scatenare disastri.
  6. Si clicka su Installa
  7. Si riempiono un paio di form - password, identificazione dell’utente principale
  8. Ad installazione ultimata, si sfila il CD e si riaccende la macchina.
  9. Ubuntu!
  10. Fatto

In totale, l’intera operazione - inclusa la sostituzione dell’hard-disk - ha richiesto circa un’ora.

Tutto sembra funzionare per il meglio.
Ubuntu sembra riconoscere tutte le periferiche senza problemi.
Wow!

Fine della prima puntata.

Pubblicato su 21° secolo, Cat Blog, Ubuntu, progetti personali, wired world | 4 Commenti »

Senza Windows, grazie….

Pubblicato da Davide su Ottobre 24, 2007

Una buona notizia dal mondo dell’informatica.
Più o meno.

“Comprando un computer oggi ci si trova nell’assurda situazione di non poter scegliere il sistema operativo con cui farlo funzionare, ma di doverlo comprare con il sistema operativo già installato da parte del produttore del PC e più precisamente con Microsoft Windows. Questa è una pratica che ormai tutti i produttori hanno adottato, rendendo di fatto impossibile acquistare un computer di marca senza il software preinstallato. È come se, dovendo acquistare un vaso, si fosse costretti a pagare anche per una pianta, magari sempre la stessa e del solito agricoltore”.

Stando a quanto pubblicato di recente da il Punto Informatico, il giudice di pace di Firenze ha riconosciuto la legittimità della richiesta di rimborso da parte di quegli acquirenti che, all’acquisto del nuovo computer, non siano interessai al sistema operativo preinstallato.

il rimborso appare dovuto, sussistendo per l’utilizzo del software un contratto separato (con condizioni oltretutto molto particolari) che il compratore non ha possibilità di conoscere prima di aver comprato il prodotto (né è certo sufficiente a tal fine che gli opuscoli indichino che il computer è equipaggiato con un “certo” software) e che, se non accettato, impone appunto di restituire quella parte dell’acquisto lasciando il compratore con un prodotto comunque diverso e di minor valore rispetto a quello pagato

In altre parole - volete un nuovo computer sul quale far girare Ubuntu?
Invece di comprare una macchina con WindowsVista precaricato, riformattare l’hard disk e andare di Ubuntu, potete chiedere che il sistema non venga caricato, beccarvi 140 euro di sconto (come da sentenza Fiorentina) e poi caricare Ubuntu come vi pare.

Bello liscio.

C’è un solo ma.

Poiché la sentenza è stata emessa da un giudice di pace, e non da un tribunale in senso stretto, “non produce giurisprudenza”.

In altre parole, per il momento, affinché il giochino dello sconto funzioni dovete portare il vostro rivenditore di materiale informatico davanti ad un giudice di pace, e documentare la vostra richiesta.

Usando magari le risorse rese disponibili da ADUC.

Pubblicato su software, wired world | 4 Commenti »