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Fantasy senza fantasia?

4 commenti

Si prova una strana sensazione di fastidio al recente annuncio del lancio di una nuova collana di narrativa fantastica .
Entusiastica reazione dei forum, sul quale il curatore si preoccupa di fornire alcune linee guida agli aspiranti autori….

I punti di riferimento devono essere quelli del fantasy che si vede al cinema (Eragon, Il Signore degli Anelli, le Cronache di Narnia, Harry Potter ecc) e le saghe librarie più recenti. No a storie su fantasmi, sogni, magie esoteriche, indiani d’America o cose strane. Per la “fantasy mediterranea” magari ci penseremo in altra sede, qui non è il caso.

E’ già abbastanza triste che un curatore chieda ai propri autori qualcosa di diverso dal massimo dell’originalità disponibile.
Che le linee guida si riducano poi a segnalare un minimo comun denominatore trito e letterariamente dubbio, è assolutamente triste.

E come interpretare la risposta entusiastica a queste direttive?

Anche al suo più commerciale, la letteratura fantastica non dovrebbe essere conformista. Il fantasy non dovrebbe essere privo di fantasia.

Come alternativa, segnalerei allora agli aspiranti autori alcune letture non proprio conformi al minimo comun denominatore. Che non garantiranno forse il successo commerciale con la nuova collana, ma che potrebbero causare un inaspettato rigurgito di fantasia.

Per la collana dei miei sogni, chiederei ai miei aspiranti autori di avere dimestichezza con (non in un ordine particolare)

  • John Crowley – Little, Big
  • Gene Wolfe – Il Ciclo del Nuovo Sole
  • Geoffrey Barlough – Strange Cargo ( o quialsiasi storia del Talbotshire)
  • Shery S. Tepper – Beauty
  • Cordwainer Smith – il ciclo della Strumentalità
  • Fritz Leiber – qualsiasi cosa
  • Michael Moorcock – Madre Londra e Gloriana
  • Charles DeLint– Dreams Underfoot
  • Fletcher Pratt – Il Pozzo dell’Unicorno
  • Terry Pratchett – la trilogia della Morte (Mort, Soul Music, Reaper Man)

Si danno per acquisiti i lavori di Howard, Lovecraft, C.A. Smith e J.R.R. Tolkien, le Mille e una Notte e per lo meno l’Odissea.

Ma la gente che scrive (o vuole scrivere) fantasy, cosa legge?
Se legge…?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Fantasy senza fantasia?

  1. Ecco, questa e’ una buona domanda. Cosa legge la gente che scrive fantasy? Probabilmente Harry Potter, Il signore degli anelli e poco altro. Considerato che in Italia le traduzioni di opere del fantastico straniere arrivano, mediamente, con venti anni di ritardo (dato Catalogo Vegetti) restiamo pesantemente indietro rispetto alle correnti attuali…

  2. Non solo siamo indietro rispetto alle tendenze più moderne – ci siamo persi anche una bela fetta di classici, che o non sono stati tradotti, o sono stati presentati in modo tale da passare inosservati. Penso a Gormenghast di Peake, ad esempio…

  3. Non leggono, ma vogliono scrivere
    Non conoscono ma parlano
    Non scrivono, ma sono creativi
    Non creano ma sono artisti
    Non conoscono l’Arte ma vogliono farla…
    Continuo a pensare che Platone e il vecchio caro Oscar avessero ragione

  4. Pingback: Fantasy senza fantasia, il Ritorno | strategie evolutive

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