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Il trionfo del nuovo weird

3 commenti

Chiudo qui la lunga tirata sullo steampunk, andando a parare in una direzione forse inaspettata.

La tesi: mentre tutti erano impegnati a schifare la fantascienza ed il fantastico come generi “popolari” ed “escapisti”, la parte più vitale del fantastico ha trionfato, semplicemente camuffandosi da qualcos’altro – il cosiddetto Nuovo Weird.

Perché il Nuovo Weird viene ritenuto un genere d’avanguardia, e quindi è molto cool, mentre con la carta dei romanzi popolari i proletari notoriamente ci avvolgevano le caldarroste e mai nessuno che voglia essere considerato per lo meno figo si farà beccare con un libro di Dumas o di Dickens (o di chiunque altro, a dire il vero, salvo forse Faletti) fra le dita irrigidite dalla morte….

Il trionfo del fantastico con un nuovo nome consiste nell’aver infiltrato tutti i generi e le classi narrative, tutti i media, e financo la letteratura “alta”.

WTMay1938Il nuovo weird deriva ovviamente da quello vecchio – e quindi ha i suoi antenati letterari negli autori che scrissero per Weird Tales.
La rivista dopotutto ospitò l’orrore di Lovecraft ma anche quello di Bloch, i pastiches sherlockiani di Derleth e gli investigatori dell’insolito di Seabury Quinn, i planetary romance di C.A.Smith, C.L. Moore e Leigh Brackett, il fantasy eroico di Howard ma anche certe trovate di Leiber.
Gli autori che avrebbero successivamente pubblicato su Unknown Worlds crebbero leggendo Weird Tales – Pratt & De Camp, Carter, Davidson…

Un elenco di autori attribuiti al genere new weird?
Moorcock, M. John Harrison, China Mieville, Eric Roberson, Paul DiFilippo, Harlan Ellison…

Movimento d’avanguardia, eh?
Proprio.

E lo steampunk (con qualunque altro nome) cosa c’entra?
Beh, lo steampunk/steampulp/scientific romance è solo un aspetto, ma un aspetto rilevatore.

In primo luogo, perché è certo una delle sfaccettature del Nuovo Weird che rimangono più vicine al vecchio, popolare ed escapista “fantastico”.

Ma soprattutto perché, agendo come una cartina di tornasole, segnala l’infiltrazione del “nuovo genere d’avanguardia” nella letteratura mainstream.

E andiamo allora con le prove a carico.

51homslBkyLIl poliziesco ha una tradizione vittoriana ormai inattaccabile. Nato, d’altra parte, nell’ottocento (per opera di Poe e Conan Doyle, sevogliamo), il poliziesco è rimasto molto vicino alle proprie origini – tanto che nessuno considera strano che si pubblichi nel 2007 un poliziesco ambientato nel 1889.
Ma cosa dire allora della (notevole) serie di romanzi dedicati agli exploit dell’investigatore russo Erast Fandorin? Come giustificare gli intrecic fantapolitici (il primo romanzo del ciclo immagina una cospirazione eugenetica)? E che dire delle indagini di Bryant & May, eccentrici investigatori dell’Unità Crimini Insoliti di Scotlan Yard, narrati dall’ex fantasista ed autore di horror Chris Fowler?
Potremmo definirli steampulp?

Ma andiamo avanti.

51Ua5G4ds6LUna rapida occhiata all’elenco dei bestseller non di genere presso Amazon o Barnes & Noble rivelerà la presenza di almeno uno dei tre titoli seguenti: The Glass Books of the Dream Eaters, di G.W. Dahlquist, un’avventura vittoriana in pieno stile (tanto che la Penguin la pubblicò come una serie di “penny dreadful”) con omicidi, balli in maschera, e misteriosi stranieri. The Somnambulist, di Jonathan Barnes, storia di circhi, società segrete e non morti in un paesaggio vittoriano. The Court of the Air, di Stephen Hunt, ambientato in un mondo simil-vittoriano, storia a base di mongolfiere, orfanelli e misteriose cospirazioni.
Vediamo emergere uno schema?

41cBsE1AyBLD’altra parte, abbiamo visto circolare parecchie copie anche in Italia del peraltro massiccio (e un po’ barboso) Lo strano caso di Jonathan Strange e Mister Norrell, di Susanna Clarke, che in Gran Bretagna venne presentato come “Harry Potter per adulti” e da noi finì per cascare in quella misteriosa categoria della “favola moderna”, del “romanzo surreale” o chissà quale altra stupidaggine.
Tutto pur di non dire fantastico, o new weird, o steampunk (considerando l’ambientazione ottocentesca).
Curioso, eh?

51T310JXQYLE c’è poi il colossale successo della narrativa a sfondo militare napoleonico o post-napoleonico: i vari Hornblower, Sharpe, Aubrey & Maturin…
Storia ben documentata, esotismo, avventura…
Sono davvero così lontani dai viaggi straordinari di Verne o dagli exploit di Solomon Kane?
Sono davvero tanto diversi da Tarzan o Sandokan?
Io, dal cantomio, ho da anni inchiodato la mia bandiera all’albero di Harry Flashman, e lì non c’è storia – scritto da uno storico ed ex militare che sceneggiò unpaio di film di James Bond ma anche I Tre Moschettieri di Richard Lester, Flashman è pulp. Molto pulp.
Ed assolutamente inarrivabile.

E poi ci sono i supereroi “postmoderni” di Michael Chabon, l’anti-Potter Phil Pullman con i suoi misteri vittoriani, la grande popolarità della fantascienza hard… ehm, pardon, si dice technothriller.

Quindi, ricapitolando la tesi: il vecchio fantastico aventuroso si è riciclatoi diventando la letteratura mainstream – o per lo meno la letteratura mainstream più popolare e divertente.

Potremmo dilungarci sullo steam(fate voi) negli altri media a lungo, ma questo me lo riservo per l’articolo che proporrò a LibriNuovi proprio sui temi fin qui trattati.

Credito verrà dato a tutti coloro che hanno commentato, via forum o via mail.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Il trionfo del nuovo weird

  1. Chapeau, mon cher ami. Chapeau.

  2. Grazie per i crediti.
    In effetti, come accennavi nel precedente post, ormai internazionalmente va sbiadendo l’idea unidirezionale di sviluppo di un’opera. Una volta dal libro si passava al film. Adesso invece dal film puo’ nascere una sua novelizzazione da cui viene a sua volta tratto un fumetto e cosi’ via in un processo multidirezionale e multimediale. Il problema di un paese come l’Italia e’ che tra i vari media non esiste ormai piu’ nessun contatto e questo ci taglia pesantemente fuori…al solito siamo nettamente in ritardo.

  3. Peggio che in ritardo – non ci rendiamo conto del fatto che le cose sono cambiate.
    C’è chi fa cose nuove, ma viene tenuto fuori vista per non turbare il pubblico da 0,78 libri letti all’anno, quelli che vano al cinema col cellulare acceso e che pensano che i fumetti siano cose da nascondere sotto al letto.

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