strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Mogambo (1953)

2 commenti

Il bello della blogsfera è che, raggiunto un certo livello di interazione, i diversi blog entrano in risonanza, come corde di un’arpa.

E se nel suo ultimo post su Il Palazzo della Luna il mio amico Dal cita la mia recente passata di follia per lo steampunk e il retrofuturismo, ora tocca a me partire dal suo post precedente per una delle mie farneticazioni.

Bellezza e fascino, dice Dal – e ci offre una valida galleria di entrambi.
Due qualità infinitamente diverse, naturalmente – e se la capacità di distinguere fra di esse non ha età, la predilezione per il fascino è un chiaro segno dell’ingresso nell’età adulta (si, ragazzi e ragazze, come avete intuito dal tono, siete saliti sul pork chop express – godetevi la corsa).

Se il panorama televisivo fatto di repliche è normalmente insopportabile, e diventa addirittura offensiovo nel periodo estivo, ci sono pellicole che hanno raggiunto un grado di replica ormai surreale, riuscendo a passare sul piccolo schermo anche una volta ogni tre mesi.

mogambo mainUno di questi è certamente Mogambo, di John Ford.
ed è una fortuna, perché rimane uno dei miei film preferiti, ed ho ormai rinunciato all’idea di procurarmelo in DVD – mi basta pazientare etenere d’occhio i palinsesti.
Prima o poi…

Cos’è Mogambo – una buona definizione è un film d’avventura senza avventura.

In breve: primi anni ’50; il cacciatore bianco Gable vive in Africa dove cattura animali per zoo e circhi equestri. Nel suo compound arriva inopinatamente Ava Gardner, soubrette (oggi diremmo velina) scaricata da un ricco “amico”. La chimica fra Gable e Gardner potrebbe evolvere positivamente se non arrivassero Don Sinden, un ricercatore fanatico di primati (le scimmie, non i record) e Grace Kelly, sua moglie annoiata e desiderosa d’affetto. Le scintille scoccano fra Gable e Kelly, con svariati strapazzamenti emotivi fino alla conclusione in cui Gable “si sacrifica” e si tiene Ava Gardner. Fine.

Ora, ripetiamolo lentamente: si sacrifica e si tiene Ava Gardner?!
Ditemi dove devo firmare per fare un sacrificio del genere tutti i giorni.

Ma procediamo con ordine.
Cosa c’è di memorabile in questa storiellina da telenovela dei poveri?

Certo, gli Americani lo censurano (oggi) perchè i discorsi poco politicamente corretti sulla sottrazione dei cuccioli di gorilla per esporli allo zoo potrebbero offendere qualcuno.

E il dittatore spagnolo Francisco Franco, ritenendo inacettabile una storia di adulterio, fece modificare la traduzione, in modo che Sinden e Grace Kelly non risultassero essere marito e moglie, ma fratelli coinvolti in una relazione incestuosa. La moralità in questo modo sarebbe stata salva [e Gable si sacrifica e lascia la Kelly alla sua relazione incestuosa per restare con la comunque piuttosto scollacciata Gardner.]

Ma a parte queste piccole ironie del destino?
Cosa c’è di valido?

Beh, per cominciare, Mogambo è girato in location africane, e se la trama è da foeuilletton, le immagini di John Ford sono uno straordinario documento su una fetta di mondo naturale che non vedremo mai più; l’intera colonna sonora – con la sola eccezione di un breve brano cantato da Ava Gardner – è costituita da canti tribali registrati in presa diretta e in location. Un documento antropologico di tutto rispetto.

Poi, nonostante la trama banalotta, il dialogo riesce ad essere superiore alla media – specie nell’originale. Si consideri…

Questo non è un Sir Galahad che ama da lontano. Questo è un boa constrictor a due gambe.

299390662 226e7959d4 oE poi c’è Ava Gardner.
Una delle donne più belle ed affascinanti della storia del cinema, forse mai così bella come in questa sua interpretazione di una “femmina a basso mantenimento” (per usare la definizione di Harry Burns) in un ambiente esotico e – tutto considerato – ostile.

Se la bellezza è innegabile, il fascino – nel caso specifico del personaggio (per il quale la Gardner venne nominata ad un Oscar) – sta proprio nel modo in cui Eloise Y. Honey Bear Kelly reagisce all’ambiente ostile.
Con allegria, divertimento, una evidente curiosità, una grande capacità di stupirsi (“Guarda, un canguro!” dirà vedendo per la prima volta un rinoceronte) e, in ultima analisi, una tendenza a vedere le cose per come sono (e non per come dovrebbero essere), che già ai tempi di J.B. Cabell era il segno distintivo delle grandi donne.

Grace Kelly (che andò effettivamente a letto conGable in occasione del film, e dopo) gode oggi di una sorta di culto alimentato dal matrimonio con il principe di Monaco, dagli exploit mediatici delle sue figlie e dalla rapace stampa scandalistica.
Ava Gardner -che ebbe numerosi amanti (inclusi Frank Sinatra e Walter Chiari) – pare se la siano scordata.
Tutto questo non ha importanza.
Nel momento in cui vi rendete conto che preferite la Gardner di Mogambo alla Kelly di Caccia al Ladro, siete certi di essere entrati nell’età adulta.

E poteva andar peggio – in Polinesia uomini in maschere di argilla vi braccano e vi gettano attraverso le fauci di un pescecane per certificarvi adulti. Mai visti i documenatri di Folco Quilici?

E per finire, c’è un ultimo piccolo ma divertente motivo per apprezzare Mogambo.
Il termine “Mogambo” significa “Passione” in Swahili, ed è un buon termine da utilizzare per indicare una passione animale, primitiva e selvaggia, un po’ insensata e un po’ da telenovela, che a volte vediamo esplodere attorno a noi. Utilizzabile in conversazione, tipo…

“Ma cosa gli prende?”
“Eh, sai, il mogambo…”
“Ah!”

Può sempre tornare utile.

Addendum – non confondete questo Mogambo con QUESTO Mogambo!

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Mogambo (1953)

  1. Pingback: Il più grande cattivo di tutti i tempi « strategie evolutive

  2. quando una cosa e’ bella non ha bisogno di commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.