strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Scimmie ammaestrate

2 commenti

E’ successa una cosa insolita.
O forse no, chissà.

In una serie di commenti ad un post altrui su un blog confinante col mio (per temi se non per hardware), ho commentato negativamente il modo in cui un’autrice ha deciso (o permesso al suo editore) di pubblicizzare il proprio lavoro.

Non ho parlato male dell’autrice.
Non ho parlato male del libro.
Ho solo detto che c’era un forte sospetto di hype.

Ed ho aggiunto che è irritante vedere tante energie spese per promuovere un prodotto in forte sospetto di artificiosità, quando un sacco di buoni autori non vengono filati neanche di striscio dalle majors.

8845908569E di rimando sono stato accusato di esprimere certe opinioni per invidia.

Invidia?

Invidia di cosa?
Di non avere un editore che mi obblighi ad esibirmi come una scimmia ammaestrata?
Di non essre dileggiato da persone che rispetto sui rispettivi forum on-line?

Ora, è indubbio che si tratti di uno degli stratagemmi per ottenere ragione collezionati da Schopenhauer – accuso chi esprime opinioni diverse dalle mie di essere motivato da invidia, ed automaticamente lo delegittimo.
Bello liscio.
Un semplice giochino retotrico.

Però è fastidioso.

E allora, Schopenhauer per Schopenhauer…

È assolutamente sbagliato voler trasferire anche in letteratura la tolleranza che per forza si deve usare verso le persone ottuse e senza cervello in società, dove simili tipi brulicano. Nella letteratura costoro sono, infatti, intrusi sfacciati, e qui disprezzare le cose cattive è un dovere verso quelle buone: per colui per il quale nulla è cattivo, nulla parimenti è buono.

Amen.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Scimmie ammaestrate

  1. Capita spesso che i consigli, soprattutto quelli buoni vengano interpretati come segni di invidia. Pensa che sto scrivendo un romanzo insieme ad altre sei persone ed ora siamo in fase di revisione. Sto correggendo dei capitoli in cui l’italiano è stato massacrato e in cui l’autore si rifugia dietro il paravento classico della personalizzazione della narrazione. Vengo puntualmente accusata di essere intollerante, di volermi mettere in mostra e di esagerare con le correzioni…
    scusatemi se ho a cuore la riuscita del progetto….

    Scusa lo sfogo ^^

  2. Le collaborazioni sono complicate.
    E’ necessario trovare un meccanismo ed aderirvi in maniera ferrea.
    Fra collaboratori è probabilmente più facile disinnescare il meccanismo di delegittimazione.
    Un anonimo che ti attacca su un forum è tutta un’altra cosa – non ha motivo di cercare un terreno comune, è nascosto dietro all’anonimato.
    Credo che il termine corretto per certe persone sia “troll”.
    Il che, in un certo senso, è molto appropriato.

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