strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ultima frontiera

2 commenti

Una passeggiata sulle pagine della BBC, e due notizie mi rimangono stranamente addosso.

winona ryderNotizia numero uno – il regista e creatore di Lost dirigerà il prossimo film di Star Trek, l’undicesimo della serie, nel quale compariranno le versioni giovani dei personaggi della cosiddetta Serie Classica: un giovane Kirk, un giovane Spock e così via.
Winona Ryder rischia di interpretare la madre di Spock (che curiosamente pare sia vulcaniana – ma Spock non era un mezzo sangue di madre terrestre? Mah…)

Il fatto che la Ryder si possa prestare a un’operazione del genere la dice lunga – o sul budget della nuova pellicola o ,più probabilmente, sullo stato attuale della carriera dell’attrice americana.

Ruotiamo il mondo di un terzo di giro.
Dall’altra parte del Pacifico…

kosanNotizia numero due – la Corea del Sud considera così importante lo sviluppo entro tempi brevi di una presenza stabile nello spazio che non solo sta costruendo la propria base di lancio e sviluppando (con supporto russo) i propri vettori, ma ha aperto all’intera popolazione la selezione per il posto di primo coreano nello spazio.
Dopo un primo procedimento di scrematura, i corani più promettenti sono stati coinvolti in un reality show che li ha visti affrontare le fasi finali dello screening e le fasi iniziali dell’addestramento da astronauti.
Alla fine, un ricercatore trentenne ha vinto il biglietto per le orbite alte.
L’operazione è stata studiata dal governo per coinvolgere il più possibile la popolazione, avvicinare il pubblico televisivo all’idea che lo spazio sarà un posto come unaltro dove sviluppare l’economia, e stimolare i giovani ad interessarsi agli studi aerospaziali.

Ci siamo persi qualcosa per strada?

Perché è ovvio che la notizia numero uno susciterà molto più scalpore e discussioni dela notizia numero due.
I nerd spaccheranno il capello in quattro (…ma Spock non era un mezzo sangue di madre terrestre?) e ancora una volta, come negli ultimi trent’anni, saranno così intenti a guardare il dito che non vedranno la Luna che il dito sta indicando.

E perché l’idea di un governo che decida una spinta tanto forte ed invasiva verso lo spazio, coinvolgendovi tutti i propri cittadini ci è quasi completamente estranea.
E se è estranea agli occidentali ingenere, è assolutamente folle per la nostra povera italietta, dove si continua a farneticare del primato della cultura umanistica su quella scientifica, e dove chi va bene a scuola deve avere qualcosa che non va, ed i compagni lo picchiano.

Noi andiamo in sollucchero per il “miracolo” della chiacchierata fra il Presidente della Republica ed il nostro uomo sulla Stazione Europea, ma poi ci interessa molto di più il destino turpe dei falliti accatastati dalla RAI su L’Isola dei Famosi.

Forse è vero che abbiamo perdutola spinta verso il futuro.
E non possiamo nemmeno incolpare la Playstation – perché ne hanno molte di più i coreani.
Loro però, andranno nello spazio per restarci.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Ultima frontiera

  1. Il che si collega al recente post del blog di Brin, dove in pratica esprime piu’ o meno i medesimi concetti pero’ nei confronti dell’America. Pare che in Occidente manchi quell’entusiasmo che attualmente sembrerebbe essersi spostato, nel bene e nel male, in Asia…

  2. Lo stato della cultura scientifica in occidente è pietoso.
    Non si fa divulgazione seria.
    Non si pubblica saggistica a buon mercato.
    Non si stimola l’interesse nelle scuole.
    Il risultato: scarsa innovazione, mancanza di flessibilità (quella vera), cultura che fa acqua da tutte le parti.
    E l’interesse verso il futuro in occidente è scarsissimo – da cui il successo del fantasy rispetto alla fantascienza (tra l’altro): la nostalgia per i bei vecchi tempi rispetto al desiderio di vedere cosa verrà poi.

    In Asia i governi hanno fatto due conto e si sono resi conto che spingere le lauree scientifiche fa bene non solo all’economia, ma anche alla testa della gente per strada.
    Noi come sempre paghiamo il prezzo di essere stati pigri.

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