strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Pentiti, scienziato!

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La nuova enciclica di papa Benedetto Sedicesimo (uno a cui, a differenza dei suoi due predecessori, chiaramente non piacevano i Beatles…) è l’ennesima sterzata dei vertici della Chiesa Cattolica verso il conservatorismo.
Niente di meglio che un po’ di sano medioevo – farà piacere a Roberto Vacca.
O forse no.
No, probabilmente no.

L’ultima fatica (?) si intitola SPE SALVI, perché, come sostiene l’autore…

La fede è speranza

E fin qui, contento lui…
Però l’enciclica contiene alcune perle di saggezza un po’ meno innocue…

La scienza può
contribuire molto all’umanizzazione del mondo e dell’umanità. Essa però
può anche distruggere l’uomo e il mondo, se non viene orientata da
forze che si trovano al di fuori di essa.

Eh, già – senza un controllo esterno, la scienza (o sarebbe più esatto dire la tecnologia, l’applicazione della scienza) può fare sfracelli.
Come la religione.

Sarebbe trito e disonesto a questo punto chiamare in causa l’Inquisizione, o fare il nome di Galileo Galieli.
Dopotutto, le sofferenze patite da Galileo furono provocate dalla scienza, no?
Se fosse rimasto al suo posto, l’idiota…

E cosa dire della Guerra dei Trent’Anni?
Protestanti contro Cattolici, e giù mazzate in lungo e in largo per l’Europa continentale…
Ma come sarebbe stata la Guerra dei Trent’Anni senza tecnologia, senza polvere da sparo e scienze balistiche?
Più lunga, probabilmente.

E non voglio neppure pensare alla cattolicizzazione a fil di spada del Sud America.
Il classico esempio di come la curiosità ed il desiderio di esplorazione causino solo problemi.

Ah, ma il buon Benedetto ha anche chiaro chi sia il cattivo di tutta questa faccenda…

Francesco
Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell’età moderna a lui
ispirata, nel ritenere che l’uomo sarebbe stato redento mediante la
scienza, sbagliavano. Con una tale attesa si chiede troppo alla
scienza; questa specie di speranza è fallace. La scienza può
contribuire molto all’umanizzazione del mondo e dell’umanità. Essa però
può anche distruggere l’uomo e il mondo, se non viene orientata da
forze che si trovano al di fuori di essa.

Francesco Bacone?!
L’uomo che scrisse “il desiderio di potere fece cadere gli angeli, il desiderio di sapere fece cadere l’uomo”?
Wow!

Richard Dawkins avrà certamente tirato un bel sospiro di sollievo – allo stato attuale delle cose, la Chiesa si accorgerà delle sue incontinenze ateistiche… attorno al 2460.
E cosa faranno allora?
Proveranno ad esorcizzarlo – come si dice fece Pio XII con Hitler?
D’altra parte, scomunicarlo – Hitler, intendo – sarebbe stato più pratico (e pubblico) ma inutile – il Nazismo era una fede alternativa, e la scomunica sarebbe stata ignorata da gran parte della popolazione tedesca.
L’esorcismo però non ebbe lo stesso effetto dei bombardamenti diurni alleati.
Che certo fecero un sacco di morti.
Colpa dei Fratelli Wright, o di Nobel, o magari di Leonardo da Vinci….

Ma… e se alla scienza non fregasse assolutamente un piffero, di redimere l’uomo (quello casomai è un problema della religione, giusto?), ma volesse solo fornirgli tutti gli strumenti utili – a cominciare da una lunga vita con un sacco di tempo libero – per sviluppare il suo potenziale?
Non pare tuttavia che il pontefice ci abbia pensato.

E chi sono io, per suggerire al Papa delle buone idee?
Voglio dire – sono uno scienziato.
Mica posso parlare di religione, no?
Sarebbe ridicolo come… come se un religioso si mettesse a parlare di scienza, giusto?

Comunque è definitivo – sperare che la scienza offra un qualche miglioramento al nostro mondo è fallace.
Che vuol dire sbagliato, qualora ve lo foste perso.
Chissà, potrebbe anche essere vero.
Forse dovremmo smettere di vaccinare tutti gli ammalati di tubercolosi nel terzo mondo, e distribuir semplicemente loro dei rosari.
Meglio ancora – fornir loro ago, filo e perline…che si facciano i propri.
Dopotutto…

Possiamo cercare di limitare la sofferenza, di lottare contro di essa,
ma non possiamo eliminarla. Proprio là dove gli uomini, nel tentativo
di evitare ogni sofferenza, cercano di sottrarsi a tutto ciò che
potrebbe significare patimento, là dove vogliono risparmiarsi la fatica
e il dolore della verità, dell’amore, del bene, scivolano in una vita
vuota, nella quale forse non esiste quasi più il dolore, ma si ha tanto
maggiormente l’oscura sensazione della mancanza di senso e della
solitudine. Non è lo scansare la sofferenza, la fuga davanti al dolore,
che guarisce l’uomo, ma la capacità di accettare la tribolazione e in
essa di maturare, di trovare senso mediante l’unione con Cristo, che ha
sofferto con infinito amore.

Ma avrà mai patito il mal di denti, Benedetto Sedicesimo?
E poi… un Dio Padre che utilizza il dolore come strumento didattico con i suoi figli?
Certo fa molto Dickens.

In conclusione

La speranza è un’ottima colazione ma una pessima cena

Lo ha detto Bacone, e tutto questo ha su di me un effetto assolutamente spaventoso – leggo Benedetto Sedicesimo ed improvvisamente Lao-Tze ha un sacco di senso.
Ma davvero un sacco!
Qualcuno dovrebbe avvertirlo, il pontefice.
C’è qualcosa nel suo discorso, che tira la volata alla concorrenza.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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