strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il Silenzio degli Innocenti?

2 commenti

La diatriba fra le posizioni neocatastrofiste di Stephen Jay Gould e le posizioni ultradarwiniste di Richard Dawkins riname uno dei dibattiti più feroci ed intelligenti che abbiano interessato le scienze naturali e la paleontologia inparticolare negli ultimi trent’anni.
Capita, quando a dibattere un argomento complesso e misterioso si mettono due persone di grande intelligenza.
Una malattia terminale ha purtroppo zittito con troppo anticipo S.J. Gould, per cui il neodarwinismo di Dawkins sembra aver vinto per default – ma i giochi sono ancora aperti.
Si sente però la mancanza del dibattito.
Gould e dawkins hanno dato vita ad alcuni degli scambi più taglienti e cattivi nella storia del dibattito scientifico.
Solo su una cosa si sono trovati d’accordo: coi Creazionisti non si discute.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/thumb/5/53/A_Devil's_Chaplain.jpg/150px-A_Devil's_Chaplain.jpgQualsiasi spazio concesso al Creazionismo da un professionista della paleontologia o della biologia, sostengono Gould e Dawkins in un articolo congiunto pubblicato dopo la morte di Gould (ne Il cappellano del Diavolo, di Dawkins), conferisce a questa teoria improponibile una misura di dignità che non le compete.
Accettando di discutere coi Creazionisti dò loro più credito di quanto non meritino.
È per questo che sempre più spesso i sostenitori di Creazionismo e Intelligent Design chiedono confronti pubblici con sostenitori del pensiero darwiniano – per rubacchiare un po’ di quella dignità scientifica che altrimenti non potrebbero avere.

Meglio ignorarli, quindi.
Meglio tacere.
Meglio rispondere “Io di certe cose non mi occupo perché sono uno scienziato, e quella non è scienza.”
Bello liscio.

Però, però… cosa fare nei casi di coloro che una certa visibilità già ce l’hanno, e che anzi sarebbero ben felici se noi tacessimo delle loro malefatte?
Tacere dignitosamente non è forse rischiare di fare il loro gioco?

Perché tirare le uova a un idiota che sostiene l’insostenibile è “antidemocratico”?
Perché definire ladro uno che approfitta della propria posizione di potere per accaparraredenaro è “giudicarlo prima che venga processato”?
Perché protestare pacificamente è considerato “poco educato”, “poco civile”, “poco elegante”?

Nel momento in cui la prima reazione di un’azienda un cui dirigente si è giocato la faccia consiste nel tentare disperatamente di far sparire le prove, io mi preoccupo.

Il silenzio non è più un’arma per gli indignati.

Ma c’è un altro problema – la stessa spinta culturale che vuole convincerci che protestare è poco elegante ci insegna anche che la cialtronaggine è un tratto positivo.
Quindi nell’esporre un cialtrone al pubblico ludibrio rischio di creare una nuova icona per gli sciocchi.
Chi capisce il mio messaggio, non ne ha bisogno.
Chi ne ha bisogno, lo fraintende completamente.

Comunque vada, perdo.

E tuttavia, se quando il prossimo cialtrone comparirà in pubblico e la plebe sospirerà colma di ammirazione, se in quel momento abbastanza voci dicessero “Imbecille”, anche senza alzare la voce, chissà, forse qualcuno, anche fra gli obnubilati, comincerebbe a porsi delle domande….

È una situazione complicata.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Il Silenzio degli Innocenti?

  1. Il problema è il pubblico. In questi ultimi anni è avanzata l’ignoranza. Un’ignoranza cieca, riottosa e disperata nata dall’impotenza. Se sapere mi dà soltanto dei problemi perché sapere? Se ho bisogno di consolazione, perché debbo conoscere cose che mi inducono a dubitare, a pormi domande, a speculare? Se pensare che dio esiste (la «d» minuscola non è un errore di battitura) rende meno atroce la mia vita, perché debbo studiare la teoria dell’evoluzione che, diciamocelo chiaro, postula l’ìrrilevanza di qualsiasi divinità?
    Vero, comunque, che discutere con chi ha la mente acciecata dai propri pregiudizi è perlomeno inutile. Ma tacere e disertare lascia il campo libero ai professionisti della menzogna e dell’ignoranza. Bisogna credere che sia possibile insegnare l’intelligenza. E la speranza, che non è la fede.

  2. Ho appena scoperto il tuo blog, beh… ne sono molto felice! 🙂

    (secondo me chiamare gli imbecilli col loro nome non è fargli pubblicità e non significa nemmeno dare dignità alle loro teorie)

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