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Top Five – romanzi fantasy

4 commenti

https://i2.wp.com/www.powells.com/cgi-bin/imageDB.cgiHo commesso l’errore di sbilanciarmi in in post precedente, indicando i romanzi di Barry Hughart come uno dei cinque migliori titoli che mi sia capitato di leggere nell’ambito del fantastico.
Mai sbilanciarsi.
Una distrazione così, e subito ti beccano e ti richiamano all’ordine…

Opperbacco! Dici poco!
‘mo, prima di fiondarmi sul sito della Subterranean Press, sarebbe una bella cosa se riuscissi ad elencarmi gli altri quattro!

E così mi ritrovo a compilare una mia personale top five dei migliori fantasy letti negli ultimi quarant’anni, con in più l’aggravante di dover in qualche modo fronteggiare la poderosa lista offerta da Iguanajo

Il Maestro e Margherita, Dimenticato Re Gudù, Terra rossa e pioggia
scrosciante, Jonathan Strange e il Signor Norrell, Storie di Nevèrÿon
e/o Sandman

E dici niente, appunto.

Vediamo di mettere giù un paio di regole, prima di cominciare.
Niente Tolkien, niente Howard o Lovecraft – questa è gente che fa categoria a parte.
Niente Leiber o Moorcock, per lo stesso motivo.
Niente opere storiche, mitologia, folklorismo vario.
Solo romanzi – le raccolte di racconti le trattiamo in una top five separata.
Solo titoli popolari.
Cinque più uno.
Perché questo è il mio blog, e qui le cose le facciamo così.

Detto ciò, cominciamo.
In ordine assolutamente casuale…

https://i1.wp.com/images.amazon.com/images/P/0061120057.01._SX140_SCLZZZZZZZ_.jpgBridge of Birds, di Barry Hughart.
Ambientazione cinese, impianto investigativo, una trama che spiazza il lettore un capitolo si ed uno anche. Due personaggi memorabili ed una solidissima base storica (che viene puntualmente stravolta). La storia editoriale travagliata (quattro editori, tre volumi stampati e non menodi quattro bruciati dall’autore in un gesto di stizza) contribuiscono al carattere mitico del romanzo, che è il primo di tre – e per questo probabilmente rimane il più memorabile.

Little, Big, di John Crowley.
La logica (?) estensione degli studi sulle fate d’epoca vittoriana. Saga familiare, delirio architettonico, giallo fotografico, storia d’amore e di mistero, satira politica. Un libro che racchiude un universo intero.

https://i1.wp.com/image.guardian.co.uk/sys-images/Books/Pix/covers/2001/09/18/number9dream.jpgNumber9Dream, di David Mitchell (Sogno numero nove, in Italiano).
Ambientato a Tokyo, è – nonostante l’ambientazione assoluatmente moderna – una quest classica di un ragazzo solo alla ricerca del proprio padre ed in fuga dalla furia di un kami al quale ha mancato di rispetto. Yakuza, hackers, dipendenti impazziti dell’ufficio oggetti smarriti, pizzerie e alberghetti da due lire, John Lennon, the Big One… grandissimo.

The Well of the Unicorn, Fletcher Pratt (Il Pozzo dell’Unicorno, in Italiano).
Il compagno di goliardate di Lyon Sprague de Camp scrive un romanzo serissimo ispirato all’opera di Lord Dunsany e costruito sull’ambiguità morale del concetto di “guerra giusta”. Un eroe che non ci voleva venire, un nemico non malvagio ma efficiente, una galleria di comprimari splendidi (a cominciare dal malevolissimo stregone Meliboe) e un mondo in guerra tratteggiato con il linguaggio più scarno mai utilizzato sotto all’etichetta di “fantasy”.

The Wizard Knight, di Gene Wolfe.
Una lettera di duemila pagine su un viaggio onirico in una terra incantata, popolata da personaggi insoliti e vagamente familiari, raccontato con un linguaggio splendido; e unaguerra, contro… cosa? Chi?
Un tour da force se mai ce n’è stato uno, normalmente distribuito sotto formna di due volume dagli editori più pavidi.

Outsider: Silverlock, di John Myers Myers.
La versione della battaglia di Alamo in versi scaldici dovrebbe bastare, ma c’è molto di più. Una piccola summa di tuttala letteratura fantastica, oltre che una implacabile difesa della necessità del fantastico nella nostra vita. Ed una valanga di risate, naturalmente.

E questo è quanto.

Disclaimer: questa è la mia personale top five in questo momento.
I cinque/sei volumi che porterei con me sulla solita isola deserta bla bla.
È posibile – anzi, probabile – che il vostro romanzo preferito non compaia in questa lista.
Questo non è inteso come un attacco contro di voi, come un giudizio morale su di voi o sul vostro autore preferito, o come la prima salva in una flame-war.
Fatevene una ragione.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Top Five – romanzi fantasy

  1. La cosa davvero esaltante che mi capita quando passo da te è scoprire un sacco di libri che non avevo nemmeno mai sentito nominare!
    È fantastico perché ti rendi conto ancora una volta che basta uscire un attimo dal proprio orticello per vedere quanto è vasto e promettente il mondo la fuori (compreso quello della letteratura fantastica, a quanto pare!).

    Dei cinque (anzi sei!) titoli che proponi conosco a malapena gli autori, ma dei libri non ho mai sentito parlare. Escluso Fletcher Pratt, che suppongo contiguo a Sprague De Camp, che non mi ha mai entusiasmato, gli altri titoli me li segno tutti.
    Degli autori che citi l’unico che ho letto (e apprezzato!) è Gene Wolfe, ma The Wizard Knight non è mai saltato fuori nelle chiacchierate fatte in rete con altri fantascientisti. Sta cosa un po’ mi ha insospettito, ma poi ho visto che è relativamente recente quindi, ok, l’ignoranza me la perdono da solo. 🙂

    Grazie!

  2. Si, fortunatamente viviamo in un mondo molto vasto.
    E il fantastico non è morto, nonostante il pianto continuo di certi editori.

    Pratt & De Camp sono stati i primi autori fantasy che ho letto consapevolmente – nel senso che letto un romanzo, mi sono messo alla ricerca degli altri.
    Alcune cose sono invecchiate male, altre sono straordinarie (ma da noi non le hanno mai tradotte).
    “Il Pozzo dell’Unicorno” è stato molto maltrattato da MOndadori, che lo ha strapazzato con una brutta traduzione ed una edizione ancora peggiore.

    Gene Wolfe è al momento forse il miglior scrittore di fantastico in America (ma è un testa a testa con Crowley,a mio parere) e qui da noi continuano criminalmente ad ignorare granparte della sua produzione.
    Wizard Knight è l’ultima cosa che ha fatto, ed è una vera e propria prova di forza… “Ora vi faccio vedere come si fa”.

    Degli altri…
    Di Crowley in Italia hanno tradotto un paio di titoli in Urania cent’anni fa (il grandissimo E la Bestia Sorse dall’Abisso) e più recentemente qualche mainstream.
    Di Mitchell hanno tradotto tutto, ma non lo hanno schedato come fantastico – nonostante ci siano spettri e intelligenze artificiali in Ghostwritten, e metà di Cloud Atlas si svolga nel futuro.
    Ha vinto troppi premi seri per essere “solo” un autore di fantastico.

    Silverlock è antico e spesso dimenticato, e naturalmente mai è sbarcato sulle nostre spiagge.

  3. agggiornamento: ieri mi è arrivata una vecchia edizione di Silverlock dagli USA.

    Prima o poi lo leggo.

    (oh… a proposito di fantastico, conoscevi King of Morning, Queen of Day? Beh… è davvero fantastico! :-))

  4. Non conoscevo King of Morning, Queen of day, ma conosco Ian MacDonald per Desolation Road e Ares Express.
    Fantastici.
    Il che significa che King/Queen è automaticamente sulla lista della spesa.

    Grazie della segnalazione.

    In bocca al lupo con Silverlock.
    Aspettati l’inaspettato.

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