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Un (opportuno) libro usato

4 commenti

Quando si dice il destino.

Pochi giorni or sono, nel dissentire da alcune mie – peraltro banali – opinioni sulla letteratura fantastica, una signora ha pensato bene di osservare…

il fantasy classico è quello di cui parlo io, in cui vige un sentore di mitologia nordica…se non conosci documentati…
impara a conoscere il genere ed a saper suddividere…

https://i1.wp.com/upload.wikimedia.org/wikipedia/en/7/72/3000_years_of_fantasy_and_science_fiction.jpg
Ed ecco che, come in risposta di tanto equilibrato e conciso suggerimento, i miei anonimi agenti mi recapitano una copia un po’ malandata ma funzionante di 3000 Years of Fantasy and Science Fiction, dell’accoppiata Lyon Sprague De Camp e Catherine Crook De Camp.
Un vecchio rilegato del 1972, recuperato dallo smantellamento di una biblioteca in California.

Che parrebbe esattamente ciò che il medico ha ordinato.

Pur non essendo ciò che io immaginavo.

A differenza del precedente Literary Swordsmen & Sorcerers, in cui De camp tracciava l’evoluzione del genere fantasy per via storica, 3000 Years è una storia della narrativa d’immaginazione attraverso i testi – una antologia storica.

Fra le due copertine troviamo perciò – oltre ad una Prefazione di Asimov e ad una Introduzione degli autori

Un brano dell’Odissea di Omero
Un brano del Timeo di Platone
Viaggio sulla Luna di Cyrano de Bergerac (tradotto da De Camp!)
The New Accelerator
di Wells
The Cats of Ulthar di H.P. Lovecraft
Martian Odissey di Wiembaum
Helen O’Loy di Del Rey
The Cold Equations di Godwin (che da solo vale i soldi del libro)
Gun for Dinosaur di De Camp
Before Eden di Clarke
The Last Question di Asimov

Sorprendentemente, trovo poco di nordico in questa lista.
Ma chissà, forse anche De Camp aveva bisogno di documentarsi.

Il vecchio marpione offre d’altra parte in appendice al proprio volume un succoso elenco di Libri che vale la pena leggere.

Per il fantasy

William Morris, The Well at the World’s End
Bram Stoker, Dracula
James Stephens, The Crock of Gold
LordDunsany, The King of Elfland’s Daughter
Sax Rohmer, Brood of the Witch Queen
Eddison, Thew Worm Ouroboros
Merritt, The Ship of Ishtar
Thorne Smith, Skin and Bones
T.H. White, The Once and Future King
C.S. Lewis, That Hideous Strength
Pratt, The Well of the Unicorn
Howard, Conan the Conqueror (aka The Hour of the Dragon)
Tolkien, The Lord of the Rings
Avram Davidson, The Phoenix and the Mirror

E qui le cose sì, si fanno più nordiche.
Molto più nordiche.
Sorvolando sul fatto che Ishtar fosse uan divinità mesopotamica, e che ci sia Virgilio come protagonista del romanzo di Davidson.
Che vi sia ben poco di nordico nel ribaldo romanzo di Thorne Smith – specie a giudicare dalla vecchia copertina!
E che That Hideous Strenght (anche noto come The Tortured Planet) abbia a che fare col concetto cristiano del peccato originale.
O che nel romanzo di Rohmer ci siano piramidi, magia enochiana e terrori legati all’antica setta dei thug ed al culto di Thoth – fino a prova contraria una divinità egizia.

Tutti disinformati, questi signori.
Gente che non sa suddividere.

[nella foto, reperita tramite WikiCommons e risalente al 1944, Robert A Heinlein e Isaac Asimov
discutono sotto allo sguardo ironico di Lyon Sprague De Camp – ad esserci, in certi momenti!]

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Un (opportuno) libro usato

  1. Pingback: Fantastico italiano VS fantastico italiano « Masshimo Masshimo’s Weblog

  2. Non mi è chiarissimo il discorso questa volta, anche perché non ho letto il commento da cui parti e quindi non ne conosco il contesto. Ma non siamo di nuovo dalle parti del dibattito su cos’è fantasy e cos’è il fantastico? L’elenco che tu proponi sembra più un misto mare di narrativa classica si, ma fantastica e non fantasy (dove per fantasy intendo il senso più italiota del termine, cioè andando di definizione per esclusione, se non ci sono guerrieri e magie, non è fantasy).

  3. Il problema è proprio dato dal termine Fantasy.
    Che da noi significa Conan + Gandalf + D&D, mentre in inglese aveva (e forse ha ancora) il significato più generale di fantastico – per cui in alcune istanze la fantascienza… pardon, la science fiction, risulta essere una sottocategoria del fantasy.

    Il volume di De Camp segue la linea fantasy = narrativa d’immaginazione, ed offre una panoramica dei diversi aspetti che la narrativa d’immaginazione può assumere.

    Di fatto, io credo che questa accezione più ampia del termine fantasy sia preferibile, poiché libera i lettori (e gli scrittori) dai cliché del tipo “non è fantasy se non c’è un drago” o altre simili posizioni puerili, che però pare piacciano tanto agli editori e ad una certa fascia di pubblico.

    Il commento da cui parte l’intera cosa era semplicemente un piccolo rigurgito arrogante subito su un forum lontano da qui: è incredibile la quantità di esperti di fantasy in circolazione – tutta gente che ha letto dodici libri e sta lavorando alla propria personale trilogia.
    Dopo trent’anni che leggo letteratura fantastica, che qualcuno mi venga a dire di documentarmi mi va leggermente contropelo…

  4. Ciao a tutti spero che questo mio blog sul come vendere e comrare libri usati scolastici universitari e di narrativa possa esservi utile
    Vendere e comprare libri usati

    Qualsiasi commento sarà ben accetto!

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