strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Gaiman e gli e-book

5 commenti

https://i0.wp.com/scifipedia.scifi.com/images/5/55/Neil-gaiman.JPGIl blog di We’ll See riporta la cronaca di un incontro con Neil Gaiman durante un congresso sulla cultura Open.

Anche Gaiman conferma che la distribuzione gratuita dei propri contenuti in rete ha prodotto un incremento delle vendite del suo catalogo “tradizionale”.

Ma ancora più interessanti sono le idee espresse da Neil Gaiman riguardo al libro cartaceo, a cominciare dalla citazione della buonanima di Douglas Adams

books are sharks […] nothing is better at being a book than a book

Che approviamo e sottoscriviamo.
Il libro ha una serie di vantaggi, rispetto al supporto elettronico, che difficilmente il supporto elettronico potrà contrastare.

Reading books is more pleasant than reading from a computer screen. This
seems intuitively true for most people, as the practical advantages of
books (low cost, durability, light weight, ease of use, and so on)
outweigh those of digital content.

Con tutta la simpatia per i .pdf, il libro è… organoletticamente, una cosa diversa.

E poi, con buonapace dei sostenitori dello scarico a manetta, c’è un aspetto sociale, connesso al libro cartaceo, che il libro digitale non riesce ancora a supplire…

Book buyers derive pleasure from the tangible experiences of owning
books and passing them on to friends.  Digital storage and copying,
while extremely efficient, do not evoke the same feelings as these
physical acts.  Contrast browsing a bookshelf with scanning filenames,
or receiving an email attachment with opening a neatly wrapped book.
They offer very different social and sensory experiences.

Già.
Sociale e sensoriale.

Quante volte ci è successo, di arrivare a casa di amici e di spendere un paio di minuti a studiare la loro collezione di libri?
“Ah, anche tu hai letto…”
“Com’è l’ultimolibro di…?”

Provate a farlo col listato dei contenuti della mia directory My Documents.

A parte il fatto che, se pesco un amico a studiare i miei scaffali avvio una conversazione, se lo becco a ravanare sul mio hard-disk lo caccio di casa…

E c’è poi la questione dell’essere pagati per ciò che si scrive.
Un fatto che ad alcuni pare non andar giù.

Readers buy books explicitly to support (”give back to”) the author.

Già.
Mi piace talmente tanto ciò che scrive… diciamo Gene Wolfe, che io i suoi libri li voglio pagare.
Con buonapace di chi, là fuori, scrolla il capo e sussurra “Che fesso!”

[foto di Gaiman da Scifipedia.com]

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Gaiman e gli e-book

  1. La questione è complessa. A mio avviso, come ho espresso anche in altre sedi, la soluzione più corretta (sia per il lettore che per l’autore) è il doppio formato: digitale (gratuito) e cartaceo (a pagamento). Il lettore saggia un’opera e solo alla fine stabilisce se l’autore merita o meno un finanziamento. L’errore di chi difende l’attuale sistema a mio avviso sta proprio qua: pagare un autore non significa risarcirlo della fatica svolta, bensì finanziarlo per il lavoro successivo (l’opera artistica infatti non può nascere con lo scopo di lucrarci sopra, altrimenti perde il suo valore intimo). Con questo non intendo difendere chi scarica a manetta, bensì avvalorare un mutamento di “modus operandi” ancora lontano dalla sua piena attuazione (ma grazie all’open source, seppur in ambito e con modalità diverse, la situazione sta già evolvendo). Ripeto, però, la questione è molto complessa e le parole di Gaiman (per quanto in gran parte condivisibili) mi sembrano un po’ troppo semplicistiche (ma forse questo è solo un problema di taglia e incolla 🙂 ).

  2. Credo che “organoletticamente diverso” racchiuda e “sigilli” la questione

  3. I brani sono stralciati da un riassunto di presentazione vis-a-vis, e quindi hanno certamente subito una semplificazione.

    Concordo sull’idea del doppio formato, che pare la via attualmente seguita dagli editori anglosassoni più illuminati.

    Sulla questione arte/lucro, sospendo il giudizio.
    Conosco e rispetto autori professionisti – vale a dire persone che concludono un contratto per scrivere un libro di x-mila parole a fronte di un pagamento di y-mila euro.
    Questo non fa di loro dei mercenari o delle persone moralmente empie, o degli approfittatori.
    Parimenti conosco artisti che illustrano libri a fronte di un pagamento.
    Definirli meno che artisti per il fatto che si pagano il pane ed il salame con la propria opera mi parrebbe criminale.

    Dal canto mio, rivendico semplicemente il diritto, per chi è così orientato, a cercare di guadagnarsi da vivere onestamente con il frutto del proprio intelletto.
    Non vuol dire scrivere (o in generale creare) per lucrare, ma vedere riconosciuta la propria dignità di creatore col diritto di campare onestamente.

    E sinceramente, finora chi è venuto a dirmi che dovrei scrivere i miei libri per regalarli, e frattanto fare il minatore per pagarmi la biada, muoveva da posizioni piuttosto elitiste (di chi cioè i libri non li paga comunque, e mai lavorerà in miniera).

  4. Una cosa… Ho un dubbio sulla traduzione della prima frase: “I libri sono squali […] Nulla è meglio dell’essere un libro, rispetto a un libro” E’ corretta o devo andare a ripassare il mio libro d’inglese?

  5. I libri sono squali… nulla è meglio di un libro nell’essere un libro.

    Lo squalo viene di solito portato come esempio di adattamento assoluto alla funzione – il miglior modello di predatore, tanto che da trecento milioni di anni non cambia.

    Così come non esiste nell’oceano qualcosa che svolga la funzione di predatore meglio dello squalo, così non esiste nulla che svolga la funzione di un libro meglio di un libro.

    Buon vecchio Douglas Adams.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.