strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Progressisti a tutti i costi

5 commenti

https://i2.wp.com/sanpedrosula.usvpp.gov/uploads/images/V4milgdgsQwXFc49FeMRPQ/American_Indian_Month.jpgBello vivere nella vecchia Europa, e per di più in unpaesecon una lunga tradizione di cultura e di effervescenza politica…

Stando a tutti i dati fin qui disponibili, pare che Barack Obama – o come alcuni lo chiamanoBarack’O – abbia vinto le elezioni presidenziali negli Stati Uniti.
Io, lo ammetto, condivido solo in parte l’entusiasmo mostrato da tanti amici liberal.
Sarà perché sento di più problemi più vicini a casa.
Sarà perché non posso fare a meno di ricordare il vecchio monologo del compianto Bil Hicks, quello sui due pupazzi ma un solo burattinaio, quello in cui spiegava che non importa cosa promettano incampagna elettorale, poi appena eletti li portano in una stanza in cui ci sono dodici industriali che fumano il sigaro, e gli proiettano un filmino sull’omicidio Kennedy, ripreso da una angolazione mai vista prima.
Così, perché capiscano chi comanda davvero.

Comunque, Barack Obama ha vinto.

E non è mancato, meno di un paio d’ore or sono, il solito esperto di politica internazionale – ce n’è uno annidato in ogni caffetetria del paese, e attorno al weekend fà anche il commentatore sportivo – che si è sentito in dovere di spiegare a me ed a tutti gli astanti che in fondo Barak Obama ha vinto, se ha vinto, col voto dei negri,degli ispanici, dei latinoamericani e magari anche dei cinesi.
Col voto di tutti i maledetti immigrati, insomma.
I veri americani hanno votato McCain, ci ha garantito, con fare saputo.

Ed io che non so stare zitto, allora ho osservato che il povero McCain non aveva una speranza all’inferno di farcela, se contava solo sui voti dei pellirosse delle riserve.

La battuta non è stata gradita.
Certa gente non ha il senso dell’umorismo.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Progressisti a tutti i costi

  1. Inanto qui in Giappone la citta` di Obama, situata nella prefettura di Fukui, nella bella baia di Wakasa, e` in festa….
    qualche cosa ha portato dai…..

  2. Gia’, Obama sostiene Obama… Se non altro nella prefettura di Fukui non si puo’ dire gli difetti il senso dell’umorismo!

    Concordo. Bene essere fiduciosi, ma meglio non entusiasmarsi troppo…

  3. Oh, poi innegabile il passo avanti dal punto di vista sociale e tutto il resto…
    Ed ammettiamolo, tutto è meglio se non c’è la Palin.
    Ma l’America rimane un paese strano e spaventato.

  4. Perchè? Noi non siamo strani e spaventati? Ormai, quale Paese non lo è?……

  5. La differenza sostanziale, credo, è che quando gli italiani sono spaventati fanno male a se stessi, quando gli americani sono spaventati fanno male a qualcun’altro.
    Esportano democrazia, eseguono operazioni di polizia internazionale, fanno dei test nucleari…
    [Nota storica: Hiroshima e Nagasaki vennero fiscalizzate come “test” fino agli anni ’70, negli archivi del Pentagono.]

    È un po’ come se fossimo tutti solo affittuari, ai loro occhi, di un mondo che appartiene solo a loro.
    Affittuari, e indietro col pagare l’affitto.

    Vedi la pretesa di voler giudicare negli States i cittadini americani che commettono reati all’estero…

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