strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Né di Venere né di Marte…

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Riguardo ad S.M.Stirling, devo ancora farmi un’opinione definita.
Americano-canadese nato in Francia, specializzato in fantascienza militare e in idee eterodosse, ha uno strano ciuffo sulla fronte, ed è uno dei pilastri della ROC, una casa editrice americana specializzata – guardacaso – in fantascienza militare.

Idee eterodosse…
Nella serie di Nantucket, l’isola omonima viene trasportata inopinatamente indietro nel tempo fino all’età del bronzo.
Nella serie dei Draka, il sudafrica è colonizzato da un’accozzaglia di pessimi soggetti (lealisti inglesi fuggiti dopo l’Indipendenza americana, Realisti francesi e relitti dell’epoca napoleonica, Confederati smobilitati) che creano un impero razzista e militarista che ben presto si lancia alla conquista del mondo.
E vince, dando il via ad una serie di romanzi distropici e violenti.

Stirling scrive bene e si documenta a fondo, ma a volte è troppo oltre per poter essere apprezzato in pieno.The Peshawar Lancers.jpg

Il primo libro che mi è capitato fra le mani ad opera del buon Stirling è stato The Peshawar Lancers – sorta di steampunk in cui una catastrofe planetaria ha spazzato via una buona fetta della popolazione del pianeta ed ora un Raj Anglo-Indiano fondamentalmente benevolo si confronta con un tetrissimo Impero Russo dominato dal cannibalismo e dal culto di Chernobog.
La storia è improntata all’avventura più pura, e se certe caratterizzazioni sono risibili – i cattivi sono tutti inesorabilmente cattivissimi e senza redenzione possibile – la narrazione regge.
Ed anzi, se ne vorrebbe di più.
È avventura leggera, con una ideologia semplice, ed un sacco di colpi di scena.
È come leggere Salgari.
E questo lo considero un complimento non da poco.

È sulla base della soddisfazione un po’ colpevole provata nel leggere i Lanceri, che mi sono lasciato attrarre dal primo volume dell’ultima fatica di Stirling – The Sky People, tomo primo di una trilogia ancora in via di sviluppo, identificata come serie dei Lords of Creation.
https://i0.wp.com/www.fantasticfiction.co.uk/images/n32/n164952.jpg
Siamo negli anni ’60 del secolo scorso.
La guerra fredda è rampante, ma ha abbandonatola superficie del pianeta Terra.
Marte e Venere sono esattamente come descritti da Burroughs e Leigh Brackett – mondi popolati da civiltà perdute, coperti da rovine misteriose.
A mo’ di giustificazione, pare che un’antica razza di viaggiatori interstellari abbia terraformato tanto Venere quanto Marte quanto – forse – la Terra.
Nella miglior tradizione alal Capitan Futur, scienziati-avventurieri esplorano il sistema solare.
Come nei romanzi della Brackett, co sono antichi tesori tecnologici da recuperare.
E in più, le grandi potenze hanno messo in piedi stati di Bananas sugli altri pianeti.
Il primo ormanzo si apre su Venere, dove i pericolosi uomini-bestia hanno improvvisamente messo mano su delle armi terrestri. La vita sul pianeta-giunga sta per farsi molto più interessante…
E per alcuni, più breve.

A The Sky People ha fatto di recente seguito In The Hall of the Crimson Kings, ambientato su marte, e siamo in attesa della terza ed ultima parte della serie.
Frattanto, il paperback del primo volume è un piacevole e disimpegnato passatempo per questo finesettimana freddo e ventoso.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

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