strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Chet & Dick

2 commenti

Credo di averne già parlato… col progressivo deteriorarsi della musica contemporanea, ormai infestata di donne più o meno giovani con voci stridule e intubate ed arrangiamenti da sixties pre-Beatles, accoppiato a prezzi che non accennano a calare, una buona incisione jazz è una sicurezza.
Alta qualità.
Scarso rischio di fregature.
Spesso un prezzo competitivo (è “roba vecchia”, come mi disse la sconvolta commessa di un megastore torinese, ruminando il suo chewingum).

Quelli che se ne intendono – categoria nella quale non credo di rientrare – indicano le sessioni in coppia con il pianista Dick Twardzik come fondamentali nella produzione musicale di Chet Baker, il trombettista e cantante jazz scomparso nell’86 e forse troppo popolare oggidì – al punto che alcuni lo idolatrano ma non l’hanno mai ascoltato oltre la colonna sonora del noto documentario sulla sua vita, Let’s Get Lost.
Bello e dannato, letteralmente marinato nell’eroina, Baker è il Jimmy Dean del jazz.
Elegantly wasted, come direbbero gli inglesi.
O forse neanche tanto elegantemente.
https://i1.wp.com/www.freshsoundrecords.com/cp_images/c3733.jpgIcona Jazz.
Ma Baker fu anche un dannato trombettista – e se io continuo a preferire i sax di Gerry Mulligan o Paul Desmond – non si può negare l’evidenza: Baker, per tutti i suoi stravizi, la sua scarsa intelligenza (a detta di chi loconobbe) e le sue debolezze, fu grande.
Lo è ancora, spettro intrappolato in decine di dischi, nastri, CD.
E affiancato da Twardzik – che morì malamente a 24 anni – negli anni ’50 mise l’europa a ferro e fuoco.
Rimangono svariate incisioni più o meno live (il quadruplo Chet Baker in Paris) ed ora mi capita fra le mani l’apparentemente innocuo Complete Studio Sessions with Dick Twardzik, inciso nel ’55 fra Parigi e Stuttgart e recentemente ristampato da LoneHillJazz.
Tredici pezzi perfetti, di una pulizia e di una grazia incredibili, bop senza fronzoli e senza sbavature.
E davvero è forse il piano del giovane Twardzik a “tirarmi dentro” più ancora della tromba di Baker.
O della voce di Caterina Valente che compare, ahimé, su un solo brano.

Un buon colpo, una degna colonna sonora per un pomeriggio in cui pare la pioggia non riesca a decidersi a cadere.

E per i surfisti… niente Baker/Twardzik su YouTube, accontentiamoci di Baker & Desmond

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Chet & Dick

  1. Io ho trovato il disco qui: http://www.freshsoundrecords.com/record.php?record_id=3733
    Si trova anche nei negozi?
    Dici che è preferibile al live?
    Buona domenica,
    E.

  2. Io l’ho ordinato dal solito Amazon.
    Non dovrebbero esserci motivi per nn trovarlo in un grosso negozio – Baker è un artista popolare.
    Sui live, dipende dalle incisioni – alcune sono eccellenti ma costosissime.
    Io direi, se non hai nulla di Baker con Twardzik, questo potrebbe essere un buon punto di partenza.

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