strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ernia del disco e vene varicose

21 commenti

Ieri cadeva il bicentenario della nascita di Charles Darwin.https://i0.wp.com/www.philadelphia-reflections.com/images/darwin.jpg
Si è detto che negli ultimi anni si è dato troppo spazio alla figura di Darwin, a scapito di una vera e profonda comprensione della teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale, e soprattutto a scapito dell’evoluzione della teoria.
Eccessivo successo personale di Charles Darwin, quindi, a scapito del contenuto delle sue scoperte.
Riduzione a icona.
Se c’è del vero in questa affermazione, è anche vero che una certa cultura (di solito di base umanistica, e apparentemente incapace a livello genetico di comprendere le implicazioni profonde della teoria darwiniana) ha acquisito la figura di Darwin come talismano contro l’avanzata delle forme più deteriori di demenza pubblica – la comparsa sulle nostre piazze esoprattutto nelle nostre amministrazioni di sostenitori del creazionismo prima, e dell’Intelligent Design poi.

L’argomento dei creazionisti è facilmente superabile.
Se ammettiamo che la vita sulla terra sia stata creata anziché evolvere, non abbiamo comunque modo di dimostrare l’identità del creatore.
Perché la divinità dei Cristiani?
Perché una divinità e non un essere alieno?

Proprio per superare i paradossi impliciti, il creazionismo è evoluto, diventando Intelligent Design.
La vita sul pianeta non si è sviluppata evolutivamente, dicono i sostenitori della teoria, ma è il frutto di un progetto intelligente.
Come spiegare altrimenti la perfezione di certi meccanismi?

Ma c’è un rovescio della medaglia, e cominciano ad avanzare i sostenitori dell’Unintelligent Design o, più francamente, del Malevolent Design.
Se qualcuno ci ha progettati per ciò che siamo, ci odiava.
In primis, perché solo una entità assolutamente malvagia porrebbe creature limitate nello spazio e nel tempo in un universo virtualmente illimitato, titillandone l’intelligenza con infinite possibilità, tutte irraggiungibili.
Il Malevolent Design ha altri antenati illustri – Hawthorne, Thomas Hardy, Stephen Crane, H.P. Lovecraft.

E poi, progetto intelligente?
La struttura umana mostra una quantità di imperfezioni che i nostri cugini scimpanzé, per dire, non condividono.
La postura eretta è accompagnata da ginocchia troppo deboli (mai avuti problemi di menisco? Li avrete), con una circolazione inadeguata (e vai di vene varicose).
La spina dorsale troppo lunga e dritta causa frequentemente l’ernia del disco, afflizione ignota a qualsiasi altro primate, e la posizione in cui teniamo la testa favorisce il soffocamento e rende necessaria la manovra heimlick.
La nostra intelligenza richiede un cranio grande e pesante – con conseguenti problemi alla cervicale, e tutte le difficoltà meccaniche del parto.
E comunque il cranio è troppo sottile e fragile.
Soffriamo di tendinite perché i nostri tendini di achille sono troppo allungati e sollecitati.
Il nostro addome è troppo esposto.
E soffriamo di emorroidi – sarà inelegante, ma è un fatto dovuto alla postura.

Insomma, se siamo stati progettati da una intelligenza, si tratta di una intelligenza con la quale mi piacerebbe molto fare due chiacchiere.

Sono pasati duecento anni dalla nascita di Charles Darwin, cento e cinquant’anni dalla pubblicazione de L’Origine della Specie, e ancora non esiste una alternativa intelligente.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

21 thoughts on “Ernia del disco e vene varicose

  1. Tutto giusto: cervicale, vene varicose eccetera eccetera, che non hanno gli scimpanzé.
    Ma l’uomo ha l’INTELLIGENZA. Ha la coscienza del BENE e del MALE. Eh, eh… Vuoi mettere? Cosa volete che sia una spruzzata di sangue emorroidario di fronte all’intelligenza umana? Volevate nascere “anche” perfetti? E non ringraziate di avere di fronte un universo illimitato e incomprensibile, che vi consente di SVILUPPARE ulteriormente la vostra curiosità e intelligenza?
    INGRATI.
    Vittorio:-)

  2. Un progettista che mi disegna con la capacità di meditare sui grandi misteri dell’universo ma negandomi la possibilità di sedere comodamente per farlo, lo ribadisco, mi sta giocando un brutto scherzo.

    E poi, l’intelligenza non deve essere sopravvalutata.
    In fondo, solo gli esseri umani su questo pianeta sono abbastanza intelligenti per impazzire in situazioni traumatiche o per soffrire di depressione, schizofrenia, turbe diverse.

    E non parliamo dell’inventarsi delle religioni poco plausibili, virarle in chiave integralista e poi cominciare a rompere pesantemente le tasche a chi non la pensa allo stesso modo – spesso usando fiaccole e forconi, pali aguzzi, esplosivi o aerei dirottati…
    Altri frutti discutibili dell’ingegno umano.

    Se c’è un Design, è più “Malevolent” che “Intelligent”.

  3. Mah, se si fa per ridere e scherzare va bene ma per il resto mi sembra un’analisi un po’ limitatina a maggior ragione se fatta da un paleontologo (non sarà che tutte quelle giornate di paleontologia a spiegare la statistica ai paleontologi ti hanno fatto male???). In ogni caso, ebbene visto che esiste la possibilità che ci vengano le emorroidi in effetti l’ano potevano anche non disegnarcelo affatto. Molto difficile quando si entra in questi argomenti generalizzare siamo tutti diversi ed in attesa di continue modificazioni. Oggi ho male al dente del giudizio perchè la mia bocca è più piccola pur avendo sempre lo stesso mumero di denti rispetto all’uomo vissuto 1 milione e mezzo di anni fa. Non posso dire oggi che il disegno del mio cranio e della mia mascella è sbagliato ma solo che è incompiuto e forse lo sarà per sempre come la mia schiena. Non so se lo sai ma ti sei perso un megacongresso sull’evoluzione tenuto e Firenze venerdì scorso. Potevo avvertirti prima, scusa, mi si era rotto il “calcolatore” (come diceva il mio prof. di zoologia. Saluti.G.

  4. Qualunque discorso sul creazionismo o sull’idea di un progetta intelligente alla base della vita biologica sul nostro pianeta non può che essere fatto per ridere e scherzare.
    L’evoluzione attraverso la selezione naturale è l’intersezione di un fenomeno casuale con un meccanismo contingente – non c’è piano o progetto, compiuto o incompiuto, con buonapace di Theillard DeChardin.
    Cercare di vedere per forza un progetto genera paradossi – poiché ci sono tratti degli organismi che non si conciliano con un progettista benevolo.
    Da cui il Malevolent Design.
    Ma proprio i “difetti” (li chiamo così per brevità) degli organismi esprimono la potenza e la non-direzionalità della pressione evolutiva.

    Non sapevo della conferenza a Firenze, né sarei potuto andare.
    Terrò io una conferenza piuttosto informale sullo stesso argomento il mese prossimo – a meno che, naturalmente, io non venga radiato dalla categoria per aver praticato la mala arte degli statistici sotto al porticato orientale del palazzo delle ossa…

  5. Dove tieni la conferenza a Firenze? Fammi sapere magari ci faccio un salto.
    E…attenzione…la frase: – “Qualunque discorso sul creazionismo o sull’idea di un progetto intelligente alla base della vita biologica sul nostro pianeta non può che essere fatto per ridere e scherzare”
    un giorno potrebbe costarti caro!
    Ciao.G.
    ps: commento poco ma ti seguo da tempo (detta così mette un po’ paura…)

  6. Ma paradossalmente l’universo è più facile a comprendersi – si fa per dire – senza l’esistenza di Dio. Un’esistenza che vuole spiegare ma genera molti più interrogativi e contraddizioni di quanti riesca a giustificarne.

  7. No, scusa, mi son spiegato male – io sono a Torino,e la conferenza la tengo quì all’ombra delle Alpi…

    Mi fa piacere comunque scoprire un collega che ammette apertamente di leggere il mio blog – gli altri di solito lo fanno di nascosto, e in incognito.
    Un grande successo underground 😉

  8. @Vikkor
    Ecco qui – tre righe, e mi hai bruciato il finesettimana.
    Comprendere l’universo è più facile senza tirare in ballo un creatore…? Ah, una tale affermazione richiederà un post ad hoc, lungamente meditato.
    Io credo ci siano pro e contro…
    Vedremo.

  9. Comunque io invece sono progettato splendidamente e mi hanno anche avvolto le ossa con l’adamantio, non fate di tutta l’erba un mazzo (“fascio” è cosa politica).

  10. Elvezio – un chiaro caso di creazione parallela.

    Ma se le ossa con l’adamantio sono una figata, la fregatura di essere creati “the Marvel Way”, ovviamente, è data dalla testa piccola rispetto alle spalle larghe…
    Trovare una giacca o un cappello che non ci facciano sembrare ridicoli diventa complicato.

  11. Ma ho i riccioli tipo Maradona. Saono il primo mutante napoargentino.
    Però ora ho rivelato troppi segreti governativi, vedrai che ti chiuderanno il blog, scusami.

  12. Mi mandano Nick Fury a sequestrarmi l’hard disk…

  13. Visto che siamo OT (oddio, nemmeno troppo), questa settimana è iniziato il mega evento della Marvel, Secret Invasion, mi pare che Bendis stia facendo un grande lavoro come spesso gli accade, non so se segui le pubblicazioni…

  14. Sono anni che ho lasciato perdere la Marvel – più o meno da quando hanno cominciato a richiedermi di seguire sedici serie diverse per capire come stava andando la storia.
    L’ultima cosa che ho seguito, credo, è stato Excalibur…
    Oggi come oggi leggo pochi fumetti, di solito cose indipendenti o miniserie diverse.

  15. Io sono per l’Unintelligent Design. Leggendo l’articolo di Neil Shubin sull’ultimo numero di Le Scienze sono stato colpito dalle analogie fra il “progetto” della nostra specie e un progetto di rehosting (cioé migrazione su altro hardware di software scritto anni fa per un sistema operativo molto differente) nel quale sono stato recentemente coinvolto: si modifica il meno possibile sperando non solo che dopo funzioni ancora tutto (già questo non è banale) ma che funzioni addirittura meglio>/I>… e questo è wishful thinking in quantità industriale, davvero degno dell’Ufficio Tecnico del Creatore :-))

  16. L’esempio dell’host migration non è affatto male.
    Un altro concetto che si adatta molto bene all’evoluzione è il retrofit – nome sinistro.
    In fondo è bricolage – si fa quel che si può col poco che si ha sottomano, e si spera in bene.

  17. Il rehosting di una grande applicazione (non posso fare nomi, ma è la gestione delle vendite di un noto gruppo industriale torinese 🙂 ) è una sorta di retrofit su larga scala, o, meglio, un misto di bricolage e reverse engineering. Su un documento che non posso citare per esteso ad un certo punto si afferma che non sarà necessario testare la logica dei programmi… Tenendo conto che, alla fine del processo, nell’ambiente operativo saranno cambiate solo delle bazzeccole come queste:

    – architettura hardware
    – sistema operativo
    – file system
    – monitor transazionale
    – set di caratteri (da EBCDIC a ASCII)
    – linguaggio in cui sono scritti alcuni moduli essenziali
    – versione del linguaggio in cui è scritto tutto il resto
    – sistema di schedulazione dei processi batch
    – ecc. ecc.

    c’è da chiedersi perché a qualcuno possa venire il dubbio che qualche programma non giri al primo colpo 🙂

  18. E perché mai testarla, la logica dei programmi?
    Forse il processo inserirà qualche mutazione positiva nel software, innescando un salto evolutivo nei computer interessati.
    È la singolarità che avanza.
    O forse è solo il preannunciarsi di un crash coi controfiocchi.

  19. Le mutazioni sono assicurate: è una di quelle migrazioni in cui partono oche e arrivano anatre 🙂

    Anche il crash è assicurato: lo sappiamo per l’esperienza con sistemi molto ma molto più piccoli… e dire che questa volta almeno ci si è ricordati di contare tutti i pezzi! Non dovrei dirlo, ma spero che il progetto se lo aggiudichi la concorrenza… Così, in qualità di amministratore di alcuni dei componenti fondamentali (sì, c’è un piccolo inevitabile conflitto di interessi) sarò in prima fila con il pop-corn a godermi lo spettacolo…

    Peccato non esserci stati quando il Capo Progettista fece uscire dall’acqua il primo pesce rehost… ehm, mutato, e disse “E ora alzati e cammina!”… solo per vedere la Sua faccia mentre la povera creatura stramazzava ansimando nell’atmosfera sottile, e uno degli assistenti mormorava allarmato “le branchie, Capo… Le branchie!” 🙂

  20. Ah, no! L’upgrade branchie-polmoni era responsabilità dei ragazzi che si occupano del firmware!

  21. Certo, ma l’attività era stata rischedulata per il successivo fine settimana… Quelli che credono all’Intelligent Design dovrebbero vedere come funziona l’Everyday Design in una società di servizi informatici. O magari leggere di come stanno andando le cose alla Boeing… Sì, quella società di Seattle che una volta costruiva ottimi aerei da trasporto e che adesso non riesce nemmeno a mettere insieme i pezzi del suo nuovo e rivoluzionario B787. Quando l’aereo fu presentato alla stampa l’8 luglio 2007 era un guscio vuoto, tenuto insieme con viti probabilmente comprate alla ferramenta dietro l’angolo, perché i rivetti speciali per i pannelli in fibra di carbonio… non erano ancora arrivati. Dopo un anno e mezzo l’aereo non ha ancora volato, per i motivi più strani… inclusi i rivetti troppo lunghi o troppo corti 😦

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