strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Deliri curricolari

8 commenti

L’ho sentito per radio, e non ci ho creduto.
Ne avevo perso un pezzo, ed era probabile – volevo sperare – che avessi frainteso.
Poi, grazie ad un beatlesiano piccolo aiuto da parte dei miei amici, sono finalmente riuscito a rintracciare i dati mancanti.
La trascrizione delle idiozie.
Il nome del responsabile.

Così ora posso indignarmi con un bersaglio preciso, un motivo dettagliato.
Come diceva quel tale, non si può fermare il segnale.

Nel curriculum di una persona, di un giovane in particolare, pesera’ nel dopo crisi anche la sua capacita’ di essersi messo in gioco, di aver accettato anche un lavoro manuale, umile. Contera’ nel suo curriculum se e’ stato disponibile a svolgere un lavoro anche semplice con il quale ha imparato ad essere responsabile di una mansione, a raggiungere un risultato. Certo se e’ laureato in scienza della comunicazione non e’ che abbia molto appeal […] L’appello che facciamo ai piu giovani in questa stagione e’ di accettare non solo lavori coerenti con il percorso di studio fatto

È il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi a pensarla e a dirla in questa maniera.
Era il 13 del mese.
Un venerdì.

E l’indignazione è feroce.
Non solo nei confronti di Sacconi, o di chi gli scrive i testi, ma dell’intero baraccone di 喝畜生雜交的髒貨!
Ma come?
Io la mia parte dell’impegno l’ho rispettata.
Io – e come me migliaia di altri – abbiamo pagato le tasse, abbiamo speso il nostro tempo, abbiamo messo in croce le nostre famiglie, ci siamo impegnati a studiare ed a conseguire un titolo di studio superiore.
Abbiamo accettato orari indegni, pendolarismi massacranti, aule fatiscenti, docenti psicotici, testi costosissimi, esami ingiusti e concorsi truccati, per arrivare dove siamo arrivati.
Nonostante voi.
E l’altra metà del contratto presupponeva che ciò ci permettesse di essere upward mobile, di poter aspirare a qualcosa di meglio rispetto a ciò a cui aspiravano i nostri padri, i nostri nonni.
Era un tacito accordo.
Ed ora venite a dirci che la laurea non serve anulla?
Che lo studio, l’impegno, la fatica, il tempo spesi, non hanno molto appeal?

APPEAL?!

Ci venite a dire che serve unlavoro umile per dimostrare di aver imparato ad essere responsabile di una mansione, a raggiungere un risultato?!
E gli anni spesi a squadrarmi il culo e a bruciarmi le cornee al microscopio, razza di 笨天生的一堆肉, cosa dimostrano?

Ma non sarebbe stato il dovere del governo, brutta manica di 他媽的渾蛋, quello di operare affinché le lauree ed i titoli avessero non un appeal – che è carattere di modelle brille e campagne pubblicitarie – ma una collocazione dignitosa?
Uno sbocco.
Una possibilità.
Investire sul futuro.
Puntare sulla ricerca.
È la mia impressione, o qui qualcuno non ha fatto il proprio dovere, non lo sta facendo, non è in grado di farlo, non ha idea di come si faccia, non ha intenzione neanche di provarci, a farlo, e quindi scarica il problema su di noi.
Lavori umili?

UMILI?!

羔羊中的孤羊!
Ho visto laureati obbligati a fare lavori da robot per poter sbarcare il lunario!
Tecnici diplomati che raccoglievano pomodori e olive.
Dottori in filosofia che cucivano materassi.
Criminologi di razza dietro allo sportello di caselli autostradali.
Biologi che spazzavano pavimenti.
Statistici che vendevano giornali all’angolo della strada.
Ed ho visto falsamente ridanciani responsabili del personale… pardon, delle risorse umane, individui appena affrancati dallo status di australopiteco grazie ad un doppiopetto della Upim e ad una laurea in grafologia, fare bonariamente a coriandoli i curricula di quelle stesse persone, sulla base del fatto che chiunque possieda un titolo e si accontenti di un lavoro da straccione pur di mangiare non ha la coerenza, la tempra, lo spirito imprenditoriale che l’azienda stava cercando.


E ora ci dite che dobbiamo adattarci, col sorriso sulle labbra, e tornare alla gleba, senza scordarci di inchinarci davanti al nostro signore a cavallo quando avrà la bontà di passare per le nostre terre, per rubarsi un porco o esigere uno ius primae noctis?
 
你們都是傻瓜…

[vignetta da http://www.reset-italia.net%5D

[Con un saluto ai miei amici browncoats]

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Deliri curricolari

  1. Quando hanno aperto l’Ikea, vicino casa mia, i diplomati non hanno avuto via di scampo: i laureati hanno sommerso i selezionatori con i loro inutili curriculum. Ed ora abbiamo cassiere, magazzinieri e personale vario che hanno accettato lavori “non coerenti” con il percorso di studio fatto.
    Probabilmente Sacconi non sa che il suo invito non è un’eccezione ma la regola. Viviamo in un sistema che non fa che mortificare e scoraggiare in tutti i modi chi ha investito, investe e continua a investire nella propria formazione. E di laureati in gamba, nonostante il nepotismo e le falle del sistema universitario, ce ne sono tanti.
    Ma la cultura non solo non paga ma diventa addirittura un problema se per gli strani scherzi del destino ti ritrovi – facciamo un esempio per assurdo – a dover teoricamente imparare da qualcuno a cui devi spiegare “in parole semplici” quello che stai dicendo.
    E questo grazie anche all’occupazione politica di posti in cui ci sarebbe dovuta andare gente preparata e non quella con la tessera giusta.
    E Sacconi ne dovrebbe sapere qualcosa… Ah! Che amarezza!

  2. E poi c’è il tono santimonioso che assumono per spiegarti ch, sì, effettivamente il tuo futuro è totalmenteindipendente dalle tue scelte originarie, e le tue aspirazioni erano e sono cartastraccia.
    Lo fanno per il tuo bene, i cioccolatai.
    E poi vanno a farsi un caffé da 40 centesimi alla bouvette.

  3. hehe … come in firefly per aggirare la censura 🙂

    solo che se va avanti così dovremo scrivere tutto il post in mandarino, non solo certi intercalare…

    dong-ma?
    🙂

  4. Sheh sheh!

    Dopo la proposta della Carlucci, meglio starci attenti, no?
    E così, è elegante ed originale 😉

    Bao jone!

  5. Pingback: RSS Week #47: articoli interessanti che ho trascurato - Matteo Moro

  6. bellissimo post! Comunque Sacconi che ci parla di umiltà mi sembra proprio una barzelletta che non fa ridere…per niente…

  7. Pingback: E’ solo questione di opinioni « Speculum Maius

  8. Pingback: Una pena inesprimibile « strategie evolutive

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