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Finesettimana nel Mondo Oscuro

7 commenti

Piove (governo ladro) e come sempre la TV è un deserto.
Il vicino mi martella con i suoi esercizi al basso elettrico.
Cerchiamo di distrarci un po’.

Da qualche anno la Paizo Publishing ha avviato una collana di ristampe storiche, Planet Stories, riproponendo a prezzi popolari (ma neanche tanto) romanzi e cicli di racconti dell’età d’oro della fantascienza e del fantastico.
E sarà perché, come dicono i malvagi, l’età d’oro del fantastico và dai tredici ai sedici anni, io in effetti un sacco di questi libri li ho già letti da ragazzo.
Ed evidentemente ne sono stato segnato.
Le storie di Northwest Smit e di Jirel di Joiry, di C.L. Moore.
I romanzi marziani di Michael Moorcock (tre volumi apparentemente scritti in una settimana).
Tutti i planetary romance di Leig Brackett.
Qua e là, tuttavia, salta ancora fuori qualcosa di nuovo – perché uscito sessant’anni or sono e mai letto prima.
Mi accoccolo quindi in poltrona con una tazza di té bollente e The Dark World, di Henry Kuttner.

Kuttner se lo sono scordati in tanti.
Urania ristampa con una certa regolarità I Robot non hanno la Coda, e su qualche bancarella i fortunati potrebbero reperire una copia di Furia.
E fortunato chi ha ancora tutto il ciclo di Elak di Atlantide, pubblicato lustri addietro su un volumone della Fanucci (e poi probabilmente ristampato su carta da pizza da Newton Compton).

The Dark World prende le mosse da un classico motore della narrativa fantasy degli anni ’40 – il nostro eroe torna dalla guerra un po’ frastornato, sente delle voci nella testa, si crede folle, e poi improvvisamente si ritrova sbalzato in un universo parallelo, o nel futuro, o in un passato remotissimo.
Era unbuon sistema, probabilmente, per razionalizzare certi elementi fantastici che male venivano digeriti dalle riviste di fantascienza, e per creare una connessione forte con i lettori.
L’espediente venne utilizzato – tra gli altri – da Edmond Hamilton, da Poul Anderson, da Lyon Sprague De Camp e Fletcher Pratt, epoi naturalmente da Bracket, Moorcock…
E da Kuttner.
Ma con alcune sostanziali differenze.
In primis, The Dark World venne pubblicato su Weird Tales, non su Astounding Stories. È quindi dark fantasy, ma di quello vero – con elementi orrifici conclamati, e con una parentela più stretta con certe storie di C.A. Smith che non di Pratt e De Camp.
Secondariamente, ha per protagonista un elemento stonato, un personaggio un po’ più noir della media degli eroi del fantasy a cui siamo abituati.
Uno che potrebbe anche decidere, dopotutto, che schierarsi coi cattivi non è poi così male.
Anche perché i cattivi, come si evince dalla copertina, hanno degli ottimi argomenti…

Un fantasy-noir quindi scritto con efficacia.
Un romanzo di 150 pagine, come si usava una volta.
Non il primo volume di una trilogia.
Non l’inizio di un ciclo interminabile.
Solo una buona lettura per un finesettimana piovoso.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

7 thoughts on “Finesettimana nel Mondo Oscuro

  1. Ecco una buona copertina che ti induce a comprare il volume… ^^

  2. 😀

    Tutta la collana Planet Stories ha delle copertine notevoli.
    L’artista (un turco residente a Londra) ha anche un blog sul quale presenta le anteprime dei propri lavori.

    http://www.partycule.com/blog/

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