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Simpatia per il Satanasso

12 commenti

È un po’ che alligna sul mio scaffale dei libri caldi, quello sul quale parcheggio i miei libri che non hanno ancora una collocazione precisa sugli scaffali “stabili” – una mensola di transito dove rimangono ad allignare i libri per i quali il discorso non è ancora cominciato, o non ancora finito.
Cominciamo a finirlo, quindi.
Almeno questo.

Il genere di libro che vi attirerà un sacco di strane occhiate se lo leggerete in tram o in treno, Satana, una Biografia, di Henry Ansgar Kelly, edizione UTET a cura di Massimo Scorsone, non è un libro per tutti.Satana. Una biografia
Né Kelly – col suo cognome da mago/cialtrone elisabettiano ed il suo impressionante titolo di Emerit Distinguished Professor – né UTET hanno mai sperato di vedere una copia di questo testo in ogni casa, i paperback in vendita al supermercato, le recensioni sulla pagina dei libri di TV Sorrisi e Canzoni.
La miscela di storia della religione, antropologia, critica letteraria, intelligenza inadulterata e pura, massiccia informazione è tale che conviene trovarsi una poltrona comoda, armarsi di un paio di segnalibri e magari di un paio di Bibbie, e prestare molta attenzione alla trama.
Sì, alla trama, perché questo è uno di quei bei saggi anglosassoni che hanno una loro trama, un plot che coinvolge il lettore, lo trascina di prepotenza avanti attraverso le 350 pagine per vedere come andrà a finire.
Biografia di un personaggio, storia di un concetto, mystery filosofico, il volume di Kelly è la dimostrazione che i britanni certe cose le fanno meglio.
Sarò l’eredità del dottor Johnson…

Di cosa parla, dunque, Satana, una biografia?
Parla del demonio – pardon, di Satana, proprio lui – non un qualsiasi Pazuzu hollywoodiano, non un Maligno generico.
Parliamo dell’antagonista primo di Dio – per lo meno nella sua accezione originaria, per lo meno nella prima parte del volume.
Poi, seguendo le pagine e gli eventi, lo vedremo mutare e adattarsi evolutivamente alle nuove scuole di pensiero, alle diverse realtà politiche, alle differenti correnti religiose, financo alle mode tutte occidentali, tutte moderne o post-moderne.
Vedremo mutare il suo carattere, il suo aspetto, le sue mansioni professionali, tra periodi di superlavoro e periodi di recessione.
Ci renderemo conto che forse lo abbiamo dato un po’ troppo per scontato, lo abbiamo trattato male, poveretto.

Il mio vecchio amico Paolo di Tarso figura prominentemente nella seconda parte – e Satana figura prominentemente nello sviluppo del cristianesimo, in sfaccettature spesso insospettate e insospettabili.
Viene poi il turno di Adamo.
E poi via, i santi e i filosofi, fino – finalmente – a gente seria, come Dante Alighieri, John Milton…

Mi domando, a questo punto, con una curiosità oziosa e un po’ maligna, chi lo leggerà, al di fuori dei circoli accademici.
Chi avrà la faccia di entrare in libreria – in una bella Feltrinellona, diciamo, affollatissima in un pomeriggio di sabato – e chiedere “Scusi, vorrei una copia di Satana, la biografia”?
E i satanisti?
Troveranno il tempo, fra uno sballo chimico, un po’ di sesso a buon mercato e un disco metal, di arrivare fino al punto in cui Kelly spiega – anche se non così esplicitamente – che non hanno capito nulla?
E come loro, tanti Bible-pounders televisivi… (ironico, vero?)
E gli scrittori di paura – sostituiranno Kelly a Blatty come fonte essenziale di sapere satanico da inserire – plug & play – nelle loro storie?
Chissà.

Libro sontuosissimo come ci si aspetta da UTET, e ornato di un cartellino del prezzo salato ma non salatissimo (26 euro per un rilegato rigido indistruttibile), ben scritto, ben tradotto, non strabordante (350 pagine belle tirate, senza una sbavatura o uno sbrodolamento).
Non esattamente ciò che ci si immagina come lettura da diporto, ma piacevole.
Un difetto?
Manca un apparato iconografico che faccia da corollario allo studio, che in effetti largo spazio dedica alle rappresentazioni visive del demonio – un bell’inserto di cinquanta pagine patinate con riproduzioni d’alta qualità.
Ma per certe cose c’è tutto lo spazio che vogliamo, sugli scaffali, in un volume ad hoc.

Consigliatissimo per la spiaggia.

PS: un’altra campana?
La recensione di Silvia Treves per LN

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Simpatia per il Satanasso

  1. Ne approfitto per segnalare che di questo buon libro è a suo tempo uscita un’ampia recensione – e sostanzialmente concorde con il tuo giudizio – di Silvia Treves per LN 46.

  2. Giusto!
    Agiungo il link in calce al post…

  3. Sì però Pazuzu è serio e figo mica Hollywood.
    Hai denigrato Pazuzu, molto bene ora vedrai…
    Poi non lamentarti se perdi i conti mentre enumeri le microchiocciole fossili e ti inceppi sempre su 666. Chissà…

  4. Letto — per ragioni “professionali”, diciamo (ma non sono una esorcista!) — l’originale (Cambridge University Press), non posso che concordare pienamente con il rilievo fatto: assenza di un apparato iconografico (che però c’è nell’ed. americana, anche se solo b/n e di non molte tavole: una decina in tutto, e principalmente concentrate sul medioevale). Solita logica degli editori italiani, evidentemente, ossia quella di tirare al risparmio.

  5. Ah, Elvezio, io e Pazuzu stiamo così [incrocia le dita]… ci si vede, si gioca a carte, si parla di donne…
    [start self promotion] Non per nulla ho pubblicato un saggio su W.P. Blatty nel fondamentale volume American Exorcist [end self promotion].

  6. @Carlotta – mi sorprende che UTET abbia tagliato le tavole.
    Avrei preferito si fosse trattata di una scelta – per quanto non condivisibile – dell’autore.

    Certo, io a questo punto comincerei davvero a lavorare su un volume che si concentri sul lato iconografico – dal Medioevo almeno fino ai fumetti…
    Cento tavole commentate, in ordine cronologico.
    Lo intitoliamo “I Cento Volti del Maligno”.
    Sarebbe bello, vero?

  7. Niente male, niente male… però i libri illustrati costano… vedi il caso di ‘Electa’, e simili. E, di questi tempi di internet, chi ‘scuce’ più un quattrino per vedere delle figure?

  8. Preferiresti un multimediale?
    Che non sarebbe male, in effetti – ci mettiamo anche gli spezzoni di film…

    Io credo che un pubblico lo troverebbe – forse più facilmente che il libro di Kelly, proprio in virtù delle figure…

  9. Ecco, forse un bel CD… più in linea coi tempi, no?

  10. In effetti, è lo stesso Kelly a confermarci che il satanasso è sempre up-to-date in certe cose.

    Non sarebbe male, come prodotto.
    Un CD interattivo… facciamo un DVD, con una serie di percorsi a scelta.
    Commenti condensati da Kelly, un ricco apparato iconografico, una buona collezione di brani da film e serie televisive, brani musicali…

    Varrebbequasi la pena di mettere in piedi un prototipo usando Sophie, per vedere che effetto faccia…
    Se solo avessi giornate da 72 ore!

  11. Pròvatici, ché poi lo proponiamo, magari…

  12. Parlando di ‘altre campane’, mi viene in mente che forse non sarebbe male segnalare questa divertente e divertita recensione al ‘Satan: a Biography’ di Kelly apparsa sull'”Observer” a firma di Peter Conrad (Oxford):

    http://www.guardian.co.uk/theobserver/2006/aug/27/society

    … incuriosita, non mi rimane che collazionare l’edizione italiana per vedere in che modo il traduttore abbia aggirato le secche e i bassifondi dello slang americano. Ognuno di noi ha una tecnica per farlo, naturalmente, ma s’impara molto dai colleghi…

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