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Fantascienza e coscienza ambientale – 5 titoli

10 commenti

La colpa naturalmente è di Vittorio Catani, che in un suo recente post ha considerato il legame fra utopia, fantascienza ed esperimenti di utopia ambientale attualmente in corso sul nostro pianeta.

Il pezzo di Vittorio (al quale dedico la foto qui a fianco, poiché mi pare di capire che condivida la mia simpatia per le signore in verde) è andato a collidere con un mio progettino recentemente abortito – quello di sopperire alle carenze delle scuole (medie e liceo, essenzialmente) attraverso gruppi di lettura nei quali i ragazzi possano avvicinarsi agli argomenti sui quali la scuola latita leggendo romanzi divertenti e impegnandosi come gruppo ad approfondire quegli aspetti che hanno colpito la loro immaginazione.

Sopperire alle carenze… fantascienza… utopia… ambiente…

Da qui, l’idea di mettere insieme una lista di cinque (come al solito) buoni romanzi di fantascienza per avvicinare dei lettori curiosi alle tematiche ambientali – senza fare proselitismo, senza spingere una teoria o una tesi.

Regole di campo – niente in inglese, in questo giro.
Possibilmente romanzi facilmente accessibili e facilmente reperibili.
E niente Ballard – perché pensiamo ad un pubblico di ragazzi con una scarsa dimestichezza con la fantascienza.

Cinque, allora.

Frank Herbert, Dune
Un romanzo che costruisce un mondo (e un universo), con un occhio attentissimo all’ecologia. Legegre Dune col cervello acceso significa vedere esposta nella maniera più chiara l’interazione fra i diversi elementi che costituiscono un ecosistema.  Popolazione umana, animali, paesaggio, clima.
Ed è anche un ottimo romanzo, che si legge volentieri.

David Brin, Terra
Colossale romanzo di Hard SF sull’incipiente fine del mondo, dipinge un panorama dettagliato e completo di un pianeta allo sfascio pur lasciando ampio spazio all’ottimismo (quello reale e positivista, non quello della propaganda politica).
Non facile, ma fondamentale.

Alan Dean Foster, Terra di Mezzo
Difficile da reperire, uscito originariamente negli anni ’70, descrive con cura e spettacolarità un pianeta dominato da una ecologia insolita e affascinante quanto quella di Dune – ma molto diversa.
Esiste anche un seguito/crossover, Flinx nella Terra di Mezzo, uscito negli anni ’90.

Gregory Benford, Timescape
Un romanzo su scienziati che fanno scienza e incentrato sulla possibilità di comunicare attraverso il tempo. La trama viene palleggiata fra una realtà compromessa dal punto di vista ambientale ed una realtà – figlia della comunicazione con la prima – dove il peggio è stato superato. Forse.

Kate Wilhelm, Il Tempo del Ginepro
Le conseguenze sociali di una crisi ambientale che colpisce gli Stati Uniti, attraverso le storie di alcuni personaggi coinvolti nel tentativo di salvare il salvabile.
Cupo ma fondamentale.https://i0.wp.com/www.fantascienza.com/catalogo/Cov/07/07159.jpg

E un outsider…
Kim Stanley Robinson, la trilogia dell’Orange County.
Pur restando l’autore di riferimento quando si parla di ambiente, qui Kim Stanley Robinson rimane come outsider per due motivi: da una parte l’eccessiva militanza (che mi sta benissimo, ma ad altri potrebbe non interessare) e dall’altra perché della Trilogia dell’Orange, in Italia, han tradotto solo i primi due volumi, Costa dei Barbari e Costa delle Palme, mentre di Costa d’Oro ci rimane solo il sogno (o l’opzione di ordinarlo in inglese).
I tre romanzi descrivono tre Californie parallele – la prima imbarbarita dopo un olocausto nucleare, la seconda ipertecnologica ma al limite del vivibile, la terza eco-friendly ma politicamente frizzante.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Fantascienza e coscienza ambientale – 5 titoli

  1. Pingback: Fantascienza e coscienza ambientale - 5 titoli

  2. Ciao Davide, grazie per il tuo intervento riguardante il mio post sull'”addio” alla Banca.

    Ho letto ora questo tuo post con i 5 libri etc. Purtroppo per una serie di motivi io da qualche tempo ho perso il mio contatto con la lettura. E’ grave, lo so, specie per chi poi pretenda di scrivere. Non riesco più a leggere e tenermi aggiornato. Per esempio, non ho letto nessuno di questi libri che segnali, anche se conosco benissimo gli autori, e magari di questi scrittori ho letto altre cose, per es. racconti. Ma questo è solo un mio problema.
    I libri che segnali li conosco comunque per fama, e credo di non sbagliare ritenendo che siano belli “tosti”, complessi e lunghi. La mia domanda è: sei certo che siano i più adatti per proporre ecologia, ma anche fantascienza, a chi magari di fantascienza non ha letto nulla, o – peggio ancora – probabilmente ne ha un’idea sbagliata, per cui affronterebbe il testo con prevenzione? Io ho qualche… triste esperienza in merito, ma magari per te è diverso.

    Hai ragione, la signora in verde è doppiamente, anzi terribilmente simpatica!
    Ciao, V.
    Ciao! V.

  3. Bentrovato, Vittorio.

    Buona osservazione sulla “tostaggine” dei libri in questione.
    Hai ragione, non sono semplicissimi – e non li darei, probabilmente, a dei ragazzini di prima media (anche se, i tempi cambiano, e le giovani leve si fanno più agguerrite).
    Il più difficile dei cinque, io credo, è Terra, di Dave Brin – che è anche il più spesso.

    In effetti, se dovessi proporre un ordine di lettura, direi
    . Dune
    . Terra di Mezzo
    . Timescape
    . Il tempo del ginepro
    . Terra

    In quest’ordine, Dune – certo il più acecssibile e il più avventuroso, farebbe da traino per gli altri.
    Inoltre ci sono un film e una serie TV, e quindi l’attrattiva del testo è accresciuta.

    En passant – Dune è anche ottimo per avviare un discorso sulla religione, sulla “guerra fra culture” o, al limite, sulla droga.

    Il passaggio Herbert/Alan Dean Foster non è traumatico – sempre di avventure su pianeti alieni si tratta. Dean Foster è molto adatto agli adolescenti.

    Timescape credo sia abbastanza potabile – e sposterebbe l’accento dall’ecologia immaginata a quella applicata.

    I due titoli finali chiudono il discorso, riportando tutto a casa.
    Kim Stanley Robinson lo lasciamo ai secchioni… 😉

    Sulla prevenzione verso la fantascienza (argomento che meriterà un post al più presto) – credo si manifesti dalla terza liceo o giù di lì, quando i ragazzi decidono di essere grandi e quindi cominciano a fumare, a leggere i libri di Moccia e le poesie di Jim Morrison… 😀
    I più giovani rimangono abbastanza aperti – per lo meno nella mia esperienza, che è comunque piuttosto limitata.

    PS: sulle Signore in Verde, inizieremo una tradizione…

  4. A me è capitato, e continua a capitare, di scoprire giovani che vogliono laurearsi con una tesi sulla fantascienza. In genere è una seconda laurea (magistrale). Qui a Bari è un vero e proprio boom. Per di più, giovani che della sf non sanno nulla. Forse credono che si tratti di un genere facile. La cosa buona e’ che finora tutti (ne ho conosciuti, nel giro di un anno e mezzo, ben sei, sette con una ragazza che non vive in Puglia) alla fine se n’escono con la frase standard: “Accidenti, non immaginavo assolutamente che questa materia fosse talmente vasta e interessante”. A testimonianza del fatto che la gente detesta la fantascienza semplicemente perché non la conosce, o ne conosce gli aspetti più deleteri. Una volta alla presentazione di un mio libro, chiesi agli astanti se qualcuno sapesse dirmi cosa intendeva per sf; una signora rispose: “Quei cartoni animati fracassoni che mio figlio si ostina a vedere in tv”. Un’altra volta raccontavo una storia di clonazione umana con sostituzione di alcuni geni; un tipo si alzò urlando contro di me, accusandomi di dire una montagna di cazzate e che volevo invadere un campo che non mi competeva, perche’ lui era biologo e io no (Questo non sapeva neanche la differenza fra ricerca scientifica e narrativa fantastica). Ultimamente sto aiutanto a reperire materiali per una ragazza la cui tesi è: “Visioni di un futuro alternativo. Come gli scrittori afro-americani hanno rivoluzionato il genere ‘fantascienza’”; e sta focalizzando l’attenzione su Delany, la Butler e Halo Hopkinson (quest’ultima non la conosco); scavando nel passato sta scoprendo una marea di roba interessantissima. Un altro giovane ha svolto la sua tesi sulla evoluzione della figura dell’alieno, da “diverso” in cui specchiarsi (utopie e satire settecentesche) a “diverso” come nemico assoluto (v. Wells).
    Insomma assisto a eventi di estremo interesse…
    Nel mio piccolo, poi, ho distribuito nelle scuole alcuni racconti brevi che ho scritto (e continuo a scrivere) per un trimestrale barese di ecologia, “Villaggio Globale”. Racconti su temi ecologici, ovviamente.
    Per quasi 15 anni ho fatto parte della giuria di un premio indetto ogni anno in una scuola media inferiore di Bari, la scuola “Lombardi”. Ho fatto il giurato per la sezione “narrativa”. Posso assicurarti che quasi il 50% dei raccontini di ragazzi e ragazze è sempre statio di fantascienza. Magari loro neanche lo sanno. Una fantascienza televisiva, ovviamente. Comunque…
    Forse si tratta solo di far passare i residui d’una generazione che della sf non ha capito un tubo. Come diceva quello, la scienza avanza di funerale in funerale:-)
    Ciao!
    Vittorio

  5. Interessante la faccenda delle tesi – ma poi, una volta discusse, cosa ne rimane?

    La Hopkinson la conosco – ci scambiammo parecchie mail quando ci regalò una storia per Alia, due o tre anni or sono.

    La fantascienza ha avuto una pessima pubblicità per decenni.
    E trattandosi di un genere difficile – con buonapace degli ignoranti – non è stata ancora “scoperta” perché pochi hanno i cojones per affrontare un discorso serio e per proporre una collana di approfondimento.

    E rispondo alla tua citazione con un’altra citazione – come diceva il poeta, non possiamo aspettare che i vecchi idioti muoiano per cambiare le cose.

  6. Pingback: Ein4Future » Letture pre-estive.

  7. Pingback: Ein4Future » Letture pre-estive

  8. Mai sentito”L’oltraggio dell’imperatore” Marco Serra Tarantola Editore? Vedi anche: http://www.elbaworld.com/it/1-tutta-lisola-delba/ext/130-piero-taglietti/

  9. Grazie per la segnalazione, Nicolò.
    È bello poter “spingere” il prodotto nazionale, per una volta.

  10. Grazie mille per i titoli dei Romanzi. gli autori sonto tanto conoscuiti per Loro che piace la fantascienza. Ho letto un romanzo de Harrrison: Largo Largo¡ Scritto nel 1986, il nome Ecologia soltanto era noto soltanto per gli studiosi delle scienze naturali.

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