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Ubuntu Netbook Remix – e poi?

2 commenti

Dopo una ventina di giorni dall’acquisto del mio netbook, è giunto finalmente il momento di porsi la domanda essenziale – cosa diavolo me ne faccio, di un netbook?
Specie considerando che ho un computer portatile che è ormai una macchina oliata alla perfezione (beh, quasi) per fare ciò di cui ho bisogno.
Però, l’hai voluta la bicicletta?
E adesso pedala.
E poi, dai, a qualcosa servirà…

Di fatto, il netbook, col suo peso ridottissimo, è di per se un’ottima scusa per non scammellarsi il portatile in giro ad ogni pié sospinto.
Rispetto alla solita chiave USB con caricato Portable Apps (ormai indispensabile), il netbook torna utile qualora io debba fare qualcosa di più premeditato e definito che mettere in piedi una copia del mio ufficio on the road in caso di emergenza; posso usarlo per impostare presentazioni, per tenere in ordine i miei appunti, per lavorare anche sul treno o in qualche località esotica. Il sistema deve permettermi quindi di avere il necessario per lo svolgimento del mio lavoro e poco più, il tutto sul suo miserrimo hard disk allo stato solido.
Ne consegue una accurata lista della spesa.
Applicazioni collaudate, utili, leggere in termini di spazio occupato su disco – con un occhio all’interoperabilità ed alla ridondanza.

Sistema operativo, si è detto, Ubuntu Netbook Remix – che è poi una versione rielaborata dell’ultimo Ubuntu 9.04.
Ad alcuni non piace l’interfaccia, ma le prestazioni sono comunque ottimali.
E non è Windows.
UNR si installa con una serie di software precaricati.
OpenOffice 3 fornisce tutte le funzioni basilari per la gestione del lavoro – elaboratore testi, foglio di calcolo, software per presentazioni, database, disegno.
Potrebbe bastare, ma non basta.
Ci aggiungiamo Gnumeric, che rispetto ad OpenCalc ha molte più funzioni statistiche.
Ci aggiungiamo gLabels, che è piccolino e stampa etichette e biglietti da visita personalizzati.
E poi… VUE (Visual Understanding Environment) è un software alternativo per creare presentazioni – è ancora un po’ legnosetto, ma i risultati possono essere spettacolari; FreeMind serve per creare mappe mentali – ne ho parlato spesso, negli ultimi tempi; Note Tomboy è utile per buttare giù apunti alla svelta, e costruire outline di lavori diversi.
Xpad fornisce dei post-it da piazzare sullo schermo – ottimi per pro-memoria volanti.
E per finire un diario/organizer – RedNotebook funziona alla perfezione – e una rubrica per segnare i contatti – Rubrica appunto.

Se sono in giro per il mondo, voglio poter comunicare con i miei contatti, in qualsiasi forma possibile.

UNR ha di default Firefox, attraverso il quale posso verificare la mia posta su Gmail. Aggiungo un paio di plugin per la posta, Greasemonkey per gli script, e ScribeFire per poter gestire il mio blog, così come FireFTP per il file transfer (anche se ormai è considerato antico).
Già che ci sono, customizzo il look di Firefox eliminando le Toolbar di navigazione e dei Bookmark, spostando tutto l’indispensabile nella barra del menù, ed implementando TinyMenu e un tema compatto. All-in-One Sidebar è un altro ottimo componente aggiuntivo. Lo scopo è rendere disponibile il massimo spazio sullo schermo alla navigazione.
Poi è sempre bene avere un back-up: è vero che lo spazio scarseggia, su questo piccolo hard-disk, ma una copia di Opera la carico ugualmente – per quelle occasioni in cui Firefox ci lascia a piedi.
Wicd serve per risolvere eventuali problemi di connessione wifi o LAN.
Mentre ci sono, elimino Evolution Mail dal menù (e se ci riesco dall’hard disk) perché non mi serve.
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Comunicare, si diceva.
Pidgin mi permette di gestire da un’unica interfaccia la messaggistica: IRC, GoogleChat, Facebook Chat, Yahoo, MSN… La parte veramente noiosa è impostare sul nuovo Pidgin tutti gli account che ho sul computer di casa – al momento se esiste uno strumento per la sincronizzazione, non l’ho ancora scoperto. Ma è una minuzia.
Oh, già, Liferea, per restare in contatto con i feed che leggo regolarmente. Stesso problema di sincronizzazione come per Pidgin, ma non è così grave.
Skype lo adoperano tutti, o così dicono.
Non mi piace particolarmente, ma lo carico, insieme con Ekiga, che fa le stesse cose (meglio) per un diverso circuito di comunicazione.radioage10-55
Butto una manciata di euro e acquisto un set di cuffie e microfono a bottone, con le quali oltre a parlare su Skype o Ekiga, posso anche ascoltare la musica.
Questo significa caricare XBMC e VLC sulla macchina.
Li userò poco, ma sono entrambi inaffondabili. E poi, poco… conentrambi è possibile anche ascoltare stazioni radio in streaming…
Un rudimentale registratore di suoni è già installato, e potrò usarlo per registrare eventuali presentazioni altrui.

Grafica – si potrebbe rendere necessario sistemare alcune immagini alla svelta.
Considerando costi e benefici, GIMP ha tutto quello che serve.
È pesante, ma ci può stare.
Resta da discutere Picasa – che potrebbe servire, visto che di solito mi sposto con la fotocamera digitale. Bisogna valutare i pro (potenzialmente utile) con i contro (pesante).

Impossibile rinunciare a Wine – per far girare le applicazioni Windows.
Già che ci siamo, aggiungiamo UbuntuTweak, per la manutenzione minima del sistema.

C’altro?
Kompozer, oppure BlueFish, oppure il Web Developer plugin per Firefox – perché potrebbe essere necessario mettere in piedi alla svelta una pagina web e non sempre il blocco note è la scelta più comoda.

Il tutto, con un po’ di attenzione, in circa quattro giga di hard disk, forse un po’ di più.

A questo punto, nella cartella Documenti, si crea una sottocartella nella quale si scaricano copie del curriculum, un foglio di biglietti da visita, e l’eventuale modulistica minima necessaria per il lavoro.
In una cartella a parte metteremo invece i lavori in corso sui quali vogliamo poter lavorare anche on the road.
Una cartella di letture diverse per il tempo libero potrebbe sostituire/complementare l’immancabile Grosso Paperback per le nostre trasferte.
In Musica mettiamo non più di quattro dischi campionati in maniera non ossessiva (circa 300 mega in totale) – è una di quelle classiche situazioni da isola deserta, e ci accontenteremo di una pulizia del suono da vinile d’antan…
In Immagini mettiamo uno sfondo alternativo a quello – un po’ deprimente – di Ubuntu.

Sarebbe bello metterci anche R e Squeak, ma lo spazio è quel che è – se non sono strettamente necessari…

Fatto!
Mancano naturalmente i software da lavoro essenziali per ciascuno (io ci metterò PAST, una tabella stratigrafica, una tavola periodica) – ma l’elenco di software visto fin qui dovrebbe garantire un’elevata produttività anche a fronte di un hard disk minuscolo.

Prossimo passo – acquistare un alimentatore a celle solari per ovviare alla vita breve della batteria e rendere davvero mobile tutto il sistema…

Powered by ScribeFire.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Ubuntu Netbook Remix – e poi?

  1. Detesto portare il computer con me… è sinonimo di lavoro che non ti molla mai, e di tempo davanti al computer a lavorare ne passo fin troppo.
    Pensa che il mio portatile è un vecchio Powerbook G3 (quello di Sex & the City) con cui sul treno mi guardo i dvd e, all’occorrenza, scrivo con texedit.
    E quando finisce la batteria, guardo fuori dal finestrino.
    È più rilassante. 😉

  2. Concordo in pieno.
    Io in treno leggo un buon libro o chiacchiero con gli altri passeggeri.
    Ma per mia fortuna (davvero, mi piace ciò che faccio) campo vagando da una città all’altra, da un’università all’altra, prestando la mia opera come analista di dati o come insegnante/conferenziere.
    Anche il mio portatile è una vecchia gloria – un Aspire 1360 – e pesa come l’ira di Dio.
    Il netbook è una liberazione.
    Parziale, ma una liberazione.

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