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Ferragosto con Billy

3 commenti

Proseguono i lavori per il trasloco.
E trasloco significa spostare i libri.
TUTTI i libri.
E questo significa procurare nuovi scaffali, i vecchi trabiccoli di legno grezzo ormai imbarcati e scricchiolanti declassati a strutture per il ripostiglio.
E questo significa una cosa sola: Billy, il simpaticamente-privo-di-personalità scaffale-libreria di IKEA.

Il nome, scopro vagando per la rete, è frutto di un astuto piano di marketing, che ha portato l’azienda svedese a fare un censimento dei nomi più diffusi in Svezia, in modo da selezionare i più comuni, simpatici e facili da ricordare per appiccicarli sui mobili.

L’oggetto chiamato Billy è tanto neutro da essere quasi zen nella sua semplicità.
Il modello base è alto due metri, con sette ripiani, tre dei quali fissi, gli altri quattro mobili.
Di colori neutri.
Và con tutto.
I ripiani reggono un carico notevolissimo (attorno ai 30 chili) senza imbarcarsi.

Imballato in cartone marrone, il Billy standard è un carico di quarantacinque chili distribuito in un parallelepipedo di due metri per ventotto per venti.
Con 32 gradi all’ombra e un 80% di umidità, si tratta di una maledizione precolombiana.
Per la biblioteca di casa, in prima battuta, ne servono otto – quattro da ottanta, due da sessanta, due da quaranta.

Se trasportarlo dal furgone alla stanza vuota è un patimento, e disimballarlo un buon sistema per sbucciarsi le dita, le buone notizie riguardano il montaggio – con un po’ di pratica e due cacciavite – uno a stella – un essere umano normale riesce a montare uno di questi affari in 20 minuti.
Con 32 gradi all’ombra e un 80% di umidità, facciamo 35.

Fondamentale ancorare Billy alla parete – c’è una staffa fornita di serie.
Serve un trapano, per il tassello.
In una vecchia casa di campagna, con i muri spesso non proprio dritti, la staffa di sostegno è al contempo una benedizione (mantiene la libreria nella posizione corretta) e una dannazione (tocca prendere un po’ di misure, magari usare una livella).

Il trucco, a questo punto, consiste nello stoccare circa 5000 volumi su questa vasta distesa vergine di ripiani impiallacciati dal nome studiatamente accattivante.
Ne parlerò in seguito.
Per cominciare, posso anticipare questo: disporre i libri come nella foto qui di lato non funziona.
Non funziona affatto.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Ferragosto con Billy

  1. Soprattutto, il gatto in C1 deve togliersi di lì. Quello è spazio vitale!

  2. eheh anch’io stavo per commentare il gatto… ma delle mensolone vecchia maniera con sostegni metallici e viti come dio comanda non andavano bene?
    Preferivi non bucare i muri?

  3. Da noi il gatto dorme fuori, in una vecchia carriola (o sotto di essa con questi caldi).

    Sulle mensole, ci ho pensato ma paradossalmente avrei speso molto di più, ci avrei perso in versatilità, e sarei finito a piantar tasselli nei pressi della canna fumaria del caminetto della cucina-soggiorno.
    Pericoloso.
    Già l’antennista imprudente, anni addietro, piazzò le canaline dei cavi d’antenna in maniera tale che ora fungono da camini supplementari.
    In inverno, esce fumo dalle prese.
    Meglio evitare – anche se volute di fumo da dietro ai libri di Lovecraft avrebbero aggiunto un tocco molto Famiglia Addams… 😉

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