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Il Detective di Baker Street

5 commenti

È successo a marzo, ma ne parlo soltanto ora.
Sarà che l’approssimarsi della stagione fredda, e la prospettiva di affrontare i mesi più bui accoccolato davanti al caminetto nel silenzio della campagna mi scatenano ormoni polizieschi altrimenti sopiti.

Ma torniamo a bomba…
Per gran parte del ventesimo secolo il panorama del poliziesco anglosassone è stato dominato da un personaggio colossale e inarrivabile, sorta di modello per infiniti altri personaggi.
Alto, magro, dal naso aquilino, il famoso detective di Baker Street ha per anni dominato le letture di tre generazioni.
Ed ora – quasi venticinque anni dopo l’ultima uscita di una sua collezione – la Worsworth Classics mette sul mercato, nella collana Tales of Mystery & the Supernatural e ad un prezzo irrisorio (meno di cinque euro) un volumone di oltre 500 pagine con sette romanzi curati amorevolmente da David Stuart Davies.
Il volume si intitola The Casebook of Sexton Blake, e promette meraviglie per gli appassionati di letteratura popolare, di pulp, di avventura.

Eh?!
Chi diavolo è Sexton Blake?
Blake venne creato sulla scia di un più noto investigatore letterario a cavallo fra 19° e 20° secolo.
Esordì in Halfpenny Marvel, nel 1893.
Approfittando di una lunga assenza del suo principale rivale letterario (dovuta ad una complicata faccenda di cascate austriache e trasferte tibetane), Blake solidificò la propria presa sul pubblico, e  prese decisamente il sopravvento a ridosso della prima guerra mondiale.
Negli anni ’20 approdò su Union Jack.
Al collega più titolato soffiò l’aspetto fisico, lo stile d’abbigliamento, una certa passione per la sperimentazione con reagenti e sostanze esplosive, e financo l’indirizzo – andando a piazzare le proprie stanze ed il proprio laboratorio dirimpetto al 221b di Balker Street.

Ma se al 221b di Baker Street risiedeva il figlio (più famoso al mondo ma più molesto al genitore) di un aspirante scrittore di romanzi storici con una passione per lo spiritismo, il detective sistemato al 252 Upper Baker Street era il frutto di una astuta (e prevedibilissima) operazione commerciale, e venne perciò affidato ad un’accozzaglia di scrittori a cottimo, molti provenienti dai mercati contigui dell’orrore, del fantastico, dell’avventura esotica.
E gli effetti non furono poi così negativi – se Blake sopravvisse al suo rivale ed ispiratore, comparendo in circa 4000 storie scritte fra il 1893 ed il 1978 da non meno di 200 autori (uno di loro, pare, Michael Moorcock), affrontando nemici improbabili, trasferte intercontinentali, scontri all’ultimo sangue con pigmei cannibali zombie e piante carnivore giganti, ed una quantità di altre simili meraviglie.
E se alcuni critici furono rapidi a liquidare Blake come un mero clone di serie B, pure vi fu chi ne colse la grandezza…

This is the Holmes tradition adapted for the reading of the Board School boy and crossed with the Buffalo Bill adventure type. Books are written by a syndicate of authors each one of whom uses a set of characters of his own invention, grouped about a central and traditional group consisting of Sexton Blake and his boy assistant Tinker, their comic landlady Mrs Bardell, and their bulldog Pedro. As might be expected, the quality of the writing and the detective methods employed vary considerably from one author to another. The best specimens display extreme ingenuity and an immense vigour and fertility in plot and incident; nevertheless, the central types are pretty consistently preserved throughout the series. Blake and Tinker are less intuitive than Holmes; they are more careless and reckless in their methods; more given to displays of personal heroism and pugilism; more simple and human in their emotions. The really interesting point about them is that they represent the nearest modern approach to a national folklore, conceived as the center for a cycle of loosely connected romances in the Arthurian manner. Their significance in popular literature and education would richly repay scientific investigation.’

Sono parole di Dorothy L. Sayers – che scrisse polizieschi, ma fu anche traduttrice di Dante Alighieri.
La nuova collezione della Wordsworth è una operazione benemerita, che non mancherà di deliziare gli appassionati della letteratura popolare d’antan – molto appropriatamente, con sette romanzi per meno di tre sterline.

Nota: per chi invece ama l’avventura vera e propria, è possibile battere le bancarelle, e cercare i volumi pubblicati nella notte dei tempi dal Giallo Mondadori

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Il Detective di Baker Street

  1. Bellissima operazione quella di battere le bancarelle di vecchi libri. Ha un sapore di romanticismo perduto.

  2. Le bancarelle – ed i negozi specializzati in remainders – sono spesso delle vere miniere d’oro.
    Esisteva un tempo nel nostro paese un’editoria variegata e raffinata, che oggi pare essere solo un ricordo. A fronte di una spesa irrisoria si possono trovare autentiche gemme.
    E col bancarellaro, normalmente persona che ama i libri e condivide le nostre passioni, si ha di solito un rapporto umano che è impossibile col commesso senza volto della locale Feltrinelli o del centro Fnac.

    Le bancarelle di via Po a Torino, nella mezza foschia delle mattine di novembre, sono uno dei miei ricordi più vividi di quand’ero studente.
    Ed effettivamente c’è un elemento romantico, in tutto questo.

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