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Curriculum Vitae 2, il ritorno

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Come ogni settembre, metto mano al curriculum.
Che ormai, dopo quasi due decenni di rimaneggiamenti, remixaggi, ripuliture, addenda ed effetti speciali, filtrato dall’esperienza e dagli standard del Curriculum Vitae Europeo, è diventato una cosa molto diversa dal semplice listato col quale uscii dal liceo ed entrai all’università.
Mi viene da pensare che i cambiamenti della mia vita, delle mie competenze, delle mie esperienze lavorative, costituiscano solo una minima parte dei cambiamenti registrati dal curriculum.
In realtà, il mio curriculum ha subito una lenta evoluzione in risposta all’inasprirsi dell’ambiente nel quale si trova a competere.
È diventato più agile, più cattivo, molto più sbrigativo.
In un paio di casi è stato più avanti del richiesto – battuto a macchina quando lo volevano in corsivo (per passarlo al grafologo, probabilmente), in formato elettronico quando lo volevano in cartaceo (per accenderci la stufa, probabilmente).
Si è adattato alla rete.
Si è differenziato, speciando in un curriculum scientifico, uno letterario/traduttorale, uno da jack-of-all-trades.
Ha pure sviluppato un marcato dimorfismo, comparendo sia in italiano che in inglese.

E fa un po’ ridere pensare che in fondo il serio ed ingessato responsabile del personale che maneggerà il mio prossimo curriculum non si troverà a giudicare le mie capacità, ma la mai abilità nel formattare le informazioni in maniera accattivante, abbastanza per spingerlo a passarmi al livello successivo.
D’altra parte, se fossi io ad interessargli, e non la mia capacità di conformarmi ad uno standard, ci incontreremmo per bere un chinotto e fare quattro chiacchiere.

Ben vengano allora, in questa corsa agli armamenti curricolari, i suggerimenti di Excelle per svecchiare il nostro CV.

Il vostro CV è irrimediabilmente vecchio se

Punto 1 . lo avete martellato per farlo stare in una pagina.
Dopotutto, quella del curriculum in una pagina è una di quelle sciocchezze che andrebbero punite con la fustigazione; dopotutto, è impensabile che un un quarantenne con varie esperienze alle spalle possa riassumere la propria vita professionale nello stesso spazio di cui ha bisogno un ventenne con la laurea triennale.
Facciamola breve ma non esageriamo.
lo ribadisco:  chi ci chiede il CV in una pagina dovrebbe venire frustato

C’è un rovescio della medaglia, naturalmente: tradizionalmente il cretino che deve decidere se darvi una possibilità non legge il CV, si limita a cestinare qualsiasi cosa sia sopra le tre pagine – o la pagina singola, a seconda di quanto voglia sentirsi maschio alfa nel guardarsi allo specchio nei bagni.
Per certe cose non c’è nulla da fare – fino a che i dirigenti non si renderanno conto che affidano la selezione del personale a frustrati e fenomeni da baraccone, le cose non cambieranno.
Ma considerando chi siede ai vertici dirigenziali…

Punto 2 – fate un elenco dei vostri obiettivi.
Chissà perché alla voce motivazioni nessuno scrive mai “guadagnare onestamente abbastanza quattrini da poter condurre una vita dignitosa e magari togliermi uno sfizio ogni tanto”.
No, guai, dire che volete lavorare per vivere sta malissimo!
Dovete dire che intendete lavorare per “accrescere la vostra esperienza”, “partecipare a progetti dinamici ed innovativi” bla bla bla
Si da per scontato che voi desideriate il lavoro per ottenere una remunerazione.
Perché allora non dare anche per scontato che voi desideriate un lavoro qualificante e conforme alla vostra professionalità?
Via, tagliare…
Al limite, usiamo la lettera d’accompagnamento (sperando che la leggano).

Punto 3 – promettete “Referenze disponibili a richiesta”
Perché, altrimenti?
Se te le chiedo non me le dai?
Buonissimo il consiglio di Excelle – facciamoci una lista dettagliata e teniamocela per gli stadi successivi della selezione.

Punto 4 – spedire il CV in formato Word.
Usate un pdf.

Punto 5 – fornire la lista dei lavori precedenti in ordine cronologico.
A meno che non siate proprio alle primissime armi, o che non stiate cercando di vendervi come spia industriale (“ho lavorato per Tizio, Caio e Sempronio, e posso raccontarvi tutto delle loro sezioni Ricerca & Sviluppo”), la lista dei lavori è fuori luogo.
Molto molto meglio una lista delle competenze – specificando magari quando e come le abbiamo conseguite, e fornendo quante più informazioni quantitative possibili.

Ed ecco fatto.
Il CV è svecchiato, e pronto a tornare in pista per un altro anno di scontri in puro stile Rollerball.

Il resto, naturalmente, dipenderà dal grafologo…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Curriculum Vitae 2, il ritorno

  1. A proposito di curriculum (che ho sempre odiato fare, almeno quasi quanto la lettera di presentazione) ecco una poesia …

    Che cos’è necessario?
    E’ necessario scrivere una domanda,
    e alla domanda allegare il curriculum.

    A prescindere da quanto si è vissuto
    è bene che il curriculum sia breve.

    E’ d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
    Cambiare paesaggi in indirizzi
    e malcerti ricordi in date fisse.

    Di tutti gli amori basta quello coniugale,
    e dei bambini solo quelli nati.

    Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
    I viaggi solo se all’estero.
    L’appartenenza a un che, ma senza perché.
    Onorificenze senza motivazione.

    Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
    e ti evitassi.

    Sorvola su cani, gatti e uccelli,
    cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

    Meglio il prezzo che il valore
    e il titolo che il contenuto.
    Meglio il numero di scarpa, che non dove va
    colui per cui ti scambiano.
    Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.

    E’ la sua forma che conta, non ciò che sente.
    Cosa si sente?
    Il fragore delle macchine che tritano la carta.

    Wiesława Szymborska

  2. I CV mi spaventano.
    Ne girano così tanti.
    Immagino che metà del traffico postale sia costituito da CV.
    Immagino che nelle grandi aziende (ma anche nelle piccole) ogni mattina ne arrivino a dozzine.
    Immagino che si accumulino su qualche scrivania.
    Immagino che molti vengano aperti, e molti altri no, la colla che si secca lentamente sul lembo della busta e i colori della inkjet che sbiadiscono.
    Immagino un ometto curvo che li legge.
    A dozzine, a centinaia.
    Ha sviluppato una lettura iperveloce e ormai li scorre a una rapidità impensabile, giudicando in pochi secondi se il candidato è papabile o no.
    Ha un tritadocumenti sempre surriscaldato, o un cestino che viene svuotato quattro volte al giorno.
    Ha in mano le vite e le speranze di centinaia di gente. Nel suo sguardo iperveloce c’è più potere di modificare i destini che non un politico influente.
    E la sera, chiude la cartellina di similpelle, si mette il cappello e torna a casa.
    Mi fa paura.

  3. Una prospettiva agghiacciante, ma orribilmente realistica.
    Anche se molte aziende, ormai, hanno uno scivolo che porta i CV direttamente dalla casella postale al tritadocumenti.

  4. L’origami è il solo scopo sensato di un CV a stampa…

  5. In effetti, l’ideale sarebbe avere tutto caricato online, e inviare a chi ce lo chiede solo una cartolina con l’indirizzo e la password per accedere.
    Chissà come reagirebbero…

  6. Con le cartoline, gli aeroplanini vengono meglio.

  7. Beh, lo scrittore inglese Kim Newman, fresco di diploma in design, presentò a suo tempo un curriculum per un posto da designer di pubblicità cinematografiche in forma di locandina: “La Disoccupazione Giovanile presenta Kim Newman in Voglio Questo Lavoro“; il film/CV risultava “diretto da Margaret Thatcher”.
    Kim Newman non ottenne mai quel lavoro.

  8. Nel 2004 il programmatore francese Alexandre Guéniot realizzò, molto pionieristicamente, il proprio CV in formato flash presentandolo direttamente online con un jingle ed un filmato autoprodotto.
    Fu inondato di offerte di lavoro e fu assunto dalla Microsoft, oggi lavora a Seattle.

    Sfortunatamente chi legge un CV innovativo deve essere tanto all’avanguardia di chi lo presenta, per poterlo apprezzare.
    L’idea di Davide è proprio quello verso cui si dovrebbe tendere per molte professioni legate alla creatività (ma più che cartolina meglio una e-mail con link contenente la chiave: meno tempo più efficacia).

  9. Io pensavo ad una cartolina perché
    . la leggi senza neanche doverla tirar fuori dalla busta
    . tanto ‘sta gente le mail non le legge comunque

  10. Pingback: CV Funzionale per persone disfunzionali « strategie evolutive

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