strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Biblioteca personale

11 commenti

Avendo stoccato quasi tutti i libri di casa nei nuovi Billy, ora comincia la parte veramente divertente: tirarli di nuovo tutti fuori dagli scaffali, e sistemarli in ordine.

D’altra parte, per chi è malato di libri, maneggiare l’oggetto della nostra passione è fonte di divertimento.
E riordinare una colelzione di alcune migliaia di volumi offre l’opportunità per fare qualcosa in più, come ad esempio affiancare all’organizzazione fisica una organizzazione concettuale.
Il vecchio quaderno cominciato ai tempi delle medie può ormai lasciare il posto a sistemi e supporti informatici.
E non solo.

Torna a questo punto estremamente utile la collezione di link messa insieme dal bibliofilo e critico canadese Nigel Beale sul suo blog.
Strumenti on-line, programmi di catalogazione, metodi di catalogazione, metodi organizzativi, dove e come sistemare la libreria, il sistema Dewey…
C’è tutto.

A cominciare da Alexandria, un simpatico programmino per Linux Gnome, che permette di catalogare la collezione in una unica biblioteca o in sotto-biblioteche (chi usa Kde può utilizzare Tellico, che scheda anche film e dischi – e per gli ebook c’è Calibre, che fa anche da convertitore e lettore).

Alexandria è semplice e definitivo.
Basta inserire il codice ISBN, e il software recupera dalla rete i dati editoriali e l’immagine di copertina, e li sistema su scaffali virtuali.
È possibile tenere un inventario dei prestiti, fare ricerche per titolo, autore e quant’altro.
È possibile dare un voto ai volumi.
Un po’ come fanno alcuni sistemi web 2.0, che in più vi permettono di avere rapporti sociali con le persone che hanno letto i vostri stessi libri, che amano i vostri stessi generi.
Ed altre simili perdite di tempo.
Perché ammettiamolo – di cosa la pensano sul nostro autore preferito degli sconosciuti che usano un criceto come avatar, non potrebbe importarci di meno.
Però, se proprio vogliamo fare sfoggio di ciò che possediamo, Alexandria permette di esportare il nostro catalogo come HTML – così possiamo farci una pagina con le figure e tutto, e che gli altri si dannino.

Apparentemente per alcuni utenti Alexandria genera ancora problemi – pare sia necessario editare a mano un paio di file di configurazione. Complicato.
Tellico appare più stabile e più spartano – non ha le figurine, ma occupa meno spazio, e fa il lavoro che gli si richiede senza troppi problemi.

Sarà un lavoro lungo – ma lavorando in due, uno rimette i volumi in ordine, e intanto detta all’altro gli ISBN.
Se poi avessi un lettore ottico per i codici a barre…

ADDENDUM: sul blog di Richardo trovate una ottima ed abbondante panoramica su tutti i software di catalogazione disponibili

Powered by ScribeFire.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Biblioteca personale

  1. Il lettore di codici a barre sarebbe l’ideale anche per altri utilizzi simili, ad esempio per Anobii, sito che conosci di sicuro.

  2. Daaai, aNobii, per esempio, è divertente: ci si incontra tanta gente strana…
    (Io, poi, come avatar uso Fanny Featherbrain, creazione di Carl Barks:
    http://fotoalbum.virgilio.it/finsternis/fanny
    quindi le mie recensioni sono significative…) 😀

  3. Bah… io quando bazzicavo su Anobii ho becato uno che definiva Fritz Leiber un mediocre autore di fantasy umoristico senza alcuna capacità di caratterizzazione, uno che sosteneva che “Dune” è un fantasy ed un tale al quale avevano detto “un gran bene” di Roger Zelazny, ma lui preferiva R.A. Salvatore…
    Ah, già, e quello che trovava Gene Wolfe noioso e incomprensibile.

    La mia tolleranza per il genere umano non è così sviluppata 😉

  4. Beh che anobii sia pieno di cazzari ok. 😉

  5. La cosa tragica è che apparentemente ormai basta avere un’identità web (un nick, un blog, anche solo un account di posta) e si diventa automaticamente esperti nell’ambito che si è deciso di infestare.

    Quindi cazzari sì, e spesso molto arroganti.
    Io non la sopporto, ‘sta gente…

  6. Sul giocare con la propria libreria non potrei essere più d’accordo.
    Un annetto fa abbiamo preso i nostri buoni 15 mq di Billy per sistemare un po’ di libri che erano davvero stufi di riposare in seconda o terza fila nella libreria precedente. Riprendere in mano e ridistribuire tutto ‘sto po’ po’ di letteratura è stato molto divertente. E naturalmente questo ha significato rimettere mano al mio file bibliotecario. So che non è la soluzione più aperta (è un template di FileMaker) però sono davvero orgoglioso del mio librinordine, che ormai è arrivata alla sesta release.

    Invece mi inquieta un po’ sentirvi discorre in questo modo di Anobii. Io sono senza dubbio uno dei cazzari a cui fate riferimento. E beh… non è che mi dispiaccia poi tanto, eh!
    Da quando sono su Anobii ho scoperto un sacco di robe interessanti, e se è vero che l’arte del buon commento è cosa rara, a me pare comunque interessante confrontare tante voci diverse sulla qualità dei libri letti.

    Mi piacerebbe poi approfondire il discorso sull’espertitudine, che un discorso simile a quello di Davide l’avevo già letto qualche tempo fa sul blog di Elvezio.
    Magari nei prossimi giorni provo a postare qualcosa al riguardo che è un tema a cui sono (purtroppo?) molto sensibile.

  7. No, su Anobii sono io che sono insopportabilmente snob.

    L’espertitudine (buona definizione) è un tema che rode chiunque abbia passato vent’anni a leggere narrativa di genere ed ora si senta svillaneggiare dal primo adolescente con un account su Facebook perché lui ha letto Paolini e possiede la verità.
    Attendo il tuo post sull’argomento, così poi mi rendo un po’ più impopolare di quanto non sia già… 😛

  8. Beh, anobii, che io frequento, per altro, con profitto e divertimento, è uno speculum mundi, ci si trova la percentuale di cazzari che c’è ovunque. Ci vuole un pò di selezione per trovare il poco di buono che c’è. Di sicuro la crema dei lettori non la trovi su gruppi come FantasyItalia.
    E comunque come sono organizzati e indicizzati i gruppi di anobii è una delle grandi pecche di tutto il sistema, IMHO.

  9. Non conosco nessuno che frequenti un social network che non si lamenti di organizzazione e tagging.
    Si tratta di funzioni nelle quali sembra accumularsi spontaneamente la spazzatura, e nelle quali la poca dimestichezza/responsabilità/cura/intelligenza degli utenti può fare i danni maggiori.

  10. Stai insinuando che in quello che dico c’è della qualsiasità? 😉

  11. No, sto dicendo che purtroppo gli hooligan che lasciano lattine di birra vuote e la carta dei panini nelle aiuole non esistono solo nel mondo analogico, ma anche nel mondo digitale – e che sono in molti a lamentarsene.
    Pare però non si sia ancora trovata una soluzione.

    Lungi da me accusare di qualsivoglia qualsisasità chicchessia.

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