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Visitate il Regno Yamatai!

9 commenti

Gli appartenenti alla mia generazione ricorderanno certamente la vecchia serie di cartoni animati incentrata sulle imprese di Jeeg, storica serie d’animazione giapponese (all’epoca non sapevamo ancora che si chiamavano “anime”) nella quale un tizio che sembrava Little Tony si tramutava in un robottone per debellare le orde del Regno Yamatai agli ordini della popputissima regina Himika.

La versione revisionista dei fatti esposta dalla bionda nel filmato qui sopra rimane piuttosto discutibile.

Fortunatamente, per chi oggi volesse conoscere i fatti reali relativi al Regno Yamatai, consultando tanto le fonti cinesi originali quanto una summa aggiornata delle principali scuole archeologiche, non sarebbe più necessario più affidarsi a caroni animati e fumetti.
È infatti finalmente disponibile presso le migliori librerie (online – ad esempio il solito Amazon), il polposissimo Japan in Five Ancient Chinese Chronicles: Wo, the Land of Yamatai and Queen Himiko, dotto studio di Massimo Soumaré sull’argomento, pubblicato dalla Kurodahan Press.
Come dicono quelli che se ne intendono…

Japan in Five Ancient Chinese Chronicles is a stimulating and valuable investigation into the earliest periods of Japanese recorded history. Archaeological finds from Japanese tombs can be better understood by combining Japanese historical resources such as the Kojiki and the Nihonshoki with precise dating of the Chinese dynastic histories. Massimo Soumaré’s original research sheds new light on formerly obscure aspects of intercultural exchange, and contributes to our knowledge of the whole of Eastern Asia.

E ancora…

Although there are many works covering important dates and discussing how various cultural and other elements entered Japan, until now there has never been a comprehensive study of how the Japanese (the “Wo”) were viewed by the Chinese in ancient times. Independent Italian scholar Massimo Soumaré corrects this imbalance with Japan in Five Ancient Chinese Chronicles.

Non un libro sui cartoni animati, quindi, ma un serio studio storico, unico nel suo genere per molti versi, molto ben documentato e riccamente illustrato, che riproduce anche le fonti originali.
Non ci troverete robottoni d’acciaio o altra lega, o magli perforanti.
Ma tutto il resto c’è.
La Regina Himiko ed i suoi consiglieri.
Il Regno Yamatai.
I misteriosi reperti archeologici.
Le tombe a tumulo.
La Campana di Bronzo.
Gli antichi rituali.

A quaranta dollari per trecentocinquanta pagine, il volume non è proprio a buon mercato.
Ma d’altra parte, non ci sono serie alternative, e il volume vale fino all’ultimo centesimo speso per procurarselo.
Scritto con un taglio divulgativo, e diretto a tutti coloro che abbiano un interesse per la storia antica o per l’Estremo Oriente, il volume non dovrebbe spaventare i lettori “non specialisti”.

Sì, lo so, è in inglese.
Ma si tratta di un inglese meravigliosamente leggibile, mirabilmente tradotto con cura e attenzione dall’originale italiano che mai da noi vide le stampe.
Credetemi.
Vale ogni centesimo.

NOTE:
1) sì, l’ho tradotto io.
2) perché è in inglese e non in italiano? Chiedetelo ai vostri amici editori…
3) perché da noi si chiamava Himika mentre storicamente era Himiko? Probabilmente i traduttori del cartone animato temevano che, con un nome in -o, i giovani virgutlti nazionali potessero pensare che la popputa biondazza armata d’ascia fosse un travestito…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Visitate il Regno Yamatai!

  1. Eh… Solo il capitano del Nautilus fa pronostici nel proprio paese
    (o almeno, la frase giusta in latino suonava più o meno così)

  2. Riguardo al punto 3), diamo a Go quel che e’ di Go. Il nome Himika l’ha utilizzato lui probabilmente per evitare critiche da archeologi e studiosi vari (gente notoriamente agguerrita). Insomma, cosi’ poteva dire: “Io? Mai parlato di Himiko!”… ^^

  3. @and
    O come si suol dire, cogli la carpa.

    @Massimo
    Diavolo di un Nagai!
    Ed io che ho subito dato la colpa ai nostri poveri traduttori…
    Però Hiroshi somigliava davvero a Little Tony!

  4. >Però Hiroshi somigliava davvero a Little Tony!
    Gia’. Somiglianza sospetta…

    E tanto per restare “goliardicamente” in tema…

  5. Ah, il famigerato restyling di Himiko/Himika per compiacere i gusti dei giovanissimi…
    Non c’è che dire – questa gente sa davvero come catturare l’attenzione del pubblico.

    Io lo dicevo che invece dello specchio, in copertina dovevamo metterci… 😛

  6. Hai detto che LUI somigliava a Little Tony e che LEI era popputissima (che poi mica comandava lei eh ma ok) che può anche essere vero ma non si dice per rispetto ai Regni e cose così.
    Ora LUI non ti proteggerà quando LEI verrà.
    Auguri…

  7. Non mi preoccupo – io sono protetto da Little Tony.
    Quello vero.

  8. Ooooooooooooo è uscito, mi ricordo quando era in fase di scrittura…complimenti a Massimo!

  9. Uhm, avrebbe aumentato le vendite, eh? ^^
    Magari anche per ALIA… (ma abbiamo forti opposizioni alle poppute!)

    @ Elvezio
    Little Tony VS Himiko… Cielo, lo scontro del secolo!

    @ Stefano
    Grazie. E’ stata una long way!!!

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