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Il primo libro dell’anno

4 commenti

Uno dei lati divertenti del vivere ora in una casa disposta su due piani, è che è possibile tenere un libro “aperto” al pian terreno (zona giorno) ed uno “aperto” al primo piano (zona notte) ed avere così due titoli da leggere nel tempo libero.
Non è proprio come tenere tre o quattro libri aperti sulla scrivania e leggerne una trentina di pagine ciascuno per volta, come faceva Nero Wolfe, ma è un inizio.
Carl Sagan's Cosmic Connection
Il primo libro dell’anno è il libro del pianterreno – Carl Sagan’s Cosmic Connection, la ristampa/agiornamento del vecchio Cosmic Connection, pubblicata da Cambridge.
La solita biblioteca americana ha deciso di liberarsene, ed il volume è arrivato sul mio scaffale, per far compagnia agli altri libri di Sagan.
Ed è curioso, e vagamente sinistro, che un libro di Carl Sagan, che tanto ferocemente si batté nei suoi ultimi anni contro l’impoverimento della cultura scientifica negli Stati Uniti, mi capiti fra le mani a prezzo stracciatissim proprio perché una biblioteca ha deciso di disfarsi di alcune scaffalate di testi scientifici…

Una nota a margine.
Quando X-Files esplose sui teleschermi di tutto il mondo, vennero stampate delle magliette nere con la scritta “I Want to Believe” – dalla dicitura del famoso poster nell’ufficio di Fox Moulder.
In capo a pochi mesi venne messa in circolazione una maglietta alternativa, bianca, con la scritta “I Don’t Want to Believe – I Want to Know!”
A differenza della maglietta ufficiale, la si può reperire ancora oggi.
Era firmata da Carl Sagan.

Sagan scrisse Cosmic Connection nel 1973.File:Pioneer plaque.svg
Prendendo le mosse dalla missione Pioneer 10 – con il suo famoso carico di artefatti culturali terrestri e il messaggio ad una eventuale civiltà spaziale – Sagan percorre in capitoli rapidi e francamente divertenti i temi della vita nell’universo e sulla Terra, dell’esplorazine spaziale e della colonizzazione del sistema solare, della comunicazione e della trasmissione delle informazioni attraverso lo spazio ed il tempo.
Lo scopo è quello di mostrare le potenzialità e stimolare la curiosità del lettore.
E il volume era destinato a quella generazione di lettori – la mia, a ben guardare – che erano cresciuti col programma spaziale, ed ai quali era stato promesso un futuro spaziale.
E non spaziale nel senso di “Wow! È spaziale!”
Spaziale nel senso di colonie orbitali nei punti lagrangiani entro il 2005, basi sulla luna, navi in viaggio verso il Pianeta Rosso…

Poi, ora lo sappiamo, qualcuno decise che sarebbe stato molto, ma molto più divertente guardare la televisione, ed il programma spaziale andò a farsi benedire.
Cosmic Connection quindi rimane un testo che emoziona, ma del quale le biblioteche tendono a disfarsi, probabilmente per far spazio ad infinite saghe di vampiri adolescenti e libri sulla fine del mondo nel 2012.
Degli oltre venti titoli “fondamentali” nella produzione divulgativa di Carl Sagan, solo quattro sono stati tradotti in Italiano.

Ciononostante, l’Università di Cambridge ne ha prodotta una edizione aggiornata, con contributi di Freeman Dyson, Ann Druyan e David Morrison.
E il libro rimane straordinariamente lontano dalle diverse operazioni nostalgia che ci si sarebbe potuti aspettare.
E mentre Sagan ci intrattiene con una visione del destino dell’uomo nello spazio che non è necessariamente perduta, ma solo rimandata, Freeman Dyson trova il tempo per illustrare quanto la NASAdisattese le aspettative di Sagan e dei suoi contemporanei, anteponendo la politica alla scienza, e Ann Druyan si concede un momento di rabbia assoluta rivolta a quella comunità scientifica che emarginò Sagan perché “si dedicava eccessivamente alla divulgazione”.

Un libro eccellente, insomma, personale ed universale al tempo stesso.
Uno spettacolare promemoria su quali siano le priorità, specie per chi ha deciso di fare della scienza la propria professione.

Il primo libro dell’anno.
Un buon modo per cominciare un nuovo decennio.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

4 thoughts on “Il primo libro dell’anno

  1. Ciao, è la prima volta che commento, ma mi è capitato più volte di leggere il tuo interessante blog, essendo oltretutto uno studente di fisica con la passione per la fantascienza e un debole per Sagan, di cui ricordo l’ottimo Contact. Buon inizio di decennio…

  2. Bentrovato, Giuseppe.
    E grazie per la preferenza accordataci, come dicono quelli seri.

    Buon inizio decennio anche a te!

  3. Solo quattro? Pensavo di più. Temo che “quella comunità scientifica” sia molto rappresentata dalle nostre parti.

  4. Quattro titoli di divulgazione e un romanzo.

    Sagan domandava, nella sua ultima intervista, come può una civiltà tanto dipendente dalla scienza quanto la nostra prendere delle decisioni se la maggioranza dei cittadini ignora la scienza?
    Già, come può?

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