strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

I miei argomenti sono più rischiosi dei tuoi

2 commenti

Una volta conobbi una ragazza che aveva parecchi argomenti dannatamente rischiosi.
Ma non sono qui oggi per parlare della mia vita sessuale.
Questo è uno strano pezzo, trattandosi di un incrocio mortale di un pork chop express con una Top Five, passando per una nuova performance del mio sempre più quotato Piano Bar del Fantastico.
Aspettatevi l’inaspettato.

La pietra dello scandalo è naturalmente la frase comparsa nei commenti di un post di qualche giorno fa:

scrivere di giochi di ruolo e romanzi di fantascienza è certamente meno rischioso

Che è una colossale idiozia, quale che sia l’alternativa rischiosa proposta sulla quale scrivere anziché di fantascienza e GDR.
Immagino che roleplayer là fuori si siano fatti una gran bella risata, e posso solo immaginare la scrollata di testa dei lettori di fantascienza.
E questo non solo perché – come ben sanno i frequentatori del gioco e del genere – a parlar male di GURPS o del Capitano Kirk si rischia spesso di incorrere in danni ben più gravi di un po’ di sciocco trolling da parte di qualche importuno con la pretesa che gli altri parlino di ciò che vuole lui o tacciano.

Cominciamo coi giochi
Per giocare bene – come giocatori o come master – è assolutamente indispensabile avere il coraggio di correre dei rischi.
Nel partecipare al gioco, nel mettersi in gioco, nell’accettare certe sfide.
I personaggi devono correre dei rischi – affrontare il cattivo, battersi contro forze soverchianti, leggere libri garantiti per mandare in pappa il cervello dei migliori, aprire la porta senzaprima cercare trappole, bruciarsi l’ultimo clone per soddisfare le richieste del computer, ergersi contro l’Impero, sottrarre l’antico artefatto ai Nazisti (io la odio questa gente), balzare fra le fauci della vipera assassina armati solo di un pugnale…
Chi gioca conosce bene la colossale, inamovibile, spiacevolissima cappa di ennui che cala sul tavolo quando i giocatori decidono che, no, non andranno a vedere che fine abbia fatto lo Zio Mortimer, da qualche parte nelle paludi della Louisiana per documentare il suo ultimo saggio di antropologia…
Il gioco muore.
E il master deve sviluppare e condurre l’avventura in modo che non solo intrattenga e diverta i giocatori, ma anche che si avvicini il più possibile all’area di disagio dei giocatori, all’intimo, al privato, al profondamente sentito.
Se manca questo elemento di personale coinvolgimento, la partita può essere molto interessante, ma non sarà mai memorabile.

Il che vale, naturalmente anche e soprattutto per la narrativa d’immaginazione.
Per la fantascienza.
Immaginare il futuro, naturalmente.
Immaginare la ricaduta sociale dello sviluppo tecnologico, le conseguenze psicologiche del confrontarsi con la vastità dello spazio…
I temi sono infiniti.
Ma anche e soprattutto affrontare idee scomode, rischiose, pericolose.
E si potrebbe addirittura arrivare a sostenere che l’unica, importante regola della buona narrativa d’immaginazione (che poi sia fantascienza, fantasy o orrore, o uno qualsiasi dei sottogeneri interstiziali) è “racconta qualcosa di pericoloso”.
Pericoloso nel senso che deve andare contro alle aspettative.
Deve coinvolgere il lettore ma non blandirlo.
Deve prenderlo in contropiede, al limite infastidirlo, ma al contempo afferrarlo con una forza sufficiente da obbligarlo a continuare a leggere.
Deve essere diverso e significativo.
Il fatto che un’idea pericolosa debba essere centrale alla narrativa d’immaginazione potrebbe andare contro le aspettative di coloro che etichettano questa narrativa come “escapista”, “consolatoria” o “di puro intrattenimento”.
E queste anime semplici, davanti all’affermazione che il pubblico del fantastico non è un pubblico di imbecilli in cerca di un brividello a buon mercato, sarà probabilmente rapido nel concludere che gli appassionati della fantascienza, del fantasy e dell’horror siano allora dei masochisti.
Chi, se non un masochista pagherebbe un libro – o ruberebbe un libro! – capace di infastidirlo, disorientarlo, attaccare le sue convinzioni e puntare a produrre un certo disagio?
Una persona intelligente, tanto per dire.
Perché a nessuno piace sentirsi raccontare sempre la solita storiella che conferma come questo sia il migliore dei mondi possibili.
No, davvero – le storie rassicuranti non piacciono a nessuno.
Un sacco di gente è abituata alle storie consolanti.
Si accontenta delle storie consolanti.
È troppo pigra per scegliere qualcosa di più difficile di una storiella consolante.
Ma toccate le corde giuste, ed anche il più stracco fan di “Friends” potrebbe farsi prendere da una storia basata su un’idea pericolosa.
Anche il sultano sente la necessità di indossare stracci bisunti e farsi un giro per le strade del bazar, una volta ogni tanto.
Lo diverte.
E scopre che lo rende migliore.

Vediamo quindi una personale Top Five.
Cinque Romanzi di Fantascienza costruiti su idee pericolose.
Escludiamo inpartenza Dangerous Visions, di Harlan Ellison – antologia costruita sull’esplicita richiesta agli autori partecipanti di scrivere storie basate su idee pericolose.
Vediamo cinque titoli.
Più un outsider.

Ah, già – come al solito, il campo è talmente vasto e multiforme, che difficilmente due lettori darebbero liste uguali.
Simili, magari…
E poi, ciò che è pericoloso per me, potrebbe non esserlo per voi.
O viceversa.
Datemi le vostre alternative nei commenti, e discutiamone.

Ed ora, non in un ordine particolare…

Autore: Norman Spinrad
Titolo: Pianeta Sangre
Idea pericolosa: chiunque nelle condizioni adatte può esprimere il peggio assoluto
Idea pericolosa bonus: le rivoluzioni corrompono chi le fa
Punti extra: per riuscire a far deragliare orribilmente l’idea classica di Jack Vance, sul pianeta colonizzato da una minoranza eccentrica (in questo caso, un culto di sadici).
La scelta ovvia dall’opus spinradianum sarebbe ovviamente The Iron Dream, ma Pianeta Sangre mi è rimasto più impresso, probabilmente perché è impossibile cercare di disinnescarlo con l’ironia.
La trama in breve – un ex dittatore in fuga, con la sua amante e ilsuo guardaspalle, arriva su un pianeta periferico con abbastanza droga e armi da riuscire a fomentare una rivoluzione coi fiocchi. Ma ciò che trova è molto molto peggio di qualsiasi cosa lui potrebbe mai fare.

Autore: Ken MacLeod
Titolo: The Stone Canal
Idea pericolosa:  il libero mercato uccide
Idea pericolosa bonus: le persone con cui hai scopato al liceo cambieranno la storia
Punti extra: per essere una grande storia avventurosa con un sacco, ma proprio un sacco, di idee hi-tech, ed un sacco di politica. E lo spazio.
Mi piace Ken MacLeod, e The Cassini Division è una lettura esilarante – ma Stone Canal rimane l’esperienza più radicale, per ciò che mi riguarda, tanto delle sue capacità narrative, quanto delle sue posizioni politiche e filosofiche.
La trama in breve: Dave Reid, che diventerà un portavoce della destra ultracapitalista e Jonathan Wilde, che diventerà una figura centrale del mobvimento neo-anarchico-libertario, sono amici, reciproci sostenitori, e amano la stessa donna. E un giorno dovranno affrontarsi.

Autore: M. John Harrison
Titolo: The Centauri Device
Idea pericolosa: la civiltà è sopravvalutata
Idea pericolosa bonus: non esistono ideologie valide
Punti extra: per essere breve, cattivo e profondamente disturbante.
In realtà qualsiasi cosa dal catalogo di M. John Harrison andrebbe bene in questa lista, ma il più verrebbe schedato come fantasy, quindi per ora niente.
La trama in breve: John Truck è l’ultimo dei Centauri, e può quindi utilizzare il Centauri Device, l’arma più potente dell’universo. Non che lui ne abbia alcuna intenzione, ovviamente… ma un sacco di gente è pronta a tutto pur di fargli cambiare idea.

Autore: Daniel Keyes
Titolo: Fiori per Algernon
Idea pericolosa: l’intelligenza è sopravvalutata
Idea pericolosa bonus: anche la scienza
Punti extra: per essere scritto benissimo, ed un pugno nello stomaco assoluto.
Non ho unafrequentazione assidua di Keyes, ma Flowers for Algernon è il classico dei classici,e merita la sua fama.
La trama in breve: Charlie Gordon è un idiota che diventa un genio.
Poi Charlie Gordon è un genio che diventa un idiota.
E non è una commedia.

Autore: Arthur Byron Cover
Titolo: The Autumn Angels
Idea pericolosa: siete troppo stupidi per capire
Idea pericolosa bonus : le vostre vite non hanno significato, le vostre identità neanche
Punti extra: per le idee malsane, i riferimenti alla cultura popolare e tutte le parti sconce.
Romanzo misconosciuto e di difficile reperimento, che vale ogni minuto spesoper procurarselo ed ogni istante passato a leggerlo. Ed il sequel, An East Wind Coming.
La trama in breve: gli alieni non sono arrivati in tempo per evitare l’annichilimento dell’umanità, ma hanno reso immortali i sopravvissuti. Che sono impazziti. O forse il loro è un espediente per non impazzire… Ma ora, il Demone, l’Avvocato e il Ciccione hanno deciso di dare una scossa a questo eden surreale.

Outsider:
Serenity, di Joss Whedon – perchè è un film, non un romanzo, e perché io sono un Browncoat, e il mio giudizio è inaffidabile.
Idea pericolosa: qualunque azione intrapresa da una struttura di potere non ha alcuna moralità
Idea pericolosa bonus: non necessariamente la fazione che ha perso era quella che aveva torto
Punti extra: per i Reavers, e la battaglia spaziale… e River Tam… e tutto il resto, davvero.
La trama è nota, il film è disponibile – affittatelo, guardatelo, poi andate a comprarvi una copia del DVD…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “I miei argomenti sono più rischiosi dei tuoi

  1. Arthur Clarke una volta scrisse che la fantascienza è l’unica vera droga capace di dilatare la mente…

  2. E infatti, proprio il giorno della Befana ultimo scorso, un gruppo biblico ha pensato bene di mettere in guardia i suoi frequentatori nei confronti della malapianta della fantascienza – un genere che promuove l’ateismo e corrompe i giovani.
    Fra gli esempi forniti: Asimov, Clarke & Heinlein (la trimurti della fantascienza classica), Gene Roddenberry (non si sfugge al capitano Kirk!) e Kurt Vonnegut.
    Più Carl Sagan, poveretto.

    http://wayoflife.org/files/2fd19aa02a25c87c4946a653a20f1344-486.html

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