strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Bancarella globale

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Leggere è un vizio costoso.
Lo è sempre stato, ma negli ultimi anni siamo arrivati all’eccesso – forse percepito con maggior forza perché (per lo meno ad una osservazione superficiale) all’aumento dei prezzi è corrisposto un crollo nella qualità dell’offerta.
Mai come ora urge un pork chop express librario.

La prima, principale essenziale risorsa per leggere a buon mercato è il nostro amichevole libraio locale.
In primis, perché a differenza del supermarket, il vostro amico libraio può procurarvi testi poco noti di case editrici minuscole e sperdute.
E se è un galantuomo, vi offrirà qualche tipo di promozione.
E saprà di cosa parla quando parla di libri.
Conosco una libreria che addirittura ritira e rimborsa i libri reputati illeggibili da acquirenti avventurosi.
Support your friendly local bookseller.

Certo, i libri usati costano meno dei libri nuovi.
Tocca battere le bancarelle – seconda essenziale fonte di libri a basso costo.

Al primo anno di liceo, molti, molti anni addietro, mosso dall’altruistico e malaugurato desiderio di risparmiare alla mia famiglia un salasso per i libri di testo, insistetti per avvalermi dei libri “in prestito d’uso”.
Mi venne rifilata unapila di cartastraccia in condizioni vergognose.
Libri senza più copertine, con pagine stracciate o mancanti, interi paragrafi illeggibili per gli scarabocchi, figure trasformate in vignette irrimediabilmente oscene, e quell’aspetto sfatto e molliccio che ha la carta sfibrata dai troppi abusi.
Basterebbe un’esperiemnza del genere per allontanare chiunque dal libro usato.
Tuttavia, le ristrettezze economiche tipiche degli anni dell’università mi hanno riconciliato con i libri usati reperiti sulle bancarelle – un’esperienza sociale, oltre che culturale, quella di frugare fra pile e pile di libri usati per ritrovare una copia quasi in perfette condizioni di un vecchio saggio sulla peste in Europa, o una racclta di articoli sui rituali vudù haitiani o, molti anni dopo, qualche volumedella Fantacollana miracolosamente scampato alle macine del riciclatore.
I libri usati hanno una loro dignità, se non sono passati per le mani di ottentotti ottenebrati.
Hanno un carattere, una personalità, copertine rugose come le facce di vecchi contadini.

Ma tutto considerato, la risposta radicale ai costi del vizio di leggere, oggi come trent’anni or sono, quando anche le bancarelle dell’usato ci abbandonano, rimane la solita – leggete in inglese.
I libri costano meno.
C’è più varietà.
E leggendo in una lingua straniera i libri – per lo meno per il primo annetto – dureranno di più.

Leggere in inglese significa – a meno che non abitiate in unagrande città con unalibreria internazionale molto ben fornita – usare internet.
Amazon è la prima fermata.

Facciamo un esempio.
Il dieselpunkish Manuale di Investigazione, di Jedediah Berry – uno degli ultimi libri che ho acquistato in italiano – costa 19 euro nell’edizione Adelphi.
È un brossurato.
L’edizione paperback in originale, attraverso Amazon.fr, costa poco meno di dieci euro – ai quali ne aggiungiamo tre di spese di spedizione.
Il risparmio rimane del 30%.

Al risparmio aggiungiamo la possibilità di apprezzare il linguaggio dell’autore non filtrato dall’opera del traduttore.
Miglioriamo il nostro inglese.
E ci sentiamo dire “Ah, ma lei legge in lingua!” dai superiori in ufficio (è successo).

Ma è un po’ più complicato di così.
Vediamo di mettere giù qualche regola di campo.

Primo – di che libro stiamo parlando?
Ad un capo dello spettro, se si tratta dell’ultimo romanzo o saggio del vostro autore preferito, è probabile che lo vorrete al meglio – nuovo, a prezzo ragionevole ma non necessariamente stracciato.
Al capo opposto, se si tratta di untitolo “proviamo a vedere se quello che ne dicono è vero”, vorrete spendere il meno possibile, e non baderete troppo alla forma.
Al limite, dovesse trattarsi del libro che vi cambia la vita, ne ordinate una copia extralusso per il vostro altarino personale…

Concentriamoci sul libro “proviamo a vedere…”
Amazon.com e tutte le sue incarnazioni locali offrono prezzi alternaivi alla voce Used & New from…
A questo punto, possiamo fare tutta una serie di giochini.

Vediamo… mi hanno parlato molto bene di John Scalzi, autore di fantascienza quotatissimo ma che non ho mai letto.
Old Man’s War è il suo titolo più popolare.
Faccio un giro da Amazon…
In prima battuta, scelgo Amazon.fr – prezzi in euro, e niente dogana, essendo una spedizione intercomunitaria.
Amazon.fr mi offre
Broché – il paperback in formato trade, due diverse edizioni a poco più di otto o nove euro, piùla spedizione.
Poche – il mass market paperback, per cinque euro
Ci sarebbe anche il Relié – rilegato rigido – ma risulta fuori catalogo e disponibile solo tramite rivenditori esterni.
E allora vediamoli, questi rivenditori esterni.
Il rilegato rigido, nuovo, da fonti terze, viene poco meno di 26 euro (più spese di spedizione); usato, quasi 28.
Il prezzo elevato mi lascia supporre che si tratti di un buon libro, e magari di un’edizione vagamente collezionabile.
Il trade paperback oscilla fra i 2 ed i sette euro nuovo, tra 1 e 3 euro usato.
Il mass market paperback viene uno e cinquanta nuovo, uno e venti usato.
La scelta, trattandosi di un esperimento, è abbastanza ovvia – a uno e cinquanta, posso prendermi il mass market nuovo (non sono trenta centesimi che mi ammazzano).

Ma, ma, ma…
Il rivenditore che mi offre il mass market a 1.51 non spedisce in Italia.
La miglior offerta per un mass market paperback di Old Man’s War è a 1.57.
Non una grossa differenza.
Io però decido di ordinare la copia a 2.26 euro.
Perché?
La copia a 1.57 mi viene spedita dagli USA – pago quasi dieci euro di spese di spedizione, e rischio di dover pagare le tasse d’importazione. Inoltre, aspetto qualcosa come un mesetto per la consegna.
La copia a 2.26 arriva dalla Gran Bretagna – paga 4 euro di spedizione e arriva senza tasse extra in due settimane.

Il che significa che alla fine la mia scelta è fra
acquisto da amazon – 5,05 + 3 = 8,05 euro, una settimana di attesa.
acquisto da esterno – 2.26 + 4 = 6,26 euro, due settimane di attesa.

Non poi questo risparmio meraviglioso.

C’è però un altro libro che devo leggere assolutamente – Lonesome Dove, di Larry McMurtry.
Il perché è una storia lunga.
Una copia nuova viaggia attorno ai sei euro.
Ma se vado sull’usato, un paperback spedito dalla Francia mi costa 20 centesimi.
Non c’è storia.
Qui tocca valutare lo stato dell’usato

  • Accettabile
  • Buono
  • Molto buono
  • Come nuovo

Ovviamente, meglio copie come nuove che copie accettabili…
Ma… se ci fosse una copia accettabile per 1 centesimo?
In fondo devo leggerlo, no… mica invitarlo fuori a cena.

Proviamo con la saggistica.
Ho appena consigliato sul blog dai confini del mondo l’eccellente “No Turning Back”, di Richard Ellis.
La pessima notizia: è fuori catalogo.
La buona notizia – per due euro posso avere il rilegato rigido di lusso, come nuovo.
La cattiva notizia – o lo faccio arrivare dagli USA o niente.

Non è una formula – è una forma di caccia: bisogna battere diversi rivenditori, pazientare, tenere gli occhi aperti.
In fondo, questo aggiunge unadimensione al divertimento di leggere.
Un po’ come era divertente frugare fra le bancarelle…

A questo punto, un paio di precauzioni.
Verifichiamo il rating del venditore.
Se non ha almeno quattro stelline e un migliaio di rating, non mi impegno con un rivenditore esterno per più di un euro.
È anche una buona idea leggere la descrizione del volume che volete ordinare.

Passando per Amazon, gli acquisti sono ragionevolmente sicuri.
Usare una carta prepagata col minimo indispensabile caricato aiuta ad evitare truffe (è una giungla là fuori), o per lo meno a limitarne i danni.

Restando in tema di libri usati.
Il numero di copie disponibili usate vi dà un’idea della popolarità del titolo – e viceversa.
È insomma più facile trovare un best seller a prezzo stracciato e in buone condizioni, che un’edizione a bassa circolazione.
Non è vero che i libri belli non vengono svenduti – tra smantellamento di biblioteche, cessione di fondi di magazzino e quant’altro, è possibile che titoli interessanti in condizioni eccellenti compaiano con uancerta regolarità.
Se avete un titolo in mente, e non avete fretta, studiate il mercato per qualche settimana, e qualcosa verrà fuori.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Bancarella globale

  1. Pingback: Bancarella globale « strategie evolutive

  2. Avete letto il 34378esimo post di Mana rubato a ME (ah no lui la chiama ispirazione, vero) e non mi paga mai nulla ma nemmeno un gianduiotto a questo punto immagino che gli altri post quelli che non riconosco come MIEI saranno di altri cui lui avrà rubato, deve essere una pratica ZEN sicuramente…

    🙂 (metto la faccina perché magari passa uno che non ci conosce e ti denuncia davvero, in più il Mana mi ha regalato un libro sia tramandato ai poster)

    Seriamente, invece, ottimo articolo, mi sentirei di aggiungere che si possono quasi trascurare le spese se le si distribuiscono su un po’ di copie e non si pren de un singolo volume…

  3. Ragazzi, so che l’articolo di Davide è un “Primi passi”, ma io vado oltre perchè la risposta di Elvezio mi fa nascere una curiosità.
    Ok (per Amazon e altri) la tecnica di spalmare le spese di spedizione su più articoli, ma questo vale per i nuovi. Per gli usati, la sempre meno amichevole (vedi pasticciaccio con Macmillan-TOR) Amazon:
    – ti fa pagare lo shipping pieno per ciascun articolo;
    – non c’e’ un dannatissimo modo per contattare il venditore direttamente e mettersi d’accordo sulla spedizione multipla.
    La curiosità è se da vecchi volponi avete trovato il modo di aggirare queste limitazioni.
    Elvezio addirittura nei suoi post fa l’aristocratico e lo shipping non lo considera mai… 🙂

  4. Ervé, sull’usato sono i singoli venditori a spedire ed è generalmente improbabile trovare più titoli presso uno solo per risparniare sulle spese.
    Non necessariamente solo per l’usato/moderneriato (i report includono l’opzione per il nuovo, spulciando di tutto da Amazon in giù fino ai bookstores passando per Abe, Alibris, Biblio e compagnia), ci sono risorse come questa, almeno per confrontare diffusione, disponibilità e prezzi/spedizione:
    http://www.bookfinder.com/

  5. Quanto amo questi post libreschi da bancarella stagionale! Quasi quasi oggi faccio un salto in piazza V Giornate a spulciare tra le ingiallite copertine del carrettino dell’usato…
    Sull’onda dell’entusiasmo digitale sto vagando tra un e-shop e l’altro in cerca di eBook a prezzi accettabili: Books on Board non è male, qualche giorno fa ho acquistato A Choir of Ill Children di Tom Piccirili a € 4,92, ovvero 3,61 euro al cambio attuale.

  6. Fermo restando che concordo pienamente sulla dignità dell’usato ed in generale sulla tendenza del risparmio (che descritta come hai fatto tu, sembra quasi divertente, una sorta di “Indiana Jones alla ricerca del libro perduto”), dissento sul fatto che la lettura sia un vizio costoso.

    Per misurare il costo della lettura bisogna paragonarla ad un’altra forma d’intrattenimento. Se prendiamo, per esempio, cinema e videogioci (i competitor della lettura) il primo ha un costo superiore perchè un libro tipicamente comporta 15/20 ore di intrattenimento contro le sole 2 ore di un film, quindi se volessimo calcolare il “divertimento orario” la lettura avrebbe la meglio anche in caso di libri costosi. Se poi consideriamo il cinema in teatro, il vantaggio della lettura è ancora più evidente (il biglietto non è riusabile). Stessa cosa per i videogiochi, costano molto più di un libro e durano mediamente 10/15 ore, con il difetto che probabilmente fra 5 anni non avranno più mercato obsolescenza dell’hardware, mentre un libro di 50 anni si legge ancora benissimo 🙂

    Certo se uno legge 100 libri all’anno, o li acquista per collezionismo, la spesa anche in valore assoluto è rilevante, ma questo vale anche per il resto.

    Può sembrare un bieco discorso utilitaristico ma secondo me la lettura, considerando anche tutti i benefici culturali annessi, nonchè lo stimolo all’immaginazione, è ancora la forma di intrattenimento più economica.

  7. Io mi sono sempre trovato bene proprio con i singoli rivenditori ma adotto questa tecnica:
    Cerco un titolo che mi interessa MOLTO, identifico il rivenditore migliore (più e meno con le tecniche date da Mana) e cerco da lui qualche altro titolo che possa interessarmi anche se meno: presso i rivenditori più grossi ne trovo sempre e il gioco è fatto…

  8. Sono on the road, quindi rispondo in brevissimo.

    . Elvezio – ti devo una pizza.
    . Grazie a tutti pr gli ottimi commenti.
    . quando parlo di vizi costosi, paragono la lettura ai normali vizi di un gentiluomo: le ballerine di rivista, le corse dei levrieri e la buona cucina 😉
    . in effetti leggo più di cento libri all’anno.

    Il resto dopo.

  9. Pizza nel senso romano di schiaffone, già lo so…

  10. Trovato ieri in una bancarella in Pta.Venezia un Robert McCammon d’annata: “Loro attendono”, edizioni Mondadori del 1996, a 1.50 euro.
    Me ne sono andando gongolando come se avesse comprato un pozzo di petrolio da un ingenuo pastore kirghiso.

    W le bancarelle, ancor più preziose di ebay e affini.

  11. Riuscirò mai a trovare una versione italiana di “Tau Zero” di Poul Anderson prima che i terminator si ribellino?

  12. Ottimo post!
    La mia strategia è molto simile alla tua. La differenza sostanziale è che non vivendo in una grande città non c’è tutta ‘sta disponibilità di bancarelle e libri usati.
    Per quanto riguarda gli acquisti on-line oltre ad Amazon ho iniziato ad usare da qualche tempo Abe Books. Il procedimento di ricerca e acquisto è analogo però la ricerca tra i vari rivenditori m’è parsa più semplice. Soprattutto nel momento in cui, come scrive anche Elvezio, trovato il testo che stiamo cercando vogliamo provare a spalmare le spese di spedizione su più volumi.
    Su Amazon questo procedimento è piuttosto lungo e laborioso, su AbeBooks leggermente più agevole.

  13. Abe Books, così come Better World Books (che vende libri usati per finanziare scuole e biblioteche) sono fonti eccellenti.
    Il mio post era una semplice introduzione.
    Per chi bazzica il fantastico, Fantasticfiction.co.uk (spero di ricordarlo giusto) è una risorsa molto interessante – immaginate il Catalogo Vegetti che oltre a trama e copertina, per ogni romanzo (o quasi) vi segnala la reperibilità in nuovo ed in usato…

  14. Bellissimo il sito Fantasticfiction, uno dei miei preferiti…

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