strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Occhi d’Insetto

17 commenti

OK, piano bar del fantastico – pezzo a richiesta, qualcosa sul nostro vecchio amico, il BEM, il bug-eyed monster, ilmostro dagli occhi d’insetto.
Questa è per IguanaJo, e per Consolata Lanza.

Ora, il BEM è interessante.
Nell’immaginario del fantastico – non necessariamente nel fantastico, ma nel modo in cui il fantastico viene immaginato – rappresenta l’antagonista basilare dell’eroe spaziale.
È al contempo profondamente non-umano, ma anche terribilmente umano nei suoi desideri (sesso e violenza – esiste forse cocktail più umano di questo?)
È quindi un’immagine convenzionalmente speculare dell’eroe.
L’eroe è bello ed eroico.
Il BEM è verde, ha il cervello esposto, gli occhi d’insetto, le chele…
Spesso è comunista (si veda Ho Sposato un Mostro Venuto dallo Spazio) – o per lo meno è una metafora del pericolo rosso.
Arriva da Marte o “da un’altra galassia” (certo, come no) ma non è un Ultracorpo insinuante, un Klingon burino o uno scimpanzé evoluto che parla maledettamente troppo – è altro, ma è anche molto qualsiasi.
È intercambiabile.
Volete mettere al suo posto un uomo-rettile?
Cambierebbe qualcosa?

Però…
Ho detto “vecchio amico” – ma siamo poi sicuri?
Dice Wikipedia

Il mostro dagli occhi da insetto o BEM (dall’acronimo inglese Bug-Eyed Monster) è una figura convenzionale della fantascienza. Gli extraterrestri nelle storie di fantascienza degli anni trenta sono spesso descritti e rappresentati graficamente nelle riviste pulp come grottesche creature con occhi enormi o composti e animati dal desiderio di donne, sangue e distruzione generale.

Il mio dubbio non è dettato dalle presunte attività del BEM – perché chiamare vecchio amico uno che arriva, ti bombarda il pianeta e ti rapisce le donne è stiracchiare al limite lo spirito conviviale.
No, il mio dubbio è che, per quanto io abbia frequentato parecchia fantascienza anni ’30, di BEM ne ho conosciuti pochi.
E non ci ho potuto fare granché amicizia.

Vero, non ho mai bazzicato granché Doc Smith – e per quel che ne so, sull’Allodola dello Spazio i BEM erano la seconda razza più rappresentata.
Io viaggiavo piuttosto con autori come Hamilton, Bracket…
La Regina delle Catacombe Marziane non aveva occhi enormi e composti… fidatevi.
Le Medusae di Jack Williamson, d’altra parte, avevano dei grandi occhioni purpurei… ma non erano BEM.
Almeno, non credo.

Per cui il dubbio mi rimane che i BEM siano figure convenzionali della fantascienza per chi di fantascienza ne ha letta poca.
Sono probabilmente discendenti di certi brutti articoli scritti da H.G. Wells per le riviste scientifiche, negli anni ’20, in cui cercava di immaginare il vero aspetto dei marziani.
Forse i migliori BEM compaiono nelle storie di Frederic Brown – ma Brown ne faceva già un uso post-moderno.
Ci scherzava su.

Al cinema?
Certo, c’era il Mutante di Metaluna (da This Island Earth), che era parecchio BEM.
E per lo meno a giudicare dal poster del film, con le donne ci sapeva fare.
Era talmente BEM, poveretto, che i giapponesi ci si ispirarono per disegnare BEM, “lo spettro umano”, storica serie para-lovecraftiana cupissima che passò di frequente anche sui nostri schermi e rimane una leggenda, specie per chi non l’ha mai vista.
Poi naturalmente c’è il Gorn, quello che riempie di botte il Capitano Kirk in Arena (debole adattamento di una storia di Brown) – che ha gli occhi da insetto, ma fatti di carta stagnola.
E Greedo.
Duda-duda, Solo?
Povero Greedo – preso a pistolettate mentre faceva il suo lavoro, e per di più vittima del più bieco revisionismo lucasiano, che nella edizione definitiva di Star Wars edita la scena, in modo che Han Solo spari solo in risposta allo sparo del Rodiano, uccidendo perciò per legittima difesa.
Il che, Mister Lucas, significa chiederci di credere a due cose alle quali nessuno che conosca a fondo Star Wars crederà mai
a . che Han Solo non spari per primo sempre e comunque, a prescindere
b . che un rodiano sbagli la mira con un fulminatore a meno di due passi dal bersaglio, col bersaglio seduto… goffo ed erratico un corno di bantha, mister Lucas – io sono stato un rodiano (Fagen il Rodian, ero addetto alla sicurezza della corvetta Rilitto… uccidevo per denaro – per noi rodiani è una cosa culturale) e so come vanno certe faccende.
Ma certo, da uno che si inventa i midiclorian…

E quindi, anche con le grandi saghe della fantascienza cinematografica e televisiva, occhi-d’insetto significa antagonista – e sfigato.

C’è però un’eccezione che mi sento volentieri di citare qui, e che meriterebbe un post a parte – le storie del Settore Generale, di James White.
L’idea è semplice – un ospedale spaziale (immaginate Doctor House + Babylon 5), dove i medici devono di volta in volta affrontare emergenze mediche che spesso consistono nel definire cosa diavolo sia il paziente, in modo da poter poi capire cosa non vada in lui, e curarlo.
James White fu un grande autore di fantascienza, e un geniale inventore di razze aliene.
Tutto il campionario xenobiologico essenziale si trova nei dodici volumi del Sector General , che la ORB ha riunito pochi anni or sono in tre colossali omnibus che valgono tanto oro quanto pesano.
White fu anche autore dello splendido All Judgement Fled, un altro romanzo pieno di mostri alieni.
La pubblicazione di quel singolo romanzo, in un vecchio Urania, col titolo de L’Astronave del Massacro, da sola giustifica per quel che mi riguarda l’esistenza di Urania.
Le opere di White sono zeppe di BEM.
E sono tutto fuorché convenzionali.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

17 thoughts on “Occhi d’Insetto

  1. Call a me a literal-minded humorless US liberal, but it seems to me that the BEM is mostly displaced anxiety about colonialism/slavery. After all, when we went to distant places, what did we do? Enslaved the inhabitants, raped the women, destroyed the society. Naturally, travelers from space are going to do the same to us…

    I have to read these Sector General stories. Thanks for the tip.

  2. Hi, Jeff!
    Great take on the BEM – the BEM is us.
    It sort of figures… after all, it was H.G. Wells’ basic idea when writing War of the Worlds

  3. Traduzione per i non anglofoni 🙂

    Jeff fa notare come in fondo il comportamento del BEM sia lo stesso comportamento che noi occidentali abbiamo tenuto, in generale, come colonialisti – si devasta il devastabile, siviolentano le donne.
    Perciò, a ben guardare, i BEM siamo noi.
    Ci aveva già pensato H. G. Wells…

  4. Bel post, Davide. Da dove vengono allora i BEM? Forse il loro habitat naturale non è nè il cinema nè il racconto di fantascienza, ma le copertine dei pulp. Andrebbe fatta una bella ricerca.

  5. Fantastico! Mi è piaciuto moltissimo! La considerazione culturalmente antropologica 😉 su “I BEM siamo noi” è particolarmente attuale, a pensarci bene (per tacere del BEM comunista: I-M-P-A-G-A-B-I-L-E…) Grazie per il “pezzo” che ci hai offerto 🙂 Vedremo di ricambiare al prossimo giro 😉

  6. Grazie per il post a richiesta! (dove lascio la mancia?)

    Da parte mia tendo a concordare con Quiller: credo che i BEM siano un invezione grafica – perfettamente riuscita, tra l’altro – più che letteraria.
    Alla faccia di Darth Vader (che però in fondo con quel mascherone e un tocco di verde in più sarebbe stato un BEM perfetto), sono la migliore rappresentazione possibile del lato oscuro della forza: stessi appetiti umani, nessuna grazia nell’esprimerli.

  7. Sulla facenda delle copertine, anche lì credo sia più una convenzione che un dato di fatto – mostri tentacolati e strambi, a dozzine, ma occhi d’insetto? Pochi.
    Si tratta di un cliché – e come tale non deve corrispondere strettamente alla realtà.

  8. Queste cose mi appassionano in maniera francamente inappropriata 🙂
    Ho trovato che già nel 1939, tale Martin Alger scriveva alla rivista Thrilling Wonder Stories: “the cover inspired me to organize the SFTPOBEMOTCOSFP. (Society For The Prevention Of Bug-Eyed Monsters On The Covers Of Science-Fiction Publications.) Yours for complete novels and more civilized covers.”
    Gia allora non ne poteva più!

  9. Mah, è un po’ come quelli che scrivevano a Weird Tales perché c’erano troppe donne nude in copertina (in realtà, era poi circa una copertina su tre…)
    O Robert Bloch, che dice di non poterne più di Conan il Cimmero.

    ma faremo indagini.
    Bug-hunting, come si suol dire…

  10. Già, probabilmente la percentuale dei BEM è anche più bassa delle donne nude o dei calamari. Ma in effetti, e qui credo di interpretare correttamente il tuo pensiero, è probabile che quella del BEM sia un’immagine così potente da essere ingigantita e moltiplicata nell’immaginario, al di là delle reale frequenza degli avvistamenti…

  11. Cosa fai, mi ripassi la palla?
    Comunque sia, a parlar di mostri mi trovi sempre disponibile.
    I BEM poi, figuriamoci, io li adoro ancora oggi. Certo, col senno di poi fanno un po’ sorridere ma – diamine! – avevano anima.
    Che poi di veri BEM ce ne siano in giro pochi, è verissimo. Ma in fondo è un po’ la sorte che accomuna tanti mostri. Quanti “veri” vampiri rimangono oramai? Quanti “veri” zombie?

    A ogni modo, i pomodori assassini possono essere considerati a loro modo dei BEM? 😛

  12. Ah, McNab… io comincio a credere che di veri BEM non ce ne siano mai stati molti.
    Che siano una specie di meme infettivo, più immaginati che visti.
    E – altra fortissima impressione – che siano stati oggetto di parodia fin da subito.

  13. Io ringrazio sentitamente perché 1) leggere i tuoi post è sempre un piacere estetico ancora prima che abbeverarsi alla fonte della conoscenza 2) sono molto lusingata di essere stata un po’ destinataria di questo 3) sono contentissima di avere frequentato un BEM senza neanche sapere che cos’era, e per di più alla Rinascente.
    Perciò mi aggiornerò seguendo le tue indicazioni, e ciao.

  14. Ho fatto una piccola ricerca per capire da dove nasca il luogo comune dei BEM. Innanzitutto, per qualificarsi come tale il BEM non deve per forza avere gli occhi compositi da insetto, come a torto credevo: infatti ho scoperto che “bug-eyed” si può tradurre semplicemente come “dagli occhi sporgenti”. Ebbene, in effetti spulciando le copertine di “Thrilling Wonder Stories” (ad esempio qui http://www.oldsfbooks.com/tws.html) di mostri o umanoidi con occhio pallato ce ne sono parecchi in verità, tanto da convincermi che siano quel tipo di copertine la matrice del clichè. Probabilmente vendevano, un pò come i gorilla sulle copertine DC Comics anni ’60. E ora saluto, persuaso di avervi ammorbato a sufficienza.

  15. En passant, adoro l’inciso “Han Shot First”.

    Ho anche provato a sfogliare “Cose Da Un Altro Mondo” il catalogo della mostra “I Manifesti Del Cinema Di Fantascienza” al Museo Del Cinema di Torino, 2005 (caspita, una mitragliata di maiuscole).
    E anche li a BEM siamo scarsotti. Sarà un caso?
    Un grande uso di occhi: spalancati, spaventati, allucinati, su una faccia umana o galleggianti nello spazio, a raggi o traslucidi – ma occhi da insetto poco o nulla, e generici mostri con occhi sporgenti non c’è moltissimo.

    (P.S.: casomai riusciate a trovare il suddetto catalogo – allegato a La Stampa, quindi non introvabile – rileggete la prefazione di Goffredo Fofi.
    E provate a stare seri, se ci riuscite…)

  16. In effetti per me gli occhi da insetto son tutto fuor che fondamentali nei BEM.
    Nel mio immaginario il BEM è semplicemente il mostro alieno di fattezze – e appetiti – umanoidi. Che la sua pelle (o le sue scaglie) siano verdi viola o blu e che gli occhi siano due fessure piuttosto che multisfaccettati, sporgenti o a scomparsa, per non parlar del numero, non è che faccia tutta ‘sta differenza.

    (Anche perché, pensando alle origini grafiche di questo tipo di mostri, rappresentare in maniera chiara un paio – o più – di occhi da insetto doveva essere un lavoraccio, e chi glielo faceva fare al povero illustratore?)

  17. Pingback: Rose di Cristallo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.