strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

MPW-3724

(Steam)Punk prima di te

6 commenti

In questo weekend nostalgico, il prossimo pezzo in scaletta dovrebbe essere Rocketeer, su richiesta dell’amico Locomotiva.
Ma quello me lo tengo per domani, e stasera voglio dilungarmi un attimo su un altro di quei film (e libri) che fanno parte della mia personale galleria non di capolavori eccelsi, ma di solide pellicole che hanno decisamente influenzato i miei gusti e le mie preferenze.

Cominciamo con un po’ di storia.

Tsar Alexander II of Russia was blown to bits in 1881 by a Nihilist group called “The People’s Will”. Although it was captured and most of its members hanged, others copied it. Assassinations continued in Russia up to 1911 including Interior Grand Duke Serge in 1904,Minister Von Phleve in 1905, and Prime Minister Peter Stolypin in 1911. Elsewhere the other states suffered. Presidents Garfield and McKinley were assassinated in 1881 and 1901 (the latter by a self-proclaimed anarchist). President Sadi Carnot of France was stabbed to death in a public parade in 1894, in the middle of a series of anarchist attacks (including a bombing at the Chambre of Deputies). Empress Elisabeth of Austria-Hungary, King Umberto I of Italy, the Prime Minister of Spain, King Carlos III of Portugal, were all killed. So were Lord Frederick Cavendish and Thomas Burke by Irish nationalists in Phoenix Park in 1882. Many smaller public figures were killed as well.

MPW-3724L’epidemia di ammazzamenti politici che spazzò l’occidente fra il 1881 ed il 1910 ispirò Jack London a scrivere un romanzo intitolato The Assassination Bureau, Ltd. (in Italia, mi pare, Assassini SpA, edizione BUR).
L’idea è quella di una organizzazione che si occupi dell’eliminazione – dietro pagamento – di persone che meritino di essere ammazzate.
Il Bureau è una struttura etica – ma il romanzo di London avrebbe voluto esplorare quanto a lungo una struttura etica possa mantenersi tale nel mondo moderno.
London non completò mai il proprio romanzo – del quale esiste una versione incompiuta (quella BUR citata più sopra) e ed una completata da un pennivendolo americano, certo Bob Fish.
Poi, nel 1969, qualcuno decise di farci un film.

Assassination Bureau è un film che mi è rimasto impresso nella memoria, oltre che per la trama ed i protagonisti, per un ulteriore motivo preciso – la prima volta che venne trasmesso in TV (nel 1973, credo), mi venne permesso di restare sveglio fino a tardi per vederlo finire.
Era la prima volta.
E la dice lunga sulla mia personalità, credo, se a farmi insistere coi miei per restare in piedi e veder finire il film fosse stata la scena in cui una scatola di fiammiferi svedesi ed una lampada a gas venivano utilizzati per far esplodere un lussuosissimo bordello parigino della Belle Epoque.
Ah, le semplici gioie dell’infanzia.

Il film si prende alcune libertà col romanzo (ma trattandosi dell’edizione curata dal sopracitato Fish, forse è meglio così).
L’Assassination Bureau uccide per denaro persone che meritano di essere ammazzate.
O forse no – dopo aver insinuato il dubbio in Ivan Dragomiloff (Oliver Reed), direttore del Bureau, una giornalista e suffraggetta (Diana Rigg) paga per la prossima esecuzione – proprio quella del direttore del Bureau.
Dragomiloff non esita ad approfittarne.
La struttura si è sclerotizzata, gli standard stanno calando, i direttori regionali si sono imborghesiti – cosa ci può essere di meglio che sfidarli, obbligarli a muoversi? Dragomiloff accetta il contratto – i suoi uomini dovranno cercare di ucciderlo, ma se falliranno, è probabile che lui uccida loro.

Ciò che segue è un lungo rimpiattino attraverso l’Europa di inizio secolo, fra tentativi più o meno macchinosi di omicidio e la forte, sempre più forte sensazione che ci possa essere qualcos’altro sotto… qualcosa di molto più serio di una semplice dozzina di omicidi.

Il film appartiene a quell’epoca, a cavallo fra gli anni ’60 e gli anni ’70, in cui la cultura occidentale venne – fra le altre cose – presa da una smaniosa nostalgia per l’Epoca Vittoriana, la Belle Epoque e gli Anni Ruggenti.
Per gli anni prebellici, immaginati come un po’ ridicoli ma sostanzialmente scollacciati – i bei tempi d’oro in cui le donne portavano busti e guepiere, gli uomini avevano i baffi impomatati e la figura dell’avventuriero non era ancora compromessa dalle paludi politiche e criminali degli anni di piombo.
Sargent Pepper, Jerry Cornelius, Harry Flashman… l’Inghilterra soprattutto era volta all’indietro e guardava all’epoca vittoriana.
Gli americani (con pellicole come La Grande Corsa), guardavano ai ruggenti anni ’20.
Parleremo ancora di film prodotti in quel periodo nostalgico.

Il cast di Assassination Bureau è eccellente.
Oliver Reed è sinistro ma forse un po’ troppo allegro, Diana Rigg è al top del suo periodo d’oro nei panni di Emma Peel e siconferma prototipo della donna sexy,  intelligente e d’azione. Telly Savalas è cattivo, Kurt Jurgens è sadico, Philippe Noiret è corrotto e gaudente.
L’Europa è frizzante e libertina, entusiasticamente in corsa verso la Prima Guerra Mondiale.

Assassination Bureau, con la sua tecnologia art decò ed i suoi dirigibili, è steampunk prima che qualcuno immagini di inventarsi una simile etichetta.
Dello steampunk ha tutto – la satira sociale, il retrofuturismo, la vena anarchica, lo sberleffo ma anche una certa anima conservatrice. È politico ma non si prende sul serio.
È scollacciato, ma in maniera molto morigerata.
È avventuroso.
Lo abbiamo visto da ragazzini – e ci ha segnati indelebilmente.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “(Steam)Punk prima di te

  1. Ohibò, questo mi manca…
    Anche visti gli spezzoni, non ce l’ho proprio presente.
    E m’ispira, il filmotto. E tutto il mio genere.

    (P.S.: Rocketeer puoi anche tenerlo per i giorni bigi.
    Va bene il post “a gentile richiesta”, ma proprio a livello di Take-Away…)

  2. Rocketeer è comunque in lista.
    Assassination Bureau, cercando in giro, si trova come si trova tutto il resto.
    E vale la pena cercarlo, io credo.
    In fondo, è un pezzo di storia.
    Il romanzo di London si trova battendo le bancarelle.

  3. Trovato e visto. Un filino “ad episodi”, ma delizioso.

    Sarà il taglio di capelli scolpito, ma Reed sembrava Big Jim anche nella recitazione.
    La Riggs come sostenuta giovin Lady è decisamente più misurata delle suffragette di tanto cinema americano. Non a caso, film britannico nei modi e nei tempi.

    E, si, steampunk ante-litteram

  4. Oliver Reed è stato un grande, anche se qui recita una parte che non è la sua – ci avrei visto meglio Jon Finch.
    Reed era eccellente a fare il cattivo.
    È colossale in The Damned.
    Ed ha un ruolo decisamente interessante in quel vecchio Hammer… Captain Clegg!

  5. t-h-e-D-a-m-n-e-d; c-a-p-t-a-i-n-C-l-e-g-g: cloppete, cloppete…
    (CSI e Dr.House insegnano: Quando senti zoccoli, pensi cavallo, non mulo.
    O era Zebra? Il rasoio di Occam e l’equino tirano, nella fiction speculativa USA)

    In effetti, Reed non c’ha la faccia del gentlemen “unflippable” alla Phileas Fogg, che incassa con sportiva e britannica filosofia qualunque evento – ivi compreso il proprio assassinio.

    Jon Finch? No cognosco. Indagherò…

  6. John Finch – Frenzy di Alfred Hitchcock, Macbeth di Polanski.
    Ecellente attore.
    Interpretò anche Jerry Cornelius (dai romanzi di Moorcock, regia di Sidney J. Furey).

    The Damned è fondamentale.
    Captain Clegg un po’ meno.

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