strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

In quanti al concerto?

11 commenti

OK, pezzo a richiesta – ma non per il piano-bar del fantastico.

La domanda è… come facciamo a conteggiare quanta gente c’è in piazza?
Non è poi una cosa così difficile.

Ai vecchi tempi, nel selvaggio west, per conteggiare le vacche in un recinto si metteva un ragazzino all’ingresso del recinto con una corda sulla quale erano stati fatti un certo numero di nodi.
Ad ogni vaccache passava per il cancello, il ragazzino faceva scorrere un nodo fra le dita – come a sgranare un rosario.
Alla fine della fiera, si conteggiava quanti rosari aveva sgranato – e si conosceva il numero delle vacche.
Oggi, grandi magazzini e supermercati utilizzano un sistema simile – conteggiando il numero di persone che entrano grazie ai tornelli (successivamente famigerati per altri motivi).

Per teatri e concerti, edeventi sportivi, certo, è facile – si contano i biglietti venduti.
Casomai con un piccolo aggiustamento statistico per tener conto di chi ha comprato il biglietto e poi non è venuto, e degli imbucati.
Bello liscio.

Poi ci sono gli eventi gratuiti.
Qui non c’è biglietto conteggiabile, e presumibilmente non ci sono tornelli.
Si potrebbe mettere un ragazzino con un rosario all’ingresso, ma è troppo lavoro.
Il truicco, in questi casi, è rendere disponibile qualcosa che tutti vogliano portarsi via – un depliant, una piccola guida, un volantino.
Basta che sia gratuito, ed i visitatori lo prenderanno.
Anche qui si correggono i valori con un algoritmo.
Per la Mostra di Grafica di Torino, i circa 10.000 visitatori sono stati calcolati sulla base di
. caffé gratuiti offerti dallo sponsor
. compilazione del registro
. cartoline con copia della locandina distribuite

Il tutto corretto sulla base di una formula matematica.
Il margine di errore è sotto al 5%.

In piazza, le cose si complicano.
Non ci sono biglietti, non ci sono volantini che tengano, c’è un certo numero di possibili ingressi ed uscite…
Diciamo di avere un colossale assembramento di persone su una piazza – come le conteggiamo?
Il metodo più semplice consiste nel conoscere la superficie della piazza, ed assegnare a ciascuna persona uno spazio definito – di solito 40 x 40 centimetri, seproprio non sono assiepati.
Si fa una semplice divisione, e si ha un’idea del numero massimo di persone che la piazza può contenere.
Anche qui si può correggere il risultato sulla base di dati ulteriori.
La folal è statica, o sta transitando?
Se la folla è in transito, posso calcolare il tempo medio di ricarica del mio bacino (=la piazza) e procedere con dei calcoli piuttosto semplici.

Vogliamo essere più sofisticati?
Oppure abbiamo a che fare con un assembramento non circoscritto… vogliamo calcolare il numero di persone sulle spiagge di Rimini il 15 agosto?
Non è difficile.
Servono delle foto aeree dell’area sulla quale vogliamo fare il conteggio.
Basta passare con un elicottero e scattare fotografie a tappeto.
Poi si assemblano le fotografie (che devonoe ssere state prese alla stessa quota = stessa scala)e si ottiene un composito dell’are di studio.
A questo punto, esistono simpatiche griglie – costose, perché sono strumenti di precisione – che sono essenzialmente un fogli di plastica trasparente con dei punti disposti a definire maglie quadrate.
Sisovrappone la griglia sulla mappa composita, si conta il numero di punti che cascano su dellepersone, e poi c’è un’allegra tabella che, in base alla scala e ad altrri fattori, ci fornisce la densità di popolazione.

Se siamo già nel 21° secolo, possiamo usare un software.
Credo che Quantum GIS, che è gratuito, fornisca simili funzioni.

Ma allora, com’è che tutte le volte che c’è una manifestazione di piazza, abbiamo per lo meno due valori del numero dei partecipanti, e due valori diversi per almeno un ordine di grandezza (100.000 invece di 1.000.000)?

Anche questo problema ha una sua specifica etichetta.
Si chiama “bias” in inglese, o “pregiudizio” in italiano.
Il pregiudizio può essere un effetto del’uso di strumenti inadatti per misurare il fenomeno studiato (ma non è il nostro caso) o per una scelta – consapevole o inconsapevole – dell’operatore.
In linea di massima, l’operatore corre sempre il rischio di voler “soddisfare il cliente” – se perciò lavoro per chi ha organizzato ilconcerto, la partita o il corteo, tenderò a massimizzare ivalori ottenuti.
Se lavoro contro l’organizzazione dell’evento, tenderò a minimizzare i risultati.
Questo comunque non giustifica un ordine di grandezza di differenza.
Può però giustificare la differenza fra 650.000 e 500.000.

Per discrepanze maggiori, si può solo ipotizzare che siano stati utilizzati sistemi di calcolo assolutamente incompatibili (tenendo conto del movimento e del ricambio di persone e non considerandolo, ad esempio), o le misure siano state prese in momenti radicalmente differenti (sei ore prima dell’inizio del concerto e nel momento in cui Bruce Springsteen sale sul palco).

Senza poter escludere, naturalmente, che non si tratti altro che di statisticolamenti.
Numeri sparati a caso, ma che a chi li ha sparati parevano plausibili.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “In quanti al concerto?

  1. che io sappia nessuna piazza può contenere un milione di persone. Quella presa per l’ultimo evento poteva contenerne circa 167.000, quella del popolo viola circa 40.000.
    Per calcolare la capienza massina in un autobus si considerano 8 persone per metro quadro. E con quella densità non ci si muove (tutti avranno provato l’esperienza dell’autorbus stracolmo, ecco lì siamo circa a 8 persone). In un evento di piazza, quando c’è ressa, ne possiamo stimare dalle 4 alle 6. Se uno conta la superficie della piazza, fa un rapporto fra zona piena e zona vuota (basta una foto dall’alto), sottrae le infrastrutture e moltiplica per 4 o per 6, ha all’incirca un range approssimativo della gente presente in piazza.
    Che i gruppi politici mentano per gonfiare i numeri non mi stupisce, mi stupisce invece che qualcuno ci creda…

  2. Grazie Mana, anche questo l’avevo chiesto io, mi interessava appunto l’esistenza o meno di adeguato software da usare magari con mezzi quali google maps et similia…
    D’ora in poi mi segno le domande che mi passano per la testa così poi te le giro.

    Quanto al qualcuno che ci crede, beh, la gente sbava per credere a qualcosa e un milione ha sempre più appeal di 150.000, fin dai tempi del Bonaventura…

  3. Cito testualmente da Candido del 1948, un articolo de Il Forbiciastro, uno delle firme di di Guareschi:
    L’Unità in un titolo a sei colonne dice che “130 mila torinesi ascoltano la parola di Palmiro Togliatti” e nella cronaca precisa: “abbiamo voluto avere un’idea precisa della capienza di piazza San Carlo.
    Ci è stato detto che ha una vastità di quarantacinquemila metri quadrati: calcolando tre persone per metro quadro si può tranquillamente dire che erano presenti centotrentacinquemila persone

    Ora si da il malaugurato fatto che piazza San Carlo è lunga 170 metri e larga 70, il che fa 11.900 metri quadrati, per cui mettendo tre frontagni per metro si ottengono frontagni 35.000 (a meno che, data la vibrante fede comunista, la piazza non si sia allargata per l’occasione).
    C’è anche un pezzo su DeGasperi in Piazza Duomo a Milano, con la gente su tre strati, ma è meno divertente.

    Il sospetto è che già da un pezzo, con le piazze, gli organizzatori sbaglino candeggio.

    Si potrebbe anche notare di striscio che, quando si accampano valori inventati, sia meglio applicare la regola “dei rotti”.
    Che le tasse siano scese del 30% suona una roba così a stima, spannometria applicata.
    Che le tasse siano scese del 32,7% suona statistica. E invece è una balla, ma vabbè.

    Quindi un Milione fa signor Bonaventura: novecentosettantamila sarebbe suonato meglio.

  4. Io consiglio sempre e comunque “How to lie with statistics” di Darrell Huff, edito da Norton.
    Ne esiste anche un’edizione italiana recente, ma comunque sia il testo è degli anni ’50, e ci sono tutti i trucchi.
    Tutti.

    Su Piazza San Carlo – con o senza i portici?
    E tre persone per metro quadro è proprio pochino.
    Io farei almeno cinque, se non gli otto delle Tranvie Municipali.
    😉

  5. In Italia si ha una strana applicazione della statistica, overo si usa per giustificare un risultato piuttosto che per ricavarlo.
    La cosa più divertente è che certe stime comunicate con piglio scientifico, non sono neanche matematicamente errate, sono solo calcolate partendo da presupposti opportunamente congeniati, e taciuti, perchè il risultato sia quello voluto.
    La strumentalizzazione della potenza comunicativa del numero è un tema talmente inflazionato che non mi suscita neanche più indignazione.
    La cosa che mi dispiace, perchè mi riguarda direttamente, è lo svilimento della statistica (il mio ramo di studio universiatario) fuori dal mondo accademico.

  6. Oh, eugenio, anche dentro al mondo accademico.
    Ho pagato i miei conti per cinque anni insegnando statistica applicata alla paleontologia ed alle scienze geologiche ed ambientali.
    La frase più sentita?
    “Tanto con la statistica puoi dimostrare tutto e il contrario di tutto”.
    E questo non da studenti del primo anno, eh – da docenti e ricercatori.
    E ci credono!
    Ed è per quello che vogliono imparare un minimo di statistica – per poter ciurlare nel manico.

    Perciò basta.
    Mi sono dato alla statistica bayesiana.

  7. Tra l’altro una piazza così piena sarebbe stata un’occasione fin troppo ghiotta per spedirli tutti in un buco nero…

    Comunque non lo sapete che la politica riesce a piegare le leggi dello spazio-tempo? Succede sempre.

  8. Scusate tutti, ma dagli abissi senza fondo della mia (per nulla vantata) ignoranza, “la piazza” è sempre stata intesa come “persone che hanno partecipato alla manifestazione”. E ci sono manifestazioni nelle quali la piazza è stracolma, ma proprio stra-stra, e IN PIU’ c’è una valangata di gente nelle strade, piazze, piazzette, vicoli (ecc.) adiacenti la piazza. Non so voi, io ho partecipato a decine di manifestazioni del genere. Ci sono ad esempio moltissime persone che partecipano ad un pezzo di corteo. Io credo che anche quelle persone “siano in piazza”, anche se magari materialmente non ci sono arrivate in piazza vera e propria. Sbaglio?…

  9. Si, senza dubbio: infatti la semplice divisione “statica” dei metri quadri è un sistema discutibile – è indicato chiaramente da Davide che si fanno anche calcoli “di flusso”.

    Questo può in parte spiegare perché i rapporti della questura sono sempre al ribasso: sono fatti senza stare lì a lavorarci troppo, devono solo riempire un rapporto con un numero vagamente verosimile.
    La stima può dipendere anche da altri fattori. Tipo, i lacrimogeni costano, saicommè. Non puoi spararli se non hai millemila blackblock davanti.

    Gli organizzatori di qualunque evento fondono più dati: non solo lo spazio, ma -ad esempio- quanti autobus sono stati organizzati dalle sedi locali, liste di adesioni raccolte, sondaggi, internet – come dice Davide, anche quanti caffè/volantini/spille si sono regalate.
    E, come dice il post, con le stime migliori possibili.

    Esempio: distribuite mille spille? Novecento presenti.
    Si stima che solo uno su quindici abbia intascato due spille e solo due ne abbiano abbrancato una manciata, e si aggiunge un cento persone che la spilla non l’hanno presa o sono arrivati quando le spille erano finite.
    Tutto un po’ difficile da provare. Ma verosimile.

    Si può anche arrivare al sistema usato per le equazioni alla lavagna a scuola: far sparire un segno meno di soppiatto, tra un passaggio e l’altro, in modo che venga fuori tre mezzi a prescindere.
    Se il risultato è quello che vuole chi ti ha dato il compito, difficilmente sarà troppo scrupoloso su come ci sei arrivato.

    Certo, nello specifico si parla di uno scarto di un ordine di grandezza, il che un pochinino difficile da giustificare senza mettersi a ridere…
    La dote essenziale per uno statistico è una faccia da poker, in questi casi.
    O una di bronzo, per il portavoce.

  10. Aggiungo, a rate, un ricordo di compari nella locale Pro Loco.
    Abbiamo una fiera-mercato di dieci giorni, quissù, l’Alpàa.

    Per fare i conti sull’affluenza (e decidere quanti programmi stampare) per cinque o sei edizioni c’è stata la tecnica monnezza.
    Ovvero, Domenica e lunedì mattina si prendevano i sacchi neri dei cestini portarifiuti, si ravanava tra bicchieri di carta e carte di salsiccia per contare quanti programmi erano stati buttati via, confrontato col totale di volantini distribuiti negli stessi giorni.

    A forza di tentativi, si era arrivato a stabilire quanti stamparne, quindi un’idea di affluenza, che quelli formato grande venivano spiegazzati e buttati via, mentre quelli piccoli a libretto stavano in tasca e venivano conservati fin fuori dal territorio comunale.
    Si stimava, un po’ a spanne, che chi portava a casa il programma poi tornava sopra settimana per i concerti.
    Statistica un poco a naso, ma male non faceva.

    Adesso, siamo alla 32ma edizione, e si parla di 150.000 presenze su 10 giorni.
    Ma non so come han fatto a calcolarlo, dato che la monenzza è ovunque, in quei giorni.

  11. Rileggo i due sopra e mi vergogno da me medesimo.

    leggo il post, e noto che per i concerti, invece di uno uno statistico basta la burocratica conta dei biglietti (e qualche portoghese).

    Tuttavia non resisto a citare un post sul mio blog.

    Al Forum Di Assago, per lo Star Wars Concert, [un amico] vede tanti sedili vuoti.

    Qualche studio Statistico di buon cuore può aiutarmi ad innalzare il suo morale, confermando -conti alla mano- che ad Assago in realtà le gradinate erano occupate in ogni ordine di posti e che nel parterre han dovuto sistemare la gente col sistema del “Set The Pick”(*), tre di punta, tre di piedi e uno di traverso, per farceli stare tutti?

    Grazie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.