strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

West & Horror

9 commenti

Nel 1996, la tag-line del primo Deadlands era “Spaghetti Western – with meatballs”.
Non proprio il massimo.
Ma aveva una spettacolare copertina di Brom, ed una volta afferrato il sistema – che non era proprio semplicissimo, ma neanche impossibile – il gioco che ne risultava era quantomai divertente.
Dadi, carte da poker, fiches… il tavolo di deadlands – imprescindibilmente con tovaglia di panno verde e Colt alla destra del master – è uno spettacolo nello spettacolo.
Dalla sua prima uscita, e nell’imminenza di una nuova edizione (Natale 2010), Deadlands ha vinto nove premi Origins.

L’ambientazione?
Siamo in America, nel 1876.
La Guerra di Secessione non è mai finita.
La scoperta di un misterioso minerale radioattivo – noto come Ghost Rock – ha portato allo sviluppo di una tecnologia anacronistica.
Un terremoto colossale ha trasformato la California in un labirinto di canali ed isole.
Una maledizione indiana ha precipitato il west nell’incubo – strane creature, spettri, feroci mostruosità.
E circola un libro, ipoteticamente un manuale per bari e giocatori dfi professione, che nasconde altre istruzioni fra le proprie pagine…
Deadlands è il genere di gioco di ruolo in cui l’equipaggio di disertori di un dirigibile confederato viene ingaggiato dalla popolazione di una città del Texas per eliminare i licantropi che infestano le colline.
ma per farlo devono avvalersi dell’aiuto di uno sciamano apache, di una ragazza da saloon con poteri paranormali e di un ex operaio cinese delle ferrovie che pratica il wing chung.
Immaginate insomma, un mix di Wild Wild West (non il film!), Le Avventure di Brisco County Jr., Jonah Hex, Kung Fu, Vampire$, Dal Tramonto all’Alba e Tremors, con una liberale spolverata di H.P. Lovecraft, Bob Howard e Joe Lansdale, e comincerete ad avere una vaga idea della miscela.
Ma Deadlands è molto più deviato.
Due parole – undead gunslingers.
(in italiano sarebbero tre – pistoleri non morti – e non hanno lo stesso ritmo).

Dopo aver giocato, con grande divertimento, la primissima edizione (che pare oggi sia piuttosto ricercata dai collezionisti), evitai la seconda edizioneuscita nel ’99, e l’edizione D20 del 2001 – ma cedetti alla tentazione, acquistando in un sol colpo GURPS Deadlands e GURPS Wild West.
Mai usati – ma come sempre molto interessanti da leggere.

Poi, arrivò Savage Worlds, versione ultra-alleggerita e ottimizzata del sistema di Deadlands, e mio house-system d’elezione – e con Savage Worlds, Deadlands: Reloaded, nel 2006.
Non strettamente essenziale (la conversione dal sistema Classic al sistema SV è quasi istantanea).
Ma una volta all’anno si compiono gli anni, ed è una buona occasione per fare spese stravaganti – e così, con un leggero anticipo sul mio genecliaco, ho messo le mani su una copia di Deadlands Reloaded, edizione speciale del decennale.
Copertina in pelle con inserto in oro (il profilo di un Hanging Judge – creatura odiosa e pericolosissima).
Copia numerata (780 di 1000) ed autografata da Shane Lacy Hensley.
Bonus CD con tre album di colonna sonora western-horror.
Stesso prezzo dell’edizione standard.

E grande balzo in avanti.
Il volume è meraviglioso – copertina da fanatico a parte, la grafica è splendida, il testo sistemato in modo chiaro e di facile consultazione.
Il sistema, si diceva, è ora Savage Worlds – i personaggi si preparano in un amen, la gestione dei combattimenti di massa è fulminea.
Ma hanno conservato le fiches e le carte da poker, e quindi il lato coreografico del gioco rimane (dovrò procurarmi una nuova Colt – la replica usata in passato è andata perduta nel trasloco).
Il sistema di combattimento è molto più rapido e molto più letale – un uomo deciso armato di coltello può dare delle serie preoccupazioni ad un uomo armato di pistola. E ci sono anche le arti marziali.
Ma è l’ambientazione che è cambiata, ed in meglio – la Guerra di Secessione è finita (più o meno), lasciando gli Stati Uniti spezzati in due e orde di veterani pronti a tornare a casa e ad affrontare tutto ciò che è cambiato.
Le tribù sono un po’ più organizzate, e la Grande Nazione Mormone getta la sua ombra sul midwest.
L’orrore continua ad essere rampante, ma è meno sopra le righe e più efficace, più aggressivo.
Siamo nel 1879, e le cose continuano ad andare all’inferno in un secchio.
Però bene.

Sempre Western.
Sempre Spaghetti.
Ma ora con un sugo più raffinato, e molta più sostanza.

Non ci sono dubbi che, appena possibile, questo gioco cascherà sul mio tavolo.
I vecchi giocatori probabilmente avranno un attimo di panico assoluto, e poi brinderanno al ritorno di un vecchio amico.
I nuovi giocatori avranno tempo per il panico più avanti.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “West & Horror

  1. Non avrei mai detto di apprezzare il genere Western (per quanto weird fosse) prima di incontrare Deadlands.
    Ho la versione digitale ma credo sia d’uopo la vecchia carta:
    Meglio la versione reloaded (38$) o aspettare Natale 2010?

  2. Un altro di quei post che mi uccidono! 🙂

    Sarà che sto leggendo in questi giorni il quarto volume della Torre Nera, ma ci fosse qualcuno disponibile a un gioco simile ci giocherei immediatamente!

  3. a chi lo dici!

    Il primo della Torre Nera (“The Gunslinger”) è stato il mio secondo ed ultimo libro che ho letto in lingua originale (il primo era “The Hobbit”!) prima di abbandonare l’idea.
    Ora ci sto riprovando con “Spellsinger” di Alan Dean Foster, sotto gentile consiglio del padrone di casa di questo blog (inizia con un massacro di bambini ed un passaggio dimensionale coadiuvato dalla cannabis, promette bene).

    In tema fant-western rpg mi ha deluso l’indie “cani nella vigna”.

  4. Belli questi tuoi post rievocativi.
    Non gioco più da parecchio, come oramai sai, ma mi procurerei questi regolamenti solo per il piacere di leggere gli scenari che si sono inventati…

  5. Rieccomi!

    Vediamo un po’…

    @eugenio
    la nuova edizione sarà in due volumi e viaggerà quindi attorno ai 50/60 dollari… reloaded costa meno, occupa meno spazio ed è retro-compatibile con qualsiasi cosa tu abbia in pdf.

    Cani nella Vigna l’ho trovato proprio deboluccio – per quanto la voglia di dare una mano ai giochi indie ci sia sempre, questo non vale i danari spesi per averlo.

    E buon divertimento con Spellsinger… Alan Dean Foster è il classico bravo artigiano che andrebbe rivalutato…

    @iguana jo & macnab
    Se è l’ambientazione che vi interessa, rispetto al gioco, tenete presente che esistono tre antologie di racconti ambientati nell’universo di Deadlands – una delle quali (The Anthology with No Name, mi pare) con introduzione di Bruce Campbell – vecchio roleplayer e giocatore di Deadlands fin dai primi tempi…

  6. 593/1000
    Grazie per l’ottimo consiglio, as usual.

  7. Pingback: Strambo West « strategie evolutive

  8. Interessante davvero! Per tutti gli amanti del cinema horror Made In Italy invece ricordo che da poco è stato aperto questo sito : http://www.italianhorrormovies.org/
    dove potete trovare tutto ciò che cercate sui film horror italiani (emule/torrent/streaming)

  9. Pingback: Deadlands Noir – finalmente! « strategie evolutive

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