strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Proposta di pubblicazione

10 commenti

OK, secondo post in absentia, e pork chop quantomai atipico.

Il fatto è, ragazzi e ragazze, che ho ricevuto una mail, un paio di giorni or sono, che mi ha lasciato alquanto perplesso.
Una mail che riguarda me.
Che riguarda questo blog, ed i suoi contenuti.
E che riguarda voi, soprattutto, ragazzi e ragazze.
E quindi – nascondendo i nomi per proteggere gli innocenti (e per non fare pubblicità) ve la giro, e intanto ci rifletto un po’ su.

L’header della mail è “proposta di pubblicazione”.
Che in prima battuta mi fa dire Wow! – anche perché ho passato un pomeriggio alla Fiera del Libro in cerca di editori interessati ai lavori che ho al momento in macchina, ed ora vedermi arrivare una proposta di pubblicazione direttamente nella casella della posta… Wow!

Ma le cose prendono subito una piega curiosa…

Salve,

Ho visto il tuo sito e considerati gli argomenti di cui parli ho pensato che forse potrebbe interessarti la campagna a cui stiamo lavorando per …

[zac!]

un preservativo rivoluzionario fatto di un materiale nuovo impercettibile,[…] una formula senza lattice che regala la sensazione di non indossare niente.

Trenta secondi di disorientamento ontologico.

Considerati gli argomenti di cui parli… potrebbe interessarti la campagna … per … un preservativo rivoluzionario?!

Ora, o sono io che non ho chiaramente idea di cosa pubblica sul blog, o questa è una circolare.
Ridicola.

E sarei davvero molto molto interessato a scoprire sulla base di quale criterio il mio blog sia stato selezionato.
Certo non per le mie chiacchiere sulla fantascienza, il fantasy, la letteratura di genere – se esiste una fascia di popolazione che non ha bisogno di preservativi… ma lasciamo perdere.
E non credo sia per i miei post polemici.
Che sia il pork chop express, che è stato interpretato in maniera pecoreccia?

Cosa desidera, comunque, il mio corrispondente?
Propormi una pubblicazione?
Non esattamente.
Mi vorrebbe proporre di pubblicare qui un gancio alla campagna di lancio del suo prodotto (“suo” in senso lato, ovviamente).

Sappiamo che parlare di preservativi è un argomento imbarazzante e che spesso i preservativi non sono amati dai giovani perchè interrompono il momento dell’amore, però i preservativi sono importantissimi e necessari per la prevenzione.

Visto?
C’è anche il risvolto sociale.

Non che ci si debba preoccupare, naturalmente…

Come vedrai i nostri video sono divertenti e sono sicuro che i tuoi utenti li condivideranno volentieri.

Perché l’ultima cosa che vogliamo, ragazzi e ragazze, è andarvi contropelo.

E c’è di più.

Stiamo anche presentando una competizione per trovare […] colei che condividerà i segreti del sesso ‘pelle su pelle’ su internet.

E qui entra in funzione il mio lato pedante.
Condividere i segreti del sesso?
Perché, come lo abbiamo fatto finora era sbagliato?
Non mi pare.
Poco efficiente, forse, dispersivo, alla lunga anche un po’ faticoso, ma sostanzialmente gratificante.
Ci sono delle volte che ci si fanno delle matte risate.
Possibile che una campagna pubblicitaria possa davvero svelarmi qualcosa che ancora non sia stato reso pubblico da seicento generazioni di Homo sapiens con in testa un’idea sola?

E se davvero queste cose non sono venute fuori prima…
Non è che in questo momento, in una località segreta…

“Signore, pare che I Ribelli  stiano per condividere i segreti del sesso!”
<sibilo di respiratore> “Sciocchi. Non ne avranno mai il coraggio! Si tratta di un trucco!”
“Ma vostra signoria, stanno cercando complici nella blogsfera…”
“La blogsfera…” <sibilo di respiratore> “Allora è giunto il momento di dare a questa manica di ingrifati una lezione, una volta per tutte. Attivate i generatori orgonici!”

Ma a parte le macchinazioni dell’Oscuro Signore di Wankalot, cosa mi si richiede?
Beh, ok, richiede… cosa mi si suggerisce?
Di condividere alcuni video di Youtube con voi, ragazzi e ragazze, in modo da farvi notare come il prodotto in questione sia cool.
E maledettamente utile in caso di necessità.
Quasi come l’american tape di MacGyver, solo… meglio, in certe situazioni.
Per quanto anche l’american tape funzioni benissimo, badate, eh… si tratta solo di una questione di confort.
E magari invitarvi a votare la sciagurata che in internet svelerà i segreti del sesso.
Perché è per quello che voi venite su queste pagine, ragazzi e ragazze, vero?
È per questo che vagate per internet…
Per scoprire i segreti del sesso.

Ecco cosa potrei… dovrei fare.
Non che a me non ne venga in tasca nulla, naturalmente…

unisciti a noi! Sarò lieto di mandarti un campione […] in prova!

Già.
Dovrei trasformare i miei visitatori in clienti.
Per il prodotto di qualcun’altro.
In cambio di una scatola di preservativi in omaggio.

… il che sarebbe abbastanza appropriato, visto che si tratterebbe di fare tutto senza spiegarvi i dettagli e quindi, in sostanza, di cercare di fottervi…

Anche se, senza il manualino sui segreti, avrei il terrore di poter utilizzare il campione gratuito in modo improprio.

Ed a questo punto vorrei poter dire delle cose molto serie e molto sagge e non scivolare su battute da caserma, ma dire qualcosa di serio e saggio dopo che ti hanno offerto di diventare parte della macchina in cambio di una scatoletta di palloncini di gomma rigorosamente senza lattice…

Il dolore agli addominali (buon segno, ci sono ancora!) per il troppo ridere è tale, che non riesco neanche a sentirmi offeso.
Mi preoccupa piuttosto questa idea – di voler trasformare qualsiasi cosa in un meccanismo per entrare nel cervello del maggior numero di persone con un prodotto.
Ogni dannato elemento dell’esistenza trasformato in parte del processo di vendita.
Ed il processo è talmente stracco, che persino per vendere qualcosa che dovrebbe vendersi a sè, senza bisogno di pubblicità, come l’american tape… persino per vendere un preservativo, sia necessario buttarla sul sesso.
Non nel senso di “Questa è una procedura di accoppiamento. Questo è un sistema di protezione da utilizzare durante tale procedura.”, magari con un filmatino stile propaganda antiatomica anni ’50 ed una voce da pubblicità del frullatore – che sarebbe per lo meno divertente, e on-topic.
Nel senso che devono metterci il concorso con le ragazzine che vanno poi a parlare di sesso su Youtube – una sbirciata allo spogliatoio delle ragazze, il principio del buco della serratura aggiurnato al ventunesimo secolo, per la titillazione di un pubblico di guardoni che, ammettiamolo, non hanno bisogno di prerservativi, ma di kleenex.

Mi viene semplicemente in mente Bill Hicks…

Amen.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Proposta di pubblicazione

  1. Svusa ma questa non me la posso perdere! Hahahahahah. Posso essere messa a parte dei segreti del sesso di cui non sono a conoscenza???? Però scusa Davide, ma fossi in te il campione io me lo faccio mandare.

    Seriamente. Almeno una volta ogni due mesi cestino “imperdibili” proposte di “gallerie d’arte” che interessate al mio “percorso di ricerca artistica” mi offrono spazi espositivi per una modica cifra che va dai mille ai duemila euro.

    Ormai manco rispondo più.

  2. …ah, scusa… dev’essere stato un post interessante quello qui sopra… solo che… uff… pant pant… scusa eh… dicevo: dev’essere stato un post interessante, solo che come mi capita per ogni post di questo blog, leggo le prime righe e poi comincio ad accoppiarmi furiosamente (…) con qualsiasi cosa abbia sottomano (…)… a proposito: di cosa parla questo blog, in genere?…

    :-))))))))

  3. Io voglio partecipare alla selezione delle ragazze infoiate. Dov’è l’email di questi tizi? :-))

  4. Poteva andar peggio, in fondo il prodotto richiama dinamicità, movimento ed è abbinato alla verde età alla bellezza…
    Se invece la proposta avesse riguardato un lassativo…

  5. Non so com’è, ma m’è venuto da pensare a Barbarella e le sue pillole…
    M’hanno un po’ smontato coi profilattici, pensavo compresse di sincrovolont.

    (Io sono per il vecchio sistema alla Ugo Tognazzi, senza tanti segreti)

  6. Felice che la cosa vi abbia divertiti.
    Ma adesso vi faccio una domanda delle balle: e se invece mi avesse contattato un editore italiano, per parlare entusiasticamente dell’edizione inglese di romanzi che, guarda caso, lui ha appena pubblicato in italiano, o si appresta a pubblicare?
    E se mi pagasse in libri, anziché in preservativi?

    Come fate a fidarvi di ciò che pubblico?
    (Ammesso che vi fidiate, ovviamente…)

    E se questo accadesse non su questo blog, ma su un altro?

  7. Ci si fida del padrone di casa, e anche se fosse basta almeno che i libri “suggeriti” siano validi, inoltre anche una piccola sottotangente in libri non guasterebbe, anzi mi propongo come commentatore entusiata….

    Ma relativamente ad altri blog: ipotesi o [rullo di tamburi] allusione?

  8. No, nessuna allusione.
    Però devo ammetere che questa stupida mail mi ha dato da pensare.
    Soprattutto perché conferma l’ipotesi di rapacità assoluta di un certo marketing “che piace ai giovani”.
    Se si buttano su un blog da poche centinaia di hit al giorno, cosa faranno mai per i blog a traffico elevatissimo?
    E se per vendere i miei 400 lettori il prezzo è un pacchetto di preservativi all’avanguardia, cosa verrà offerto a chi ha da vendere alcune migliaia di lettori?

    Io comunque, continuo a parlare di ciò che mi và…

  9. In blog a traffico elevatissimmo sa di avere una virtù in mano, e si fa pagare profumatamente.

    In più diventa una questione di Marketing, con un piccolo Seth Godin che scopre cosa ha trasformato il Cat-blog in viral blog, individua un target di clienti e sceglie il prodotto.
    Diventa una coserella costosa, mirata, che richiede lavoro.
    Come dici, fosse arrivato il PR di un editore, avrebbe dovuto leggere il blog, farsi un’idea, contattarti, lusingarti, concordare la marchetta e la spedizione, verificare nel tempo che stai producendo quello che han pagato come lo vogliono, eccetera.
    Ore di lavoro, INPS, INAIL, il commerciale, il fiscalista (per far sparire il pagamento in qualche voce fumosa del bilancio).

    Mentre per i cat-blog “medi”, basta un robottino che legge i contatori e oltre un tot spara in automatico una mail “Tu dare spazio, io dare tappeto”.
    Su mille mail sparate, cinque che rispondono ci sono: e per un po’ di francobolli e una confezione omaggio pagata dal committente, hai l’immagine in giro (ed i dati anagrafici del personaggio, che valgono anche quelli)
    Basta uno zombie da callcenter che imbusti e spedisca.
    Una questione di costo/efficacia.

  10. Ricorda niente -I mercanti dello spazio-?
    Suvvia un pò d’allegria, il futuro è qui e ci siamo fin sopra i capelli.

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