strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Seppellitemi con Jackson & Livingstone

8 commenti

Curiosamente, nessun furbastro ha ancora risposto, nei due post precedenti

“Io mi faccio seppellire col Kindle e ci carico tutti i libri di <fate voi>”.

Forse perché chi passa di qui sa molto bene che farsi intombare in una cassa da morto piena di batterie di ricambio è quasi altrettanto sconveniente quanto chiedere al becchino di lasciare un foro nel sarcofago per fare uscire il cavo dell’alimentazione dell’e-book reader.
Potremmo quindi sghignazzare e dichiarare che, anche davanti alla Morte, il libro cartaceo rimane più comodo dell’elettronico.

Frattanto, però, su un blog qui vicino, mi sono rìtrovato a commentare la solita questione del cambio di paradigma, dei libri elettronici, del chissenefrega della sensazione tattile della carta, manica di feticisti del ca**o, tanto noi c’abbiamo gli elettroni.
Ed ho fatto presente per la milionesima volta che l’ebook per vincere deve fare qualcosa che il book da solo non riesce a fare.
Metteteci una copertina animata, tanto per cominciare!
Rilanciare formati estinti (novelette? Novelle?)
Pubblicate narrative non lineari!

Il che mi porta a pensare che, in effetti, se mi venisse concesso un solo libro per accompagnarmi nell’Ultimo Viaggio, potrei anche portarmi un libro-game.
E qui non c’è partita.
OK, OK, Lupo Solitario era una serie da paura, tutti quanti, per un breve momento negli anni ’80 siamo stati Cavalieri Ramas, ma per me il libro-game rimarrà sempre The Warlock of Firetop Mountain, di Steve Jackson e Ian Livingstone.
Lo acquistai… ah! Nel 1983, alla libreria Sevagram di Torino.
Riccardo Valla non mancò di sfottermi a morte per aver comprato quel libricino.
Che poi, voglio dire… io lo compravo, ok, ma lui lo vendeva.

The Warlock of Firetop Mountain è un libro che non ho semplicemente giocato.
L’ho consumato.
E poi l’ho prestato.
E poi l’ho modificato per poterci giocare in gruppo.

Cosa sia un libro-game dovrebbero saperlo tutti.
Si tratta di una narrativa non lineare, nella quale viene chiesto al lettore di prendere delle decisioni, di scegliere quali azioni verranno compiute dal protagonista della storia a fronte di certi eventi.
I primi libri-game (Warlock fu il primo) erano dei fantasy più o meno tolkienoidi.
Poi vennero libri-gioco di fantascienza, dell’orrore…
La serie più popolare è quella dedicata alle avventure di Lupo Solitario, ultimo dei cavalieri Ramas, ordine monastico magico-combattente votato alla lotta contro il male.

Si può parlare di letteratura, quando si parla dei libri-game?
Beh, romanzi non-lineari sono stati scritti e venduti da autori più che dignitosi, come Kim Newman (Life’s Lottery) e Alina Reyes (già, due libri-game erotici pubblicati da Mayfair, se ben ricordo).
E naturalmente, la saggistica non-sequenziale di James Burke è stata il preludio di ciò che sta diventando The Knowledge Web.

Quindi, perché no.
Nella mia ormai vastissima biblioteca post-mortem (chissà se anche a Tutankhamon capitò lo stesso….? “E poi mettiamoci anche il cocchio che ha detto Iguana Jo e quella maschera dorata che ha citato Giuseppe….”) , mettiamoci anche The Warlock of Firetop Mountain.
Magari nella bella edizione rilegata rigida extralusso del venticinquennale.
Come?
Certo che ce l’ho!
Il vecchio volumetto della Puffin acquistato da Riccardo Valla ventisette anni or sono è ormai troppo delicato per essere maneggiato…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “Seppellitemi con Jackson & Livingstone

  1. Lo sapevo che prima o poi sarebbe uscito fuori lo stregone di Jackson.
    Sono anch’io un fortunato possessore dell’edizione dell’82 (recuperata insieme ai 3 della serie “sorcery!”). Quello che più mi piace di questo librogame sono i disegni di Russ Nicholson, tanto semplici quanto evocativi.

  2. Infatti.
    Molto belli.
    L’edizione DeLuxe, naturalmente, ha anche la mappa, disegnata da Nicholson…
    Ma guardare la mappa vuol dire barare.

  3. Pingback: Seppellitemi con Jackson & Livingstone « strategie evolutive

  4. OK, OK, Lupo Solitario era una serie da paura, tutti quanti, per un breve momento negli anni ’80 siamo stati Cavalieri Ramas…
    ———–

    Ce n’era per tutti i gusti, fantasy, postapocalittici supereroi e perfino una serie sulla fondazione asimoviana [molto più recente mi pare], ma Lupo Solitario aveva un qualcosa in più.
    Solo in Thief Morrowind e in Oblivion ho trovato la stessa magia ma, non si è più nel campo dei libri ma in un altro…

  5. Naturalmente, ora esiste anche il Gioco di Ruolo di Lupo Solitario.
    ma usa il sistema D20, e quindi perde in leggerezza.
    Il bello dei libri del Lupo – così come per Warlock e tanti altri libri-game – è che il sistema era assolutamente trasparente.
    Ci giocavi ma non ti accorgevi delle regole, dei lanci di dadi…

    E ce n’era anche una serie massiccia a sfondo mitologico classico, ora che ci penso, che non era affatto male.

  6. Mai giocato a D&D o simili, gli unici giochi di ruolo a cui ho giocato sono Action RPG per PC, quindi sono alquanto digiuno del mondo D&D mentre mi trovo perfettamente a mio agio a parlare di videogame Free Roaming [i migliori] e le uniche mappe che conosco a memoria sono quelle di Tamriel e Cernobyl [stalker, che è anche quello del film] e razze come Dummer, Argoniani, Breton, Red Guard…
    Però sotto l’influsso di Lupo Solitario ammetto che mi sono cimentato nella creazione di un vero è propio, tradizionale, gioco di ruolo con tanto di regole, personaggi, razze mappe e una storia oscillante tra Conan il barbaro e i grandi Antichi come sfondo…
    Ho fallito miseramente [Dio come si moltiplicano le regole, poi bilanciare i perdonaggi o le razze è MALEDETTAMENTE… impossibile.] ma, è stato bello lo stesso, molto bello.
    E anche per quel tentativo ringrazio il tosto cavaliere Ramas, a cui auguro di non fare la fine del Solomon Kane cinematografico…

  7. Un film su Lupo Solitario?
    Sarebbe piuttosto improbabile, oggidì.
    All’apice del successo della serie, ci avrei visto bene uno di quei b-movie fantasy degli anni ’80 – tipo Beastmaster, o Hawk the Slayer.
    Zero effetti e molta faccia tosta.

  8. In tempi in cui si raschia il barile dell’immaginazione con remake di remake, niente è impossibile…

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