strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Arte per l’amore dell’arte, soldi per amor di Dio

11 commenti

… e poi dicono che su Facebook non si trova nulla di interessante.

Ottimo ed assolutamente condivisibile

Io adoro questa donna.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Arte per l’amore dell’arte, soldi per amor di Dio

  1. E non è l’unica a pensarla così: le prestazioni professionali vanno retribuite. Mi viene in mente Dream with sharp teeth e il magmatico zio Harlan:

  2. Quante volte mi è capitato.
    Particolare terribile è poi che queste piccole persone poi, come sempre, rigirano la frittata.
    E’ appena capitato alla mia sposa con un assessore di Verona (se lo ricordassi il nome lo farei, perché i nomi vanno fatti sempre, per sputtanare questa gente. Comunque credo sia l’assessore alla cultura o giù id lì), per una collaborazione di scrittura per una mostra (in cui giravano soldi per allestimento e per altre figure varie) lei chiedesse di essere trattata professionalmente e che le fosse riconosciuto il lavoro.
    Quando l’altro ha iniziato ad adoperare viscide scuse (‘che doveva farlo per amore dell’arte’ e puttanate simili) lei ha detto: no grazie.
    Il viscido allora è andato in giro ad affermare che non si era comportata professionalmente (quando non voleva neanche fare regolari contratti per le persone coinvolte non sapendo nemmeno come si gestisce professionalmente una mostra) e che la mostra rischiava di saltare per causa sua (chissà quanti soldi si è intascato intanto non pagando gli artisti coinvolti).
    E questa è una delle tante che potrei raccontare.

    Italia: paese di non-professionisti e approfittatori.

  3. Il mercato è stato drogato al ribasso.
    Non c’è attività più o meno creativa – scrivere, recitare, tradurre, disegnare – in cui non salti fuori regolarmente il solito imbecille che “Ah, ma io lo farei anche gratis!”

    Ora, non scherziamo – esistono situazioni nelle quali il pagamento è… diciamo atipico – ho fatto una traduzione in cambio di un ingresso ad un congresso molto esclusivo, tanti anni or sono.

    Però ormai il mercato è sbilanciato.
    Si aspettano la prestazione gratuita.
    E quando, come Ellison, domandi “Ma perchè, quando vai dal panettiere lui il pane te lo regala?”, ti rispondono che sei un fascista.
    O un comunista.
    Uno che pensa solo ai soldi.
    Uno che non ama l’arte.
    Uno che non è professionale.
    Sono delusi, molto delusi. “Non mi sarei mai aspettato…”
    Già – è quello il problema, vero?

  4. Senza dubbio, dal punto di vista fiscale delle volte il guiderdone in vil pecunio è un problema. Specie per piccole cifre.
    Ma, appunto, un biglietto, un pranzo, un invito, un cartone con cinque risme di carta (visto fare), dieci libri. Io dare cammello, tu dare tappeto.

    E proprio il concetto di pagarti che indigna il Sommo Organizzatore.
    Nell’arte è solo più facile perché la qualità è liquida, a me l’han fatto per produrre rubinetti.

    In questo, una attenuante viene dalla traduzione: c’era un tempo in cui il pagamento era in “Punti Karma”, come dice il padrone di casa.
    E quindi il lavoro era pagato, sia pure in modo non tracciabile.
    Si riceveva aiuto, pubblicità, networking.
    Si riceveva, difficilmente monetabile, rispetto.
    Chiaro, anche “ai bei tempi” c’era chi si ne approfittava. Ma…

    Oggi il punto Karma si è svalutato: voglio il lavoro gratis perché Lei-Non-Sa-Chi-Sono-Io, ma io non spenderò mai un neurone per Tu-Chi-Cacchio-Sei.
    Mi servi e basta.
    E, no, nell’unico metro di giudizio che capisco, no, cinquanta euro non li vali.

  5. No, al limite valiamo quattro euro l’ora, incluse ferie, mutua e TFR.

    Io non ho nulla contro il baratto.
    I punti Karma.
    Il semplice rispetto, o il pagamento dei debiti di gratitudine: ci sono due o tre università in Italia per le quali lavorerei gratis, se me lo chiedesse la persona giusta – semplicemente perché si tratta di persone che mi hanno offerto un’opportunità quando ero a terra.

    Ma il quattrino…. ah, il quattrino!
    “Dovresti essere tu a pagare me per il prestigio che ricavi a lavorare per noi!”
    Sentita davvero.
    Risposto male.
    Molto male.
    Non un briciolo di classe.
    Ma ogni tanto, un vaffanculo ci rinfranca l’anima.
    Lo diceva anche il mio maestro zen.

  6. Correggo: anche i bei tempi erano bei tempi fino ad un certo punto.

    Lettera di Groucho Marx ad Alistair Cooke, presentatore TV – 18 luglio 1957
    Caro sig.Cooke
    Nel ricevere la sua prolissa lettera, sono rimasto un po’ deluso di non trovare alcun accenno ai soldi.
    Naturalmente io sono un artista, ed ho la testa nelle nuvole, e sono stato molto felice di essere invitato a partecipare, gratis o giù di lì, a
    Meet The Press, a The Last Word, al City Center Theatre di New York, a due maratone notturne televisive ecc…
    Ma il mio manager, il sig.Gummo Marx, ha per i soldi una passione che sfiora il patologico, ed è per me fonte di costante imbarazzo.
    Pur tuttavia è mio fratello e, a scanso d’irritarlo, devo piegarmi ai suoi desideri.
    Spero che lei e la sua incantevole moglie siate felici ed allegri quanto il clima lo permette; e che questo biglietto non ponga fine alla nostra fragile amicizia.
    Saluti, Groucho.

  7. Questo accade frequentissimamente anche nel campo informatico a basso livello.
    Se uno chiede un parere ad un avvocato, questo (giustamente) chiede i soldi; se si fa visitare da un medico questo (giustamete) chiede i soldi, ma se qualcuno chiede una cosulenza informatica ad un esperto, si presume sia gratis.
    Come se l’expertise tecnica sia un sottoprodotto dequalificato per smanettoni che sono sempre disponibli a fare le cose gratuitamente perche ritenuti solo appassionati hobbisti e non professionisti all’opera.

    Chiudo con una citazione underground:
    “La qualità non piace a nessuno, Itala” (Boris 3)

  8. Ehilà, sono un designer.
    Mettetemi pure nei primi posti nella lista delle “categorie che dovrebbero lavorare aggratis e ringraziare pure, altro che storie”.
    Siti gratis, locandine gratis, copertine gratis, bookelet gratis, fotoritocchi gratis.
    Venghino, signori, venghino.
    Ma, come diceva mia nonna in carriola, la colpa non è (tutta) di questa gente.
    Che diavolo, se sapessi che ci sono carrozzieri disposti a riverniciarmi gratis il mio paraurti, ci andrei domattina stessa.
    Il problema è chi dice sì.
    Chi è dispost(issim)o a svendersi per nulla o poco più di nulla.
    Non riesco a capire costoro.
    Non li capisco e li detesto, perché è a causa loro che siamo scivolati tanto in basso.
    E se rinasco, faccio il fornaio: Buongiorno, mi dà due euro di pizza bianca?”
    “Ma certo, eccola, qua”.
    “Ed eccoa lei i due euro. Buongiorno”.
    “Buongiorno”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.