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Il Selvaggio West

25 commenti

Quasi un piano bar del fantastico.
La sola idea che esistano persone che al titolo The Wild Wild West associno l’orrida accozzaglia di idee di seconda mano e di pessima recitazione che è il film del 1999 mi spinge a scrivere quanto segue.

Dimenticate, per cortesia, il film con Will Smith.

Nel 1965, la CBS mise in produzione una serie che era stata venduta come “James Bond nel West”.
I romanzi di Fleming avevano un successo stravagante in quegli anni, e l’idea di accoppiare intrighi bondiani ad una ambientazione western era buona, ma non originalissima – la TV americana degli anni d’oro è costellata di serie comiche western, polizieschi western, saghe familiari western (la scelta migliore, per lo meno per i produttori – un cast fisso che può, di settimana in settimana affrontare storie romantiche, avventurose, drammatiche…).
Perché allora non una serie di spionaggio?

Dice Wikipedia

The show incorporated classic Western elements with an espionage thriller, as well as science fiction/alternate history ideas (in a similar vein to steampunk) and plenty of comedy. In the finest James Bond tradition, there were always beautiful women, clever gadgets, and delusional arch-enemies with half-insane plots to take over the country or the world.

I protagonisti sono due agenti del servizio segreto.
Robert Conrad interpretava la parte d Jim West, il bello della situazione, il tipo d’azione che stende i cattivoni a pugni o pistolettate, e poi rimorchia la bella (mai attrici sopra il metro e 67, per non mettere in cattiva luce l’eroe, che arivava al metro e ottanta solo grazie a tacchi da 8 centimetri). Conrad non usava controfigura nelle scene di combattimento, che coreografava con gli stuntman e, come il Capitano Kirk, il suo personaggio finiva spesso a torso nudo (…).
Più interessante, forse, per gli appassionati di steampunk, il personaggio di Artemus Gordon, quello specializzato in travestimenti e gadget tecnologici, che se la cava a chiacchiere e che, pur avendo pari dignità nella coppia, è sempre a rischio di diventare la spalla dell’eroe. La scelta del casting alleggerì in parte il rischio – Ross Martin era un prestigiatore e trasformista passato al cinema, parlava sette o otto lingue oltre all’Inglese, e curava personalmente make-up e trucchi del proprio personaggio, disegnando le proprie facce dopo aver letto il copione di ciascun episodio.
In ciascun episodio, a West/Conrad toccano due combattimenti, a Gordon/Martin un travestimento.
In effetti, l’essere troppo capace a cambiare faccia avrebbe dato dei problemi a Martin ed alla serie…

I due protagonisti si spostano per l’America a bordo di un treno a vapore privato, dotato di tutti i gadget della tecnologia vittoriana (a cominciare dal telegrafo) e di tutti i confort dell’appartamento di uno scapolo (a cominciare dal biliardo e dal mobile bar).

I cattivi sono il classico campionario di casi clinici da spionaggio anni ’60 – principi russi sadici, mandarini cinesi pazzi, reduci confederati recidivi, scienziati pazzi.
Spicca fra questi la nemesi fondamentale dei nostri eroi, quel Dr. Miguelito Loveless interpretato da Michael Dunn (visto anche in Star Trek) – impossibile da sconfiggere in maniera permanente, destinato a tornare in eterno, stagione dopo stagione, il Moriarty di The Wild Wild West.
Il fatto che Loveless fosse un nano è oggidì fonte infinita di problemi per la serie nell’America del politically correct – ed uno dei motivi per cui la serie, in DVD, ha un rating piuttosto elevato.
Quando venne girato il film con Will Smith, i geniali autori hollywoodiani decisero di rimpiazzare il terribilmente scorretto nano Loveless con… un paraplegico.
Già, un malvagio senza le gambe e relegato ad una sedia a rotelle.
Bel colpo, ragazzi!

Il successo della serie fu notevole (si produssero in totale 104 episodi).
La prima stagione, girata in bianco e nero, viene considerata la migliore dai puristi.
Ci sono più sesso e violenza (beh, ok, per gli standard dell’epoca), e le storie hanno un taglio più cupo (nonostante tutti gli elementi “leggeri”).
Le successive stagioni a colori ridussero drasticamente la violenza e gli elementi sexy, ed il povero Ross Martin non poté più utilizzare a pieno regime le proprie capacità di trasformismo – uno dei produttori aveva infatti ventilato la possibilità che il pubblico non riconoscesse Martin cammuffato.
I travestimenti successivi si fecero molto meno credibili, spesso imbarazzanti.

Nel complesso, passare dalla prima alla seconda stagione di Wild Wild West è un po’ come passare dal Bond di Connery a quello di Roger Moore.

Tutti gli episodi, tranne uno, si intitolano “The night…” – anche se nelle stagioni successive alla prima, l’elemento notturno ed onirico tende ad essere stemperato di giogionaggine, una certa influenza da Poe è innegabile.

Qui, per i più curiosi, i primi dieci minuti – sequenza pre-titoli e primi minuti – del primo episodio della prima stagione.
The Night of the Inferno.

Ammettiamolo, è un po’ diverso dal film con Will Smith.
I production values sono molto alti – come era tipico per la TV della metà degli anni ’60.
Ed è notevole l’abilità mimica e vocale di Ross Martin – che compare nelle prime sequenze senza make-up, lavorando senza trucco per mettere in campo la prima di oltre 104 differenti identità alternative.
La serie a colori sarebbe stata ancora più sontuosa, ma avrebbe perduto in contenuti e in momenti di virtuosismo – pur restando, per gli standard attuali, a livelli altissimi. Solo i pettorali di Conrad avrebbero continuato ad avere una buona esposizione (per la dannazione della commissione censura).

I titoli di testa, invece…

… sono un piccolo classico.

Alla fine, le continue accuse di violenza portarono all’uccisione della serie nel ’69, nonostante il gradimento del pubblico rimanesse alto – i gruppi genitori-insegnanti desideravano una serie western senza pistolettate, risse, e ammazzamenti vari.
Considerando che io ci ho fatto le scuole dell’obbligo, con The Wild Wild West – lo trasmetteva TMC – e che non sono risultato poi più deviato della media, pare che anche in questo caso l’allarmismo fosse, probabilmente, eccessivo.

Il merito maggiore dela serie televisiva risiede nella capacità di autori e tecnici di riuscire a fondere perfettamente l’ambientazione con gli elementi anacronistici – il treno con i gadget, le armi a scomparsa, i deliri politico-scientifici dei malvagi, non turbano mai la sospensione dell’incredulità.
Se l’anachrotech di Legend o di Brisco County Jr. fa sorridere, e invoca la scrollata di testa, in TWWW lo spettatore rimane coinvolto, ed al limite si dice “Che diamine! Un razzo in stile liberty/un siluro cammuffato da mostro marino/un cyborg a vapore…!”
Come ci riescono?
Probabilmente perché la telecamera non indugia mai sull’anacronismo, i protagonisti lo trattano come qualcosa di normale, quotidiano – è parte del loro mondo, e non suscita commenti o reazioni fuori misura. E le super-armi dei cattivi innescano l’urgenza di correre ai ripari, non la strizzata d’occhio al pubblico che certe cose le conosce bene.

Su 104 episodi, oltre la metà resistono molto bene agli anni.
Il resto è riempitivo, ma riempitivo di qualità.
È ragionevole affermare – dati alla mano – che oggi una serie del genere non si riuscirebbe più a produrre.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

25 thoughts on “Il Selvaggio West

  1. Sembra poco credibile ma anche Tex Willer (in tempi non sospetti) ha spesso intersecato elementi weird, anche se con un piglio ed una ingenuità tutta mediterranea.
    Sul fatto che oggi serie del genere non si riuscirebbe a produrre concordo, ma per ragioni di mutato target.

    In tema di weird western, cosa ne pensi del prossimo Jonah Hex cinematografico?

  2. Mi aspetto qualcosa sulla stessa linea del recente Solomon Kane.
    Diciamo, un film al gusto di Jonah Hex.

    Su Tex ricordo cominità relitte di conquistadores, enclave Maya (o erano Aztechi?), alcuni episodi con tecnologie più o meno anacronistiche.
    E naturalmente Mephisto.

  3. Il film di “Jonah Hex” è una semi-schifezza,non c’entra niente con il fumetto originale ed è simile più che altro a quell’obrobrio di film che hanno fatto su “Hellblazer”.
    In tema di weirdness nel western italico credo che Zagor sia più adatto,si è praticamente visto di tutto sulle sue pagine:robot giganti,alieni,vampiri,samurai,
    realtà parallele,investigatori,banditi,mutanti ecc,ecc..

  4. Bentrovato, francesco.
    Sul film di Hex mi confermi un sospetto di lunga data.
    Anzi, due – anche quello che gli americani non riescano a cavare un buon film da un buon fumetto (Hellboy potrebbe essere l’eccezione, ma anche così…)

    Su Zagor… ah, Zagor! Quanti anni.
    Però è vero, lo Spirito con la Scure ha visto di tutto.
    Sarebbe quasi il caso di fare un breve ricerca a riguardo…

  5. Grazie per l’esauriente lezione 😀

    comunque posso giustificarmi dicendo che non ho proprio mai avuto l’occasione di vederlo in TV… forse sarò arrivato dopo?

    uno dei produttori aveva infatti ventilato la possibilità che il pubblico non riconoscesse Martin cammuffato.

    Ma no! Cioè in pratica si ritrovano per le mani un mago e gli fanno fare il prestigiatore per bambini… che tristezza

    Comunque confermo la volontà di recuperarla… anche se 104 episodi sono un bel problema visti i tempi a disposizione

  6. Immaginavo motivi anagrafici 😀
    Ma d’altra parte, è un dovere dei vecchi quello di cercare di preservare le proprie esperienze – nella speranza che interessino a qualcuno.

    La serie è uscita tutta su DVD negli USA e, curiosamente, in Francia (dove pare che il pubblico la idolatri al punto che West e Gordon compaiono anche, in parodia, in un albo di Lucky Luke).
    Altrimenti, si possono tentari i vari muli, torrenti o quant’altro… sono poi solo una trentina di giga…

  7. e, curiosamente, in Francia

    In Francia vanno benissimo lavori che altrove (Italia in primis) magari nessuno si fila… ed in genere son sempre cose piuttosto affini ai miei gusti 🙂

  8. Il problema con gli americani è che sembrano soffrire di uno strano comportamento compulsivo:edulcorare tutto quello che reputano diseducativo.John Constantine,Jonah
    Hex,Judge Dredd,V,gli anti-eroi di Watchmen sono solo alcune delle vittime di questa “cura”.
    Prossimamente dovrebbe toccare a Lobo e io piango già perchè almeno le prime storie di Keith Giften le avevo apprezzate.

  9. No… edulcorare Lobo è impossibile.
    O meglio… ok, tutto è possibile.
    Diciamo allora che è un gesto criminale.

    Però è vero – loro non censurano ciò che trovano pericoloso, si limitano a pagare l’autore (o un altro autore!) affinché modifichi i contenuti.
    Senza tener presente che il motivo per cui loro stessi sono interessati a quel soggetto sono proprio gli elementi “diseducativi”.
    Che strana gente…

  10. se edulcori Lobo ottieni Bud Spencer.

  11. Come ben sai non amo molto i remake mi sembrano la classica scorciatoia degli uffici marketing con povertà d’idee,quindi il film con Will Smith lo vidi ma ridendo ogni trenta secondi per il confronto con l’originale(che ovviamente ne usciva vincitore in pieno. D’accordo con te che oggi una serie del genere ce la sognamo e lasciami dire che per noi che siamo cresciuti con questa serie(ma anche con The Persuaders,The Prisoner e the Avengers) questa sia la perdita maggiore.
    Su Zagor effettivamente sono stati fatti dei film in Turchia,dove il personaggio era ed è popolarissimo,i film erano stati girati senza pagare i diritti alla Bonelli,(erano i seventies,anche per questo).
    Sergione Bonelli,sul momento si arrabbiò,ma passato il momento,si è dichiarato orgoglioso che dal suo personaggio siano stati girati dei film.

  12. Quella dei film turchi di zagor è un po’ come quella della popolarità leggendaria di Alan Ford nella ex Yugoslavia ed aree limitrofe.
    Stranissimo.

    Io a dire il vero non sono riuscito a ridere guardando il filmello tratto da TWWW – sprecato Kevin Kline, sprecato Kenneth Branagh, Will Smith al suo più insopportabile…
    Pessimo.
    Ah, sì, c’era Salma Hayek in corsetto.
    Troppo poco e troppo tardi.

    Eppure non sarebbe difficile – voglio dire, è un telefilm, sono immagini in movimento… copiatelo, fatelo uguale, scena per scena, inquadratura per inquadratura…
    E per una volta evitate quegli stupidi test-screening con una platea di ragazzini drogati…
    Macché!

  13. Beh!
    Il povero Branagh era il più sprecato del mazzo.
    Ma poverino doveva ripagare tutti i debiti del divorzio da Emma Thompson,nonchè quelli enormemente più alti del flop di Frankenstein.
    La Hayek la preferisco in Dal tramonto all’alba…confidenza per confidenza.
    Nick

  14. Dal tramonto all’alba, del quale esiste un (debole) prequel in salsa weird western.
    Tutto torna.

  15. Esatto!
    Il numero 3 con Ambrose Bierce come protagonista!
    Tutto torna al Titty Twister!

  16. Ok, occhio che abbasso il livello della discussione di botto.

    Sono l’unico a cui la sigla iniziale fa venire da pensare al Carosello della Carne Montana?

  17. In quegli anni quella grafica era abbastanza comune nelle reti televisive sia in pubblicità che nelle serie.

  18. Rapido update su Jonah Hex dopo il sabotaggio memetico di Locomotiva…

    When a film is confused as to its own purpose, you know you’re in for a long, hot, stinky, summer flop – and Jonah Hex is one unbelievably bad, mixed up movie. More of an outline for a good idea than a fully realized entertainment (the credits start rolling at the 73 minute mark!), it wastes the talents of Josh Brolin, a halfway decent – and somewhat zombified – Megan Fox, and a Neveldine/Taylor screenplay that hints at its Crank/Chev Chelios in the Old West origins.

    Così dicono su PopMatters, dove di solito sono affidabili…
    Ora sarà divertente sentire cosa ne dice Ebert.

  19. Ah, ecco Ebert…

    Stunk Crick is your standard frontier town with a wide Main Street, a saloon, and a room over the saloon occupied by Lilah, a sexy hooker. The presence of Lilah in the film is easily explained: She is played by Megan Fox. If you want a woman in an old western town, there are only three occupations open to her, hooking, schoolmarming, and anyone called Ma.

    Lilah and Jonah are in love, for reasons unexplained. It certainly isn’t because of the level of their conversation. The only hooker in a Western I’ve ever believed in was in “Lonesome Dove,” but I’ve seen “Lonesome Dove,” and “Jonah Hex” is no “Lonesome Dove.”

  20. Tanto per rialzare la media dopo il sabotaggio: io9.com: dear hollywood, you absolutely suck at making weird westerns

    Che è tangente all’argomento: Johan Hex e Wild Wild West, i due soli wierd westerns usciti dalle major, entrambi andati FUBAR al botteghino, perchè.
    E una serie di esempi di film minori che con due soldi ed imbastardendo il genere han fatto dei risultati.

  21. Visto, ho Io9 sul mio feed reader – semplicemente volevo evitare di rincarare la dose.
    😀
    Sai, non vorrei sembrare troppo cattivo…

  22. Pingback: Strambo West « strategie evolutive

  23. sono un grande appassionato dello show ma mi sono dovuto rassegnare nel vederlo tradotto in italiano anche se la seconda e terza stagione sono state tradotte. io mi sono procurato tutte le 4 stagioni in lingua originale( la prima bellissima). volevo chiedere se non vengono commercializzate in italiano per problemi di diritti o qualcuno sa dirmi i motivi. mi piacerebbe scambiare qualche chiacchera con un affezionato come me grazie

    • Riguardo ai doppiaggi italiani, risalenti metà anni ’70, le due ipotesipiù probabili sono a) che i nastri dei doppiaggi siano semplicemente andati perduti, oppure b) che si trattasse di una distribuzione che è poi incappata in qualche problema legale sul copyright.
      Spero che qualche ltro surfista abbia delle informazioni più precise.

  24. Pingback: Alla conquista del (Weird) West | strategie evolutive

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