strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Mezza Pinta

14 commenti

Qualche giorno addietro ho detto che Scarlett Thomas dovrebbe pagare una birra ad Alex Mcnab – perché senza il suo commento positivo su uno dei suoi romanzi, i due ultimi tomi della madama sarebbero rimasti intonsi sullo scaffale in attesa di essere riciclati.

Invece mi sono preso un paio di pomeriggi e mi sono letto L’Isola dei Segreti, appena pubblicato da Newton Compton per 4.90 euro.

E la reazione è – mah!

Oh, certo è scritto molto bene.
E ci sonoun paio di idee molto buone, lì dentro.
Il problema è che, per qualche misterioso motivo – che forse poi così misterioso non è – il totale è inferiore alla somma delle parti.

La trama in due parole – sei giovani delusi dalla propria situazione generale rispondono ad un misterioso annuncio, compilano un questionario e si ritrovano intrappolati su un’isola, senza comunicazioni con il resto del mondo, senza sapere cosa attendersi.

Ora, la trama non è originalissima.
Chiusi nella grande casa deserta che domina l’isola, i sei ragazzi chicchierano e condividono sempre più profondamente le proprie esperienze.
Sparano un sacco di scemate.
Hanno decisamente visto troppa televisione.
Il dialogo è ben scritto, ma la caratterizzazione dei personaggi è piuttosto superficiale.

C’è l’insicuro laureato in matematica, il geek per metà giapponese che è un asso con la tecnologia, il rasta piccolo spacciatore ma simpatico.
C’è la ragazza con personalità borderline, la ragazza facile, la ragazza per bene con un passato traumatico.

L’impressione è un po’ quella di assistere ad una lunga puntata di un qualche reality show nel quale per qualche motivo tutti i partecipanti sono più intelligenti e interessanti della media.

Poi arriva il colpo di scena, la grande rivelazione – ma si tratta di una scelta sospesa fra il prevedibile (per capirci, RKO – 1932) e l’arbitrario, che sconvolge solo i personaggi nel libro ma strappa uno sbadiglio nel lettore.

Che, confrontandosi con la scelta finale una ventina di pagine dopo prova non poca perplessità – e gli sorge il dubbio di aver gettato due pomeriggi.

Certo, il romanzo ha quasi dieci anni, è l’opera prima dell’autrice, e viene pubblicato ora sulla scia di un successo che ha arriso alla Thomas grazie ad opere più recenti e più complesse.

Credo che valga solo mezza pinta di Guinness, insomma.
Per il terzo romanzo, che ora giace triste sullo scaffale, aspetterò qualche tempo.

PS

Già, dimenticavo – se non avessi trovato un riferimento a degli “uccelli simili ad ostriche” a circa un terzo del romanzo, avrei avuto molta più fiducia nella traduzione.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Mezza Pinta

  1. Forse si tratta dei poco conosciuti passeri bivalve, il cui becco ricorda vagamente l’ostrica 🙂

  2. Oh, nel mondo della traduzione, tutto è possibile… 😀

  3. Sono sempre più convinto che valga la pena procurarsi opere in lingua originale, che siano libri o film, anche se già tradotte, proprio per evitare impiastri del genere o adattamenti arbitrari.
    Per il resto, sono deluso e allo stesso tempo sollevato; stavo per iniziare proprio da questo libro, e invece…

    🙂

  4. sicuramente hanno tradotto “ostrichs” – struzzi – con “ostriche”.
    Un errore può sempre scappare, il problema è l’assenza di cura del testo da parte dell’editore

  5. Ho appena finito di leggere la traduzione di Nova Swing – dopo aver invitato tutto il mondo a leggerlo nel megablog sulla letterarietà che aveva segnalato ad Elvezio, ed aver sorprendentemente ottenuto disponibiltà trasversale da critici e lettori alike. Poi, appunto, l’ho letto in italiano. Non ci saranno errori marchiani, ma parecchie frasi o modi di dire tradotti letteralmente rimangono sul gozzo, così come alcune scelte. E il ritmo si inceppa.

    Però cazzo, come è possibile uccelli simili ad ostriche? Prima di darti alla traduzione creativa controlla un qualsiasi dizionario, anche online.

  6. L’isola dei segreti è il peggiore dei suoi libri. Di quelli che ho letto finora. Non a caso è stato recuperato “postumo” in Italia, vale a dire a traino del successo degli altri due.
    Comunque non è una scrittrice che mi sento di promuovere in pieno. Però le riconosco il fatto di avere idee, originalità e coraggio.

  7. Indipendentemente dalla traduzione sbagliata o no,credo proprio che me lo lascerò scappare questo testo:i personaggi mi sembrano tutti tragicamente stereotipati e da come ne parli sembra un libro noioso.
    Quindi passo.

  8. uno non vorrebbe credere ai pregiudizi sui metallari…

  9. Sempre meglio che essere un emo punk…
    Eh eh eh

  10. Qui non si tollerano battibecchi fra metallici ed emo.

    In se il romanzo non è noioso – è semplicemente debole.
    Potrebbe venirne fuori un bel film per la TV 😉

  11. Caro Davide bisognerebbe prima decidere su quale televisione possa andare:se la Rai,Mediaset o una straniera:Se Mediaset tra i protagonisti ci potrebbero essere ex veline,ex tronisti,ex grandi fratelli,.Se invece lo facesse la Rai tra i protagonisti ci potrebbero essere ex veline,ex tronisti ed ex grandi fratelli. si mi sa che di questa scrittrice leggerò qualche cosa.Non questo libro però
    Se invece lo facesse la Sette…non lo vedrebbe nessuno perchè sarebbero tutti a vedere l’isola dei famosi o il grande fratello.
    Ma si mi sa che di questa scrittrice leggerò qualcosa.Ma un altro libro non questo,tu quale mi consigli.
    Però ribadisco che la Thomas ha troppo la faccia da criminale.
    Nei panni di ALex io porterei il giubbotto antiproiettile quando la invita,non si sa mai.

  12. PopCo non mi è dispiaciuto.
    Ma è un romanzo a tesi, quindi se non ti va di sentir parlare malissimo delle grandi aziende, e dei pubblicitari inparticolare, caschi male.
    The End of Mr Y – che qui da noi si intitola Che Fine ha Fatto Mr Y – è il suo lavoro migliore.
    Io l’ho solo iniziato, e pare promettente.

    Sull’aria da assassina seriale di scrittori, concordo – così come sul giubbotto antiproiettile (e magari un bel taser).

  13. beh…
    non l’avrei letto
    e ora so che non lo leggerò,
    e poi
    non son un emopunk con l’uccello simile a un’ostrica!

  14. Pingback: Due Ore da Ammazzare Special – Shopping Natalizio 2 « strategie evolutive

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