strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Cartoni Animati Giapponesi

39 commenti

Pezzo a richiesta per il piano bar del fantastico.

La richiesta fa più o meno così…

Senza polemica e tenendomi in disparte dalla discussione, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi (pianista?) o sapere a tuo parere quali sono le serie animate più interessanti. Il mio giudizio è stato di certo viziato dall’Hype, non lo nego.

E chi sono io, per essere immune all’hype – o peggio, all’effetto nostalgia?

Post difficile per tanti motivi.

Il primo è che, da almeno una decina d’anni, non seguo con regolarità i cartoni animati giapponesi.
È stato l’avere troppo a che fare coi fan, credo, e con i loro continui, inutili battibecchi che mi ha stancato.
Mentre all’estero al di sopra del chiacchiericcio si levano voci in grado di fare qualcosa di grande, qui da noi è difficile da impazzire fare qualcosa di buono.
Escono dei buoni libri, certo, ci sono delle iniziative interessanti.
Ma il fandom è ormai al solipsismo assoluto – e continuano a stersene lì, a discutere se sia megli Lamù o Fujiko, se sia più forte Ken o Goku, se Mazinga faccia più chilometri con un litro di Gundam.

Quindi non sono un osservatore così affidabile, credo.
Mi mancano le novità – per lo meno la gran parte delle novità.

E c’è poi il dato anagrafico – io appartengo a quella generazione che è vissuta per circa 10 anni in un mondo in cui non c’erano cartoni animati giapponesi.
Per questo motivo – lo ammetto – tendo ad avere poca pazienza con gli esperti sotto ai trent’anni che popolano la rete.
Io il fenomeno l’ho visto cominciare.
Io ho visto i primi episodi la prima voltache sono passati in TV.
Quello che voi chiamateil boom degli anime per me era il secondo boom degli anime.

L’elemento anagrafico stende oltretutto una patina nostalgica su tutto l’ambaradan – era davvero Gundam 0079 meglio di Evangelion? O è solo perché il primo l’ho visto da ragazzino, ed il secondo da adulto ho fatto una fatica mortale a guardarlo?

E c’è stata davvero, una piega verso il pessimismo e la malinconia nelle serie degli ultimi dieci anni, o sono solo io che non mi diverto più come una volta?

Ma d’altra parte, questo è il mio blog, dove discuto di quello che mi pare.

Allora, rimuoviamo il blocco del passato.
Per farlo, credo esistano pochi metodi più efficaci di questo.

Considerate per cortesia che, con l’arrivo dell’animazione giapponese nel nostro paese, passammo sostanzialmente da questo…

… a questo…

Ci sono domande?
[PS – spiacente per l’embedding disabilitato – io le odio, certe cose]

Scordatevi Goldrake e Mazinga – per quel che mi riguarda, il futuro cominciò con Capitan Harlock.
Non mi interessa che il disegno sia (ingannevolmente) primitivo, che il doppiaggio sia patetico, che sia intriso di retorica…
Ha una trama!
Pirati nello spazio! Astronavi sulla preistoria! Battaglie spaziali!
Cosa si poteva dare, di meglio, ad un ragazzino che viveva di fantascienza – Williamson, Hamilton, Brackett, Kuttner, Moore… – se non Capitan Harlock?

La presenza di una trama, di una struttura attorno alla quale è costruita la storia, è l’elemento di forza del cartone nipponico, che lo porta immediatamente a trionfare quando buttato su un mercato fatto di Tom & Jerry e “radio con le figure” di casa Hanna & Barbera.
Ed io resto legato alle trame.

Forse anche per questo, le serie più recenti mi lasciano un po’ così – la trama latita, spesso si producono milioni di episodi allo scopo di vendere milioni di copie del gioco di carte…

Se Capitan Harlock portò sui nostri schermi il sense of wonder, allora Gundam portò the high frontier.
Nei primi minuti del primo episodio c’è una colonia di tipo L5 di O’Neill – presa di peso dalle illustrazioni dei libri di O’Neill.
E per la prima volta i cattivi non erano mostri – erano esseri umani.
Era una questione politica.
Wow!

Gundam, con la sua brutalità, le sue crisi psicotiche e la consapevolezza che chi combatte muore non era poi quella cosa terribile per quelli di noi che avevano visto l’ultimo episodio di Zanbot 3 – altro che Evangelion!

Poi naturalmente Lupin Terzo, che porta al contempo sesso e violenza, ma anche umorismo e ribalderia.
La prima serie in particolare è curatissima nel tratteggiare gli ambienti, i fondali…
E da qui in avanti si spalancano le porte ed è l’invasione.

Le opinioni diventano puramente personali.
Robot giganti?
A bizzeffe, ma ora come ora ricordo solo Daitarn 3 e Trider G7.

Amo la linea grafica dei vecchi cartoni basati sul lavori di Sanpei Shirato – il Ninja Bugeicho – anche quando le trame vacillano.
Mi piace lo steampunk di Il Mistero della Pietra Azzurra anche se i due personaggi principali sono odiosi.
Ho guardato con piacere e divertimento Cowboy bebop – incluso il film – nonostante il finale deprimente.
Sono ancora indeciso, alla voce fidanzate aliene, fra Urusei Yatsura e Tenchi Muyo.
Mi è piaciuto Maison Ikkoku anche se era troppo lungo, ho odiato Kimagure Orange Road.
Considero tutti i cartoni animati con maghette, streghette, e compagnia danzante una piaga.
E non mi esprimo su Sailor Moon perché conosco chi mi gambizzerebbe…

E naturalmente vivo con la consapevolezza dolorosa che nessun gaijin potrà mai capire Doraemon.

In tutte queste storie – e anche nelle altre, giù giù fino a Bem, Astroganga e Chobin – c’erano delle idee.
Non si trattava di riempitivo.
E noi esseri umani siamo affamati di idee.

Cosa consiglierei ora?

A parte Haruhi Suzumiya?

L’ovvio – Ghost in the Shell – Stand Alone Complex.
Una buona fantascienza post-umana ben disegnata e con delle buone idee, meno deprimente dei due (peraltro bellissimi) film.

Il meno che ovvio – Kosetsu Hyaku Monogatari
Massiccio horror di radice letteraria, con elementi antropologici e folklorici, ed una grafica meno che usuale.
Esiste a quanto pare in inglese col titolo di Requiem from the Darkness.

Il classico – Spice & Wolf
Altra serie di matrice letteraria, un fantasy atipico gestito con una certa intelligenza.
Esistono anche i libri (in inglese).

Il resto è ormai il dominio del gusto personale.
Trovo gran parte dei prodotti seriali molto difficili da digerire – ma mai quanto gli otaku.

Ed il sentimento, io credo, è reciproco.

Resto perciò qui nel mio angolino di Monferrato, e mi riguardo le sequenze finali di Gundam…

=-=-=-=-=
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

39 thoughts on “Cartoni Animati Giapponesi

  1. A me Doraemon piace un sacco… Che io abbia DNA giapponese? Ce ne ho anche uno appeso allo specchietto della Matiz.

  2. Mamma mia che trip…
    Simili articoli sono deleteri per il sottoscritto, perché mi fanno venire voglia di riprendere in mano ognuna delle serie da te nominate, soprattutto Harlock e Cowboy Bebop (quest’ultimo soprattutto per la straordinaria colonna sonora, a mio modesto parere una delle migliori di sempre). Riguardo GITS, invece, sorvolerei sull’inutile riedizione del primo film d’animazione tratto dalla serie, probabilmente il peggior esempio di sempre in fatto d’implementazione del 3D (non nascondo di essere un purista del bidimensionale).

    PS: Giusto per sapere, ma di Gundam salvi tutto (compreso Wing), oppure solo la serie Mobile Suit?

    PPS: E’ bello scoprire di non essere il solo a considerare Sailor Moon e affini una piaga. A mio avviso proprio quell’anime ha rappresentato il punto di non ritorno…

  3. consiglio Kaiba, piccolo capolavoro seriale ricco di idee…

  4. @andrea
    Non sono sicuro che DNA nipponico in tracce sia sufficiente – bisogna essere giapponesi d.o.c. per capirlo.
    È un fatto.

    @okamis
    Cowboy bebop aveva una colonna sonora eccellente – ho tutti i CD, e si ascoltano con piacere anche come semplice musica.
    Gundam… c’è un momento in cui Gundam smette di essere una serie e diventa una macchina per vendere modellini.
    Io salvo Gundam, Gundam Z, Gundam 0080 (War in the Pocket) e già Gundam 0083 mi lascia un po’ freddino – bello, eh, ma… mah!
    I film sono quel che sono..

    @matteo
    Annotato Kaiba, farò indagini.

  5. Pensavo avresti messo anche Planetes nelle serie di solida High Scifi. Grazie mille. Leggenda vuole che Anno abbia fatto Evangelion spinto dalla depressione post Nadia, in cui gli avevano legato le mani dal punto di vista creativo (e già così, il mistero della pietra azzurra, è uno degli anime che ricordo con più affetto).
    Zambot 3 ha traumatizzato un po’ tutti. Detto questo mi faccio di nebbia come promesso

  6. Vedi?
    Planetes mi mancava.
    Ora ho qualcosa di interessante su cui mettermi a caccia.

  7. Astronavi sulla preistoria. Bibbia iconografica della mia preadolescenza. Un giorno racconterò che non c’era ancora internet.

  8. a me mancava Requiem from the Darkness, ma messo in mezzo a un panino così succoso, Spice e Stand Alone, non me lo farò mancare per molto.

  9. Lamù è molto meglio di quella tettona di Fujiko.

  10. Il finale di Zambot 3 è una dalle cose più traumatizzanti che un bambino possa mai vedere,mentre Modile suit Gundam è stata la serie che mi ha aperto le porte ad un certo modo di concepire gli anime.Io,comunque, aggiungerei anche Danguard tra le serie “mito”.Ma del resto io con quei cartoni continuo a farci i conti tutti i giorni:quando è nata quella che poi sarebbe diventata mia moglie alla sorella maggiore piaceva Goldrake,quindi io ho sposato una ragazza che si chiama Venusia.
    Mi è andata bene pensate se alla sorella di mia moglie gli piacevano le Sailor…

  11. “E non mi esprimo su Sailor Moon perché conosco chi mi gambizzerebbe…”
    No no, per carità, ti stimo troppo per farlo e mai farei del male a uno dei miei Blogger preferiti 🙂
    Però… però… Però nel 98% dei casi, e mi son tenuto stretto!, chi critica, odia, detesta, considera “una piaga e un punto di non ritorno” [mi piacerebbe sapere COSA INTENDE questo signore con questa sparata] Sailor Moon, ne ha visto al massimo una manciata di episodi. Fossero anche due manciate, non bastano comunque per affossare questa serie.
    A prescindere che de gustibus etc. etc., tu stesso – Davide – sai bene cosa dice di, per esempio, BTVS la maggior parte della popolazione che non l’ha vista o al massimo ne ha visto qualche puntata, giusto? Mentre, mi pare, siamo daccordo, tu ed umilmente io, nel ritenerla una buona serie televisiva (spero di non ricordare male… sennò il discorso con te come “testimone diretto” non regge).
    Sailor Moon, così come BTVS, è innegabilmente una serie partita in modo estremamente diverso, se non opposto, alla sua stessa prosecuzione: stereotipi, una trama-non-trama in cui ogni episodio è identico al succcessivo (arriva il Nemico, trasformazione, battaglia con crisi, vittoria finale delle Guerriere; per Buffy è lo stesso: vampiro cattivo/mostro, botte, palettata nel cuore, fine episodio).
    Già dalla Seconda Stagione le due serie cominciano ad uscire dagli stereotipi e ad entrare in una complessa, molto complessa “continuity”, a delineare personaggi difficilmente inquadrabili in “buoni” e “cattivi”.
    Basta coi paragoni, se non per ricordare una ESTREMA SOMIGLIANZA tgra le due Serie, al punto che infine, com’era ovvio, si è scoperto che Whedon era un nemmeno troppo segreto ammiratore delle Guerriere Sailor!
    Dunque, sempre tenuto conto che nessuno è obbligato a sorbirsi una serie a cartoni animati se non ne ha voglia, è sempre comunque bello parlare, e stroncare quando è il caso, ciò che si è VISTO e che si conosce, in modo da poter dare delle MOTIVAZIONI al proprio odio, disgusto ecc.
    Sailor Moon, dalla metà della seconda stagione in poi, entra in dimensioni del fantastico difficilmente affrontate prima in un cartone trasmesso in Italia, Non a caso sono nate le famose polemiche apocalittiche che si sono susseguite per ANNI, con tanto di “psicologhe”, moigi, preti&suore, articoli “giornalistici”, servizi, saggi ecc. “Confusione” di identità sessuale, transgenderismo e omosessualità sono state le tematiche che più hanno colpito i bigotti, ma anche me stesso – che in tutto ciò sono ovviamente di parte dato il mio orientamento affettivo sessuale. Ma non solo: la continuity complessa, i viaggi nel tempo, le tematiche mistico-religiose, l’avventura, l’horror e il fantasy e sanissimi stimoli a riflettere su valori universali come la solidarietà, l’amicizia, la fiducia in se stessi anche e soprattutto se “diversi” ecc. fanno di questa serie animata uno scrigno pieno di moltissime cose, che si possono conoscere, ed eventualmente criticare e disprezzare o combattere, conoscendo la serie stessa. E’ chiaro che a dei diciassetteni brufolosi con aspirazioni macho, quel cartone non possa piacere. Non subito perlomeno 🙂 E’ altrettanto chiaro che, gusti o meno, Sailor Moon fu un cartone che affrontò in modo delicato ma coraggioso una serie di tematiche “scomode” e non è un caso se conquistò l’amore di milioni di fan, maschi e femmine e transgender, in tutto il mondo (non dimenticandosi che qui da noi si vide una versione con molti tagli e stravolgimenti della storia, per finire con un finale completamente censurato). Sia chiaro: non sto dicendo che SM “deve piacere” per forza, ma solo che per criticarlo sarebbe bene conoscerlo, ok? Vorrei proprio, comunque, sapere questa storia del “punto di non ritorno”, anche perché i cartoni sulle “majokko” sono antichi e non certo nati con SM. Vorrei proprio sapere cos’è che ha ROVINATO, visto che “punto di non ritorno” mi ricorda giocoforza una nefanda influenza successiva o una cosa del genere. Comunque tranquilli, i vostri maschissimi Robottoni non hanno subito danneggiamento alcuno dalle Guerriere Sailor 🙂
    un caro saluto.

  12. @marco
    Grazie per aver risolto dopo decenni un grave ed annoso problema filosofico.

    @nick
    Danguard!
    Quasi lo scordavo.
    Ed i miei rispetti alla signora – ci sono momenti in cui sono contento di essere io, in casa, il fratello maggiore…

    @orlando
    Ti aspettavo!
    Arrivo fra un attimo…

  13. Come il calciatore dell’Olanda di ieri ! Alla sorella maggiore piaceva Al Jarreau e lui l’hanno chiamato Eljero! Queste sorelle maggiori son pericolose. Se avrete dei gemelli li chiamerete Alcor e Actarus? 🙂

  14. @orlando
    Grande contributo, grazie.

    Accetto in pieno il discorso sulla necessità di dare ai prodotti seriali il tempo di crescere.
    Ed hai ragione – non ho visto molto, di Sailor Moon.
    Si tratta di una delle serie del picco – il momento in cui, lo ripeto, più l’atteggiamento dei fan che non la qiualità dei prodotti mi aveva abbastanza stancato.
    E poi, fammi causa, non è il mio genere.

    Non dubito che la trama sia complessa, e che i temi siano interessanti – si tratta di un prodotto di punta, è ovvio che sia stato curato nel dettaglio.
    Sono certo che discorsi estremamente solidi si possano fare sulle qualità narrative di Creamy Mamy o di Kimagure Orange Road.
    O di Cat’s Eye o City Hunter.
    O quel baraccone che era Excel Saga (insopportabile).
    Purtroppo – per il mondo della critica, che si perde le mie preziosissime opinioni – non ho retto oltre la manciata di episodi in nessuno di questi casi.
    Posso incolpare il doppiaggio (che è spesso criminale, io ormai vivo di fansub), o la caratterizzazione dei personaggi.
    O magari era il momento sbagliato.

    Posso dire lo stesso di Lost, o del nuovo Galactica, o di un sacco di altra roba.

    Ma il vero problema sono i fan di Sailor Moon, giusto?
    Se non ti è mai capitato di sedere ad un tavolo con quattro irsuti ultra-quarantenni che giocano al gioco di ruolo di SM accapigliandosi per decidere chi deve trasformarsi prima, non hai mai conosciuto l’orrore.
    A meno che tu non li abbia incontrati quando erano in cosplay…

    Chiudo con una notarella sui censori.
    Io la odio questa gente.
    E tieni presente che appartengo alla generazione che si è sentita dire che Goldrake era brutto perché era “fatto col computer”.
    I miei genitori non mi hanno mai censurato nulla – lo si guardava, se ne parlava.
    Al limite ci si domandava perché era divertente, se lo era davvero.
    Credo che resti l’unico atteggiamento intelligente e sano.

    Ed ora, vado a cercarmi tutti gli episodi di Revolutionary Girl Utena – che mi acchiappa molto di più che non Sailor Moon 😛

    PS – ma visti gli strapazzamenti “trasversali” di Go Nagai, siamo poi sicuri che i robottoni…?

  15. No Marco,parlando seriamente stiamo provando ad avere figli,ma quando ne avremo avranno classicissimi nomi Italiani.
    Poi per un appassionato di comics e fantascienza con un nome così poteva solo essere la donna della mia vita.
    Infine ti auguro di trovare presto la persona della tua vita così magari per punizione si chiamerà Lamù o Fujiko.

  16. Faccio valere il peso dell’età e le cicatrici per ricordare ai frequentatori di questo forum che un uomo si può criticare per molte cose, ma non per la propria scelta di lavoro, o per la scelta della sua donna.
    Limitiamo le battute sulle mogli, le fidanzate e tutto lo spettro dei partner al minimo, per evitare che quella che a noi pareva una battuta spiritosa offenda qualcuno.

    Ed ora, torniamo a parlare di cartoni animati…

  17. Grazie Davide lo apprezzo molto.Detto sinceramente e lo dico pubblicamente le continue battutine di Marco nei miei confronti cominciano a stancarmi.
    Quella su mia moglie poteva risparmiarsela.
    Quindi d’ora in poi non gli risponderò più nè su questo nè su altri blog.
    Mi dispiace doverlo dire e di metterti in mezzo se vuoi dopo puoi cancellare questo commento.

  18. Io non cancello nulla.
    Su questo blog i problemi si risolvono parlandone.
    Mi dispiace che la situazione abbia preso questa piega.
    Mi sentirei di dire che non penso vi sia malizia o alcun intento aggressivo da parte di Marco, ma lui è perfettamente in grado di parlare per sé.

    Dal canto mio, mi dispiacerebbe perdere due commentatori intelligenti e divertenti.

    [visto cosa succede quando si comincia a parlare di Sailor Moon? :-P]

  19. Shock culturale, quello che ci fù ai tempi della goldrakemania e che fece impazzire tutta Italia, quello che portò associazioni di genitori, giornali, sociologi, psicologi e perfino i partiti politici a farsi avanti contro il pericolo rappresentato dai cartoni giapponesi.
    Noi che ci passammo in mezzo non ci facemmo caso, per noi erano solo nuovi [bellissimi] cartoni animati, per la società civile era il male, era istigazione all’uso di droga, alla delinquenza, al terrorismo, al fascismo, al comunismo… i cartoni giapponesi facevano questo, e chi lo diceva non rideva, ci credeva seriamente.

    Allora i miei preferiti erano Jegg robot d’acciaio, Bem, l’uomo tigre [che lotta con furore… rigorosamente da cantare con l’accendino acceso] Capitan Futuro.
    Dei nuovi Keroro che trovo molto piacevole, peccato che come tutti gli anime venuti dopo Goldrake soffra di tagli & ancora tagli & riadattamenti per il mercato, del resto il ragionamento dei censori è semplice e lineare: cartone animato=roba per bambini.
    Forse lo shock culturale non è ancora passato.

  20. Beh finchè non sarai tu a sbattermi fuori non sarò certo io ad andarmene.
    Vorrei dire solo una cosa scherzate quanto volete su di me ma familiari e connessi lasciamoli FUORI dalle battute.Ho fatto uscire fuori il nome di mia moglie solo perchè era in argomento.Di certo con la stima per l’inteliggenza dei frequentatori di questo (ed altri blog) non credevo che uscissero battute infelici.
    Comunque scusa per il fastidio sarà l’ultimo commento personale da parte mia da adesso per il futuro

  21. Devo dire che leggere il secondo commento di Nick mi lascia proprio di merda. Sono diversi minuti che guardo lo schermo. Anche perché mi sembrava gli sfottò fossero reciproci, e mai in un milione di anni avrei pensato che potesse sentirli come pesanti. Evidentemente c’è un problema del mezzo -internet – che crea una falsa sensazione di familiarità, ed allo stesso tempo non trasmette il tono con cui si dicono (scrivono) le cose.
    Mi scuso.

  22. @Marco.
    Io finora ho sempre partecipato agli scherzi con te perchè ti reputo una persona inteligente e te lo dico senza mentire UN AMICO anche se non ci siamo mai incontrati di persona.
    Ma onestamente un conto è sfotterci tra noi(ED Elvezio per esempio quando siamo nei nostri momenti tipo i gusti musicali) un conto è sfottere mogli e parentiNon puoi mica sapere se lei ci soffre o no.Non mi sembra una cosa educata
    Grazie per le scuse,ti fanno onore.
    Scherza pure su di me(e con me)ma fermiamoci a noi due.
    Se vuoi per me è chiusa qui,in fondo UN AMICO come te è sempre ben accetto.
    OK?

  23. @Coriolano
    La questione partiti politici è forse la più delirante – come sempre, la politica cercò di accaparrarsi ciò che risultava popolare e di tenersi buono il sempre ampio partito degli indignati per partito preso.
    A suo tempo un tale che si definiva otaku mi spiegò che avremmo dovuto votare per unnoto imprenditore appena sceso in politica perché, dopotutto, le sue reti erano le uniche a farci vedere cartoni giapponesi.

    Ecco, Keroro è un’altra cosa che non riesco a reggere – anche se ricordo dotti dibattiti a riguardo a fior di convention internazionali.
    Anche questo, temo, non era esageratamente il mio genere.
    meglio, infinitamente meglio Capitan Futuro.
    OK l’Uomo Tigre, ma solo la serie classica.

  24. >Davide
    La cosa che stà dietro la scomposta isterica reazione alla goldrakemania, è la stessa cosa che intravvedo dietro il genere in Italia, e lo inchioda al passato.
    Stessi protagonisti.
    Quindi sono sempre dell’idea che un ragnarok sarebbe utile.

    Immagino chi sia il raccomandato dall’otaku, ma non mi meraviglia la motivazione che ti ha dato per convincerti, del resto è un otaku nò? Altro non commento, una volta l’avrei fatto ma, l’armatura da oplite del bene l’ho buttata in soffitta e ora faccio il qualunquista…

    Quoto il giudizio su l’uomo tigre: la serie classica [come per Star Trek] è la migliore.

  25. a proposito di Gundam, ogni domenica mattina mi devo sorbire questo

  26. Conservo gelosamente il Conan di Miyazaki che riuscii a seguire per intero da bambino, cosa più unica che rara grazie ai poco regolari palinsesti delle tv locali. Sui robottoni non oso pronunciarmi, sono di un’altra generazione.

  27. >Kust0r
    Altra generazione?
    La partenza e la caduta del Gigante l’abbiamo vista anche noi vegliardi…

  28. Ed effettivamente Conan era una serie eccellente – di fatto molto meglio dell’abbozzo di romanzo di Alexander Key da cui era… ehm, “liberamente tratto”.

  29. @ Davide: anche il castello errante di Howl è molto, molto meglio del libro da cui è “liberamente” tratto(quando virò verso l’universo parallelo da cui veniva Howl, che era il nostro mondo, mi rigirai fra le mani il libro un paio di volte). E’ uno dei doni di Miyazaki.

    Solo perché avete tirato fuori l’uomo tigre, il buon vecchio Rocky Joe dove lo mettiamo?

  30. Rocky Joe era una tristezza infinita.
    Molto ben disegnato, ma roba da depressione adolescenziale.
    OK, io già la boxe la capisco poco (hmmm, la nobile arte di farsi rifare i connotati a pugni da un energumeno… mah!)
    E poi finiva malissimo.

    Certo, non era offensivo come quegli stupidi cartoni sul calcio in cui un contropiede durava sei episodi, per un totale di 120 minuti netti, e il campo aveva delle dimensioni tali che si percepiva la curvatura del pianeta…
    Ma ora che ci penso, anche in Slam Dunk non scherzavano…

  31. Siamo d’accordo, Rocky Joe era deprimente come pochi: le diete distruttive per rimanere nella categoria di peso, il mister distrutto, il background del protagonista, i sensi di colpa per l’amico/rivale ridotto a un vegetale e il bellissimo e tragico ultimo incontro. In fondo era quello che mi piaceva della storia. (ogni tanto mi chiedo se non ho una seconda personalità Emo)
    Il primo fumetto di combattimento agonistico che ho trovato all’altezza (escluso Noritaka, ma Noritaka era un’altra cosa) è stato Shamo, la prima serie almeno. Violento, brutale e cattivo .

    PS: Non è che Naoto Date finisse benissimo, però era più ottimista

  32. @Davide.Ti segnalo una serie uscita l’anno scorso e intitolata “Bakemonogatari”.Personalmente l’ho trovata molto interessante e anche ben realizzata a livello tecnico.
    Per il resto bel post e bei titoli,praticamente li ho visti tutti (o quasi) in fasi diverse della mia vita. Se dico che Evangelion mi prese soprattutto per come affrontava l’adolescenza,che non per i robottoni mi prendete per pazzo? (Anche perchè quando vidi la prima puntata avevo 14 anni)

  33. Tra i miei preferiti, cito: Mazinga (bella la trama complessa, con protagonisti, comprimari e una storia degna di questo nome), Kenshiro (devo aggiungere altro?), I cavalieri dello Zodiaco (una volta tanto grazie a un doppiaggio superiore alla versione italiana), L’uomo tigre, Il mistero della pietra azzurra.

    Curioso il seguente fenomeno: alcune di queste vecchie glorie mantengono un fascino immutato nel tempo. Altre, riviste ore, lasciano un profondo senso di delusione, rovinando i ricordi (artefatti) che avevamo. Vale, ad esempio, per molte serie coi robottoni. Viste ora sembrano patetiche…

  34. @Francesco
    In effetti, probabilmente, Evangelion funziona di più come serie sull’adolescenza (con uso di robottoni) che non viceversa.
    Io l’ho trovato un po’ cervellotico, ma io sono vecchio…

    @mcnab
    Ah, i Cavalieri dello Zodiaco.
    Ecco una serie che mi è piaciuta meno di Sailor Moon – e con mio fratello che si sparava ogni episodio, ho anche modo di documentare il mio scarsissimo gradimento.
    Anche lì, certo questione di gusti – o forse è una questione generazionale.
    Però no, i cavalieri no.
    Niente da dire su Mazinga, se non altro per meriti storici (e poi cigolava quando si muoveva!)
    Ken il Guerriero mi ha sempre fatto un po’ ridere – Stallone che fa Bruce Lee che fa Mad Max…
    Ma anche lì, se lo dico a voce alta, mio fratello mi schiaccia una manciata di punti di pressione e mi scoppia la testa.

  35. Una certa differenza tra le vecchie e le nuove serie e’ in parte dovuta ai diversi costi di produzione. Fino all’avvento degli OVA e della distribuzione in home video, produrre una serie di animazione era molto costoso e si cercava quindi di realizzare prodotti della qualita’ migliore possibile. Certo alcuni visti con occhi “adulti” hanno perso fascino, ma se analizziamo il totale, il numero di serie ben animate e con un’ottima storia erano molte.
    A Sailor Moon preferisco anch’io Utena, ma e’ pur vero che la censura sulla versione italiana (e pure su quella americana) hanno fatto un disastro dal momento che nell’anime la sessuologia gioca un ruolo fondamentale.
    Ultimamente c’e’ un certa tendenza ad utilizzare personaggi “kawaii” e fan service, ma nel mezzo si trovano lavori interessanti come l’ottimo Casshern Sins, Zetsubo sensei (con una critica ferocissima alla societa’ giapponese), Dance in the vampire bound e il consigliatissimo Durarara!!
    E’ poi appena uscita la prima puntata di due serie horror che paiono parecchio interessanti. Shiki tratto da una serie di romanzi della stessa autrice di “La storia dei dodici regni” e Occult Academy, una specie di x-file con protagonisti una ragazza del 1999 e un ragazzo del 2012:

  36. Post troppo striminzito e superficiale… stavolta non riesce a prendermi come al solito… ed anche nei commenti che ho letto ho continuato a mantenere una certa aria di “superiorità” lo ammetto… sorry 🙂

    Vabbè ma del resto sono anche uno che vive sempre più di fansub e manga e che sviscera all’infinito tutto quello che gli passa sotto il naso (almeno tutto quello che merita un minimo di considerazione)

    Tra le cose che approvo in assoluto però direi che c’è la tua opinione su Suzumiya Haruhi (anche se non tanto per l’anime in se ma per le idee da cui parte)

    saluti

  37. È difficile condensare vent’anni in mille parole o poco più – ed è difficile parlare di qualcosa che è tanto intimamente connesso al mio passato senza scivolare nel patetico o nell’autobiografico.
    Potrei tentare di imitare – ma non eguagliare, temo – Orlando, e dedicare una lungfa disanima a ciscuno di quei quindici o venti titoli che hanno per me un certo significato.
    Cominciando magari da Crusher Joe.
    Ma tedierei i surfisti.
    Meglio quindi la superficialità ad una esaustività che avrebbe toccato troppi nervi scoperti.

  38. Si chiaramente sarebbe stato difficile fare qualcosa di più articolato… a meno di non dedicargli 20-30 post 😛

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