strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La seconda volta

8 commenti

E così, passando per Malniboné, veniamo al fatto che il tempo è, certo, dalla nostra parte (lo dicevano i Rolling Stones), ma a volte ci gioca dei brutti tiri.

Del tipo – la prima volta che ho ascoltato The Minstrel in the Gallery dei Jethro Tull, l’ho trovato insopportabile.
Oggi – una ventina d’anni dopo – è probabilmente uno dei miei dischi preferiti di Ian Anderson & Co.

Oppure – La Vita, Istruzioni per l’Uso, di Georges Perec.
Caspita, che libro!
Ma quante volte l’ho iniziato senza riuscire ad andare oltre le prime… mah, dieci pagine?
Ora l’ho preso seriamente in considerazione fra i libri con cui essere intombato.

E parlando di intombamenti, ve l’ho già detto, vero, che il giorno del mio funerale voglio che mettano un disco di Carly Simon durante le fasi finali della sepultura (quando i becchini gettano via i fiori e si mettono al lavoro con le pale)?
C’è una specifica canzone di carly Simon che voglio sia suonata quel giorno.
Beh, ne parliamo magari un’altra volta…
Ma di fatto, il primo disco di Carly Simon che mi sono comperato poi l’ho regalato perché non mi piaceva (scemo! Oggi quel vinile vale un sacco di soldi!)

O Richard Dawkins… Dawkins l’ho dovuto leggere in inglese perché mi diventasse simpatico…

Ed ho fatto unafatica bestia ad arrivare oltre le prime venti pagine di Flashman and the Mountain of Light – solo per arrivare in capo a tre anni a venerare Harry Flashman, e a leggere quasi tutto ciò che ha scritto George Macdonald-Fraser.

Succede.

Pork chop express riflessivo e malinconico, dunque, ma in ultima analisi ottimista.
E piano bar – anche del fantastico – su richiesta di Alex Mcnab.

Il punto è che, molto spesso, ci capitano fra le mani libri, dischi, film o più in generale esperienze che non siamo ancora pronti a metabolizzare.

È anche un po’ per questo, ad esempio, che mi dà abbastanza in testa questa mania, per dire, degli adolescenti che fanno il giro del mondo a vela in solitaria a diciassette anni.
No.
Il mondo in solitaria devi girarlo a quaranta, per vivere l’esperienza in modo significativo.
Credo (mai girato il mondo in solitaria, quindi…)

Può capitare, perciò, di avere lì sullo scaffale un libro che al primo approccio ci ha lasciati assolutamente indifferenti, o peggio, ci ha fatto schifo, salvo poi scoprire per caso, quindici anni dopo, che ora parla ad una parte di noi che, semplicemente prima non c’era.

Viviamo nell’illusione di essere immutabili, di restare coerenti con noi stessi, di crescere senza cambiare.

Ma il nostro corpo ricicla ogni singola cellula ogni nove anni, e la nostra mente cambia molto molto più di frequente.
Ma poiché il processo è dinamico, e continuativo, non ce ne accorgiamo – come cerchiamo di non accorgerci della pancetta, dei capelli che diventano grigi, degli amici che imborghesiscono, si sposano, si abbioccano davanti a La Signora in Giallo… loro che una volta suonavano in una cover band degli Iron Maiden.

Le esperienze si accumulano, le soddisfazioni, le delusioni, i processi di apprendimento.
Di pari passo col processo di sostituzione cellulare, tutto questo fa sì che io, oggi, non sia la stessa persona che ero dieci anni or sono.
E se è vero, è indubbio, che ci sono libri (per me, soprattutto) o dischi o film o esperienze, che hanno fatto di me ciò che sono (buon argomento per un post, eh?), è anche in dubbio che ci siano stati libri, film, dischi ed esperienza che non ero ancora equipaggiato per apprezzare.
E chissà se lo sarò mai.

Quindi, varrebbe la pena, io credo, di rileggere, una volta ogni tanto, non solo il nostro libro preferito, ma anche provare a riprendere uno di quei titoli che ci hanno assolutamente raccapricciato.

Rivedere un film.

Riascoltare un disco.

Non si tratta semplicemente di rivalutare il libro, il disco, il film.
Si tratta di rivalutare noi stessi – confrontarci con ciò che eravamo.
Dopotutto, noi stessi siamo l’unica persona che siamo sicuri di ritrovare al nostro risveglio ogni mattina, per il resto della nostra vita.
Conviene cominciare a conoscersi a fondo.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “La seconda volta

  1. Splendido post del quale ti ringrazio.
    Sono per carattere, e difesa, un po’ tranchant (me lo ripete in continuazione una collega… me l’ha detto anche stamattina quando le ho detto che “Non m’interessano né l’Africa né l’America Latina”) e tendo ad arroccarmi un po’ sui miei gusti e le mie preferenze… E’ difficilissimo che una cosa che mi è piaciuta veramente e tanto in passato non mi piaccia più, non foss’altro che per il discorso “nostalgia”. E generalmente sono così presuntuoso da pensare di saper perfettamente riconoscere quando il piacere è nostalgico o quando è… “obiettivo” (?!?) 🙂
    Mi è invece capitato, non spessissimo devo dire, il contrario, cioè che un qualcosa che fino ad un certo momento non ho apprezzato, poi l’abbia apprezzato. Ma si tratta più di, non so come dire… “pacchetti collettivi”. Esempio: fino al marzo del 1989 non avevo mai considerato più di tanto la Black Music. Ascoltavo altro, niente di male. Poi una sera ascolto un programma radio di strepitosa Black Music e dal giorno dopo inizio a interessarmene, fino ad arrivare all’amore per quel “genere” che non mi ha più abbandonato.
    Però anche se “mai dire mai”, dubito fortemente che un giorno mi piaceranno i gialli o l’Africa o la matematica o…
    Le cose che scrivi, Davide, sono belle davvero, ma io credo anche che a prescindere da tutto o quasi abbiamo un “nocciolo duro” che non cambia mai. Tu dici, più o meno: “Io non sono lo stesso di 10 anni fa”. Io mi guardo a 5 anni, a 10, a 20, a 40… e accidenti, sono proprio sempre io, proprio io! 🙂 I Beatles mi piacerenno SEMPRE e sempre mi faranno schifo tutti gli album dei Queen dal 5° in poi.
    Forse per questa convinzione è difficile che io dia “seconde possibilità” a libri, film, dischi (ai dischi in realtà gliela dò spesso… ma difficilmente superano l’esame) ecc.
    un caro saluto
    Orlando

    p.s…. Minstrel in the Gallery il tuo album preferito dei Jethro?!?!??? Madò… O____O

  2. A me con la musica mi è capitato col Jazz;a vent’anni non lo digerivo proprio oggi trovo che le cose migliori del Jazz siano state scritte dagli angeli per il paradiso,ma sono daccordo con Orlando,alcune cose non cambiano il rap non mi piaceva a vent’anni e non mi piace nemmeno a Quaranta.
    Forse mi starò imborghesendo anch’io con pancetta e tutto il resto.
    Prendiamo un film come Splatters di Jackson da giovane mi divertiva ho provato a rivederlo qualche giorno fa e mi ha stomacato.
    E’ proprio vero nasciamo comunisti e moriamo democristiani ma la Signora in Giallo,No!Proprio no.
    A tutto c’è un limite ….miseriaccia.

  3. Lo sapevo che tu l’avresti scritto bene 😉

    Come ti dicevo, concordo in buona parte con te.
    Una seconda possibilità va concessa a tutti. Beh, diciamo anche che la meritano più i libri, i dischi o film che non certe persone in carne e ossa, ma questo è un altro discorso.

    Quando faccio delle riletture a distanza di anni, il paragone viene spontaneo. Raramente le trovo migliori o peggiori. Quasi sempre le trovo diverse. Caso diverso coi fumetti: quelli che tempo fa mi sembravano bellissimi, ora li trovo al più noiosi. Parlo soprattutto dei bonelliani italiani e di alcuni Marvel.

    Rivedere i film è rischioso. Molti mi danno ancora i brividi di 10-20 anni fa, altri cancellano il ricordo idealizzato che avevo di loro. Includo nella categoria diversi b-movie anni 70-80, e anche quasi tutto il filone peplum, per cui andavo matto quando ero un pischello.
    Stesso discorso per certi “cartoni animati”. Qualche tempo fa ho provato a rivedere Jeeg. Beh, i ricordi erano senz’altro meglio!

    La musica, in questo senso, tende a lasciare più o meno lo stesso gradimento, immutato nel tempo. Non so perché, ma sicuramente ci sarà una qualche spiegazione logica…

  4. Quando avevo detto qualcosa di simile sul blog di Elvezio nessuno mi aveva cagato, tutti a dire ah, a me bastano dieci pagine per decidere e se un libro non mi piace fila dritto ai banchetti dell’usato…
    Da giovane ho letto determinate cose troppo presto, quando non avevo gli strumenti, altre invece mi piacevano proprio perché erano adatte a quell’età (ma proprio solo per quella) per cui ho imparato a non considerare mai i miei giudizi fissi e dati per sempre. E poi mi capita a volte di comprare un libro che mi interessa e mi metto a leggerlo subito, senza rendermi conto che in quel momento ho voglia d’altro. Un tempo mi sarei messo lì e l’avrei finito volente e nolente ( e non mi sarebbe piaciuto) adesso lo metto da parte e ci riprovo quando mi sento più in sintonia.
    Spesso poi i miei giudizi cambiano nel tempo anche prima di rileggere – magari perché leggo cose che mi ricordano il tal libro e inconsciamente inizio a vedere quello che mi era/non mi era piaciuto sotto un altra luce.

    @Orlando
    Non ti interessano un miliardo e mezzo di persone? Accidenti!
    ma seriamente, come si fa a dire a priori non mi piace l’Africa o l’America Latina?
    E non ti piacciono i gialli? E Barnaby cos’è?
    A proposito di gusti musicali, che ne pensi di: Hüsker Dü, Minutemen, Mission of Burma e Team Dresch (sono i miei gruppi preferiti dell’area punk/post-punk/hardcore)
    ciao

  5. Già come mai ami Barnaby se odi i gialli?Per l’atmosfera Old England?
    Un giochino estivo,facciamo le nostre top ten.
    Per esempio è tempo di repliche cominciamo con le serie televisive,ma potremmo farlo con film,musica,fumetti,libri eccetera.
    Ma andiamo per categorie così ci capiamo meglio.
    -serie che viste anni fa piacevano ma riviste oggi ci chiediamo cosa diavolo ci trovavamo:
    La signora in giallo(standing ovation di pernacchie;ah Jessica Fletcher ma li cavoli tua fatteli di tanto in tanto e poi porti sfiga signora mia.Dove vai vai ci scappa sempre il morto.)
    La casa nella Prateria(Datemi un UZI che li stermino tutti gli Ingalls,cane escluso,l’unico che sapeva recitare)
    Love Boat(Ma andatevene nel triangolo delle Bermude)
    -Serie che non piacevano viste la prima volta e non piacciono neanche adesso.
    La signora del West(Ma una noia,ma una noia.Lobotomizzatela!)
    -Serie che piacevano da piccoli e che hanno conservato intatto il loro fascino.
    Arsene Lupin(Descrieres è un signor attore e poi la sigla è una meraviglia della pop art)
    The prisoners
    Spazio 1999..e potrei continuare
    Capito il giochino?
    Vogliamo provare?

  6. @Orlando
    Non ho detto che è IL mio disco preferito dei JT – è uno dei preferiti.
    In effetti, se dovessi segnalare un prferito in asoluto, non saprei dire – probabilmente Bursting Out Live, perché Ian Anderson rimane una bestia da palcoscenico.
    Però Minstrel rimane in alto nella lista.

    @Orland & Nick
    Sullo “zoccolo duro” posso anche crederci.
    Incredibile, tra l’altro, questa faccenda del rap… ma piace a qualcuno?
    E com’è che costituisce il 90% della programmazione di MTV se nessuno se lo fila?

    @Marco
    Il criterio per escludere un libro può variare.
    Anch’io viaggio sulle 20 pagine e poi se non mi acchiappa e non c’è qualche stimolo extra, mi fermo. Però sono disposto a tornarci, dopo qualche tempo.
    Non sempre.
    Ma frequentemente.

  7. OK, giochino…

    Serie TV
    . Non mi piaceva allora e non mi piace adesso – Happy days.
    Ad ogni replica lo sopporto meno.

    . Mi piaceva allora ma adesso, beh… cambiamo canale – Mork & Mindy.

    . Non mi piaceva prima ma ora, beh… ok, diamogli un’occhiata – Ghost Whisperer

    . Mi piaceva prima e continua a piacermi – la lista è lunga.
    Lupin di sicuro. 1999. Star Trek TOS. Northern Exposure… la lista è lunga

    . Non credo mi piacerà mai – La signora del west

    La Signora in Giallo, come tutti i Grandi Antichi, è fuori concorso (e menzionarla due volte in uno stesso post porta male…)

  8. @Marco: e infatti io continuo a restare della mia opinione: se un libro non mi prende nelle prime pagine, finisce alla bancarella dell’usato. Sarà sbagliato, sarà giusto, francamente non m’interessa molto: è il MIO metro e A ME va bene così.
    Sul fatto che “non m’interessino un miliardo e mezzo di persone” beh, bella battuta (si fa per dire), ma credo sia chiarissimo cosa intendessi. E comunque me ne interessano eventualmente altri 5 e mezzo, di miliardi di persone (ma, ripeto, al di là della tua boutade, se ci siam capiti bene, sennò pazienza).
    Non mi piacciono i gialli, mi piace Barnaby: fatevene una ragione 🙂
    Apprezzo tutte e 4 la band da te citate.
    ciao
    Orlando

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