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Proposta per una tesi di filosofia

12 commenti

Non ci si può distrarre un momento.
È estate, stiamo tutti barricati in casa a difenderci dalla calura, e proprio mentre io mi sollazzavo bibite ghiacciate a casa di amici giocando ad Arkham Horror, il neofeudalesimo ha fatto un paio di passi avanti.

OK, l’avete già sentita, io ve la ripeto.
La figlia del premier, Barbara Berlusconi, si è laureata in Filosofia.
Laurea triennale – badate bene.
Quella riguardo alla quale la Guida di orientamento e programmi dei corsi 2001-2002 della Facoltà di scienze della formazione di Torino diceva

«Quando si dice “180 crediti” non bisogna pensare all´equivalente di 18 vecchi esami, ma a qualcosa di francamente meno. Intanto perché la compilazione della tesi di laurea vale 10 crediti, mentre prima erano previsti 20-21 esami, oltre alla tesi. Ma soprattutto perché la vecchia tesi aveva un peso notevolissimo, e c´erano studenti con tutti gli esami sostenuti che non riuscivano a laurearsi. Con la laurea triennale la tesi ha una incidenza modesta: nella nostra Facoltà è stato previsto un minimo di 50 cartelle dattiloscritte, che non è proprio una fatica improba».
[…]
«Forse genitori e familiari saranno preoccupati per la perdita di una immagine forte, consegnata tradizionalmente alla pesantezza del volume di tesi rilegato, ma si potranno consolare con l´immagine fortissima della cerimonia di laurea che prevede, nella nostra Facoltà, la toga per tutti i docenti, e persino una toga particolare per i laureandi».
[…]
«L´Università italiana è una università di massa e deve avere laureati di massa. Non ha senso mettere in piedi una Università di massa per produrre una élite di intellettuali. Proprio per evitare questo assurdo e questo spreco di denaro è stata realizzata la recente Riforma Universitaria».

Non male, come premesse, eh?
Ed era il 2001!

Comunque, la ragazza (classe 1984 – evitiamo le battute ed i riferimenti cinematografici) ha scucito un 110 & Lode per una tesi (non sappiamo di quante pagine) su Il concetto di benessere libertà e giustizia nel pensiero di Amartya Sen.
Ora è ben noto cosa pensi io delle lauree in filosofia, ma sorvoliamo sui miei problemi caratteriali.
La tesi di cui sopra la ragazza l’ha discussa in un posto che si chiama Università Vita-Salute San Raffaele, che suona più come una sede termale che non come un ateneo, ma sono io che sono uno snob, giusto?

Tale e tanto è stato l’entusiasmo degli astanti, che il rettore dell’ateneo – amico di famiglia, naturalmente – ha pensato bene di domandare alla neolaureata

se, secondo lei, può nascere una facoltà di Economia del San Raffaele basata sul pensiero di Sen, invitandola a proseguire gli studi e diventarne un giorno docente.

E qui qualcuno si è imbizzarrito, perché offrire una cattedra (ed un dipartimento) ad una venticinquenne fresca di triennale è per lo meno una sciocchezza.

Era una battuta, si dirà.
Il rettore è amico di famiglia.
Non si trattava di nulla di ufficiale.
Come no.
Ma allora per lo meno il Rettore si è scordato il peso della propria carica istituzionale, ha parlato a vanvera e si è esposto al rischio di essere tacciato di leccaculismo dal pubblico meno sensibile.
Da un rettore universitario – e per di più un eclesiastico – ci si aspetterebbe di meglio.

A completare il quadretto, è poi intervenuto l’augusto genitore della neolaureata, che ha dichiarato al popolo che i suoi figli sono davvero in gamba – ma è tutto merito dei genitori.

Il che mette in una tristissima prospettiva l’intera faccenda.

Perché, andiamo controcorrente – supponiamo che Barbara Berlusconi sia una studentessa onesta e coscenziosa, che si è squadrata il culo sui banchi come tutti i suoi colleghi e che non ha mai approfittato né del fatto di essere studentessa in una facoltà il cui rettore è un amico di famiglia, né del peso del nome e della carica paterna.
È una legittima supposizione, che faremmo per qualsiasi studente fino aprova contraria, giusto?
Quindi supponiamo che il suo 110 & Lode sia perfettamente meritato, sudato, preparato con cura, discusso con passione.

Beh, non ha alcuna importanza.
Quando anche tuo padre ti toglie il merito del lavoro che hai fatto, sai benissimo cosa dirà la gente.

Ed a questo punto, la seconda domanda è – visto che sai in quale situazione ti trovi, sai già cosa la gente penserà comunque e guardacaso studi in una università della quale è rettore un amico di famiglia, e tuo padre è il premier…
Se già sai cosa la gente penserà comunque…
Te lo squadri, il culo, o giochi la carta del nome e delle amicizie?
Se tanto tutti diranno che ne hai approfittato, non ne approfitti?

Bel tema per la tesi del biennio, eh?

Intanto, inesorabile, il neofeudalesimo avanza.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Proposta per una tesi di filosofia

  1. Della tesi della figlia del Berlu non mi interessa, però Arkham Horror, cacchio è davvero troppo che non ci gioco, più di un anno, mannaggia ai triestini che oltre monopoly e pictionary non vanno e guai dico GUAI a proporgli giochi in lingua diversa da quella locale 😦

  2. Un post su AH è in arrivo.
    Sulla figlia del premier… mah… a chiunque altro offrirebbero un posto in un bel call center.
    Chissà lei dove finirà a lavorare…?

  3. Ok, farò la figura dell’incolto/buzzurro [una più una meno…] ma: cos’è questo -neofeudalesimo-?

    Riguardo alla laurea, a quel tipo di laurea, qualcuno potrebbe definirla come un'”importante” -laurea in bananologia applicata-…

  4. Trovo questa simpaticissima definizione… da un sito dedicato ad un gioco di ruolo (che per di più non mi piace).
    Però funziona, funziona molto bene…

    Termine con il quale si indica il tipo di relazioni politiche all’interno di un dominio (vedi) vampirico. Nella più grande maggioranza dei casi tutto il potere risiede in un unico essere, il quale governa in modo quasi dispotico concedendo doveri, compiti, protezione, favori e onori in base a rapporti di fedeltà politica e personale. Da qui il termine di “Neofeudalesimo”. Tuttavia il termine non è mai usato dai vampiri stessi, poiché questi non sono mai usciti veramente dallo stato del feudalesimo.

    Più in generale, e qui fra i tavoli del mio bar, si parla del neofeudalesimo quando le strutture relazionali della società moderna vengono soppiantate da rapporti di sudditanza e clientelismo a livello locale o globale.
    In particolare, il neofeudalesimo non prevede la mobilità fra le classi ed afferma il primato del più forte (politicamente, economicamente, convenzionalmente) su ogni altro modello di rapporto.

    O, come dicevano i Monthy Python, “Saluta il tuo signore a cavallo!” (anche quando il cavallo non c’è).

  5. Ti fai il sangue cattivo. Adesso sembrerò snob, ma il San Raffele è un’università privata italiana e se paghi… Considera che Berlusconi è il maggiore finanziatore privato di Don Verzé, e se per far felice chi sgancia i soldi si prende dentro una capra

    (comunque è andata piuttosto lunga per la laurea triennale: circa due anni fa si sono laureati alla specialistica quelli perfettamente in corso nati nel 1984. Con il nuovo ordinamento, al massimo, ti laurei alla triennale con un anno di ritardo e parlo di ingegneria non di filosofia)

  6. Notizie come questa dovrebbero far indignare tutti.Anche io voglio dare per scontata la buona fede della signorina B.Però mi dà fastidio vedere cose che dovrebbero essere serie,svilite in continuazione,anzi trattate come un affare di famiglia.
    Penso ad un altro figlio d’arte,pluribocciato ed ora consigliere regionale(per carità regolarmente votato quindi leggittimato a stare in quel posto).
    E me la prenderei anche se queste cose avvenissero a sinistra ma quello che fa più male è che molti cominciano a trovarlo normale questo neofeudalesimo.

  7. Cesarismo è la parola esatta.
    Ma siamo verso la fine dell’Impero, ce ne sono tutti i segnali.
    Temo però che poi cadremo in mano ai barbari… Ma probabilmente ce lo meritiamo.

  8. In realtà,da queste parti, il neofeudalesimo sottointende un rapporto diverso con il potere.
    nel senso che, nel sistema neofeudale una classe si erge a superiore rispetto alle altre e struttura la società in maniera conforme.
    Gli amici degli amici, il solito giro, quella che a Torino chiamavamo ironicamente la “Madama Republic”, fatta di anziane signore dell’alta borghesioa con più quattrini che buon gusto, ma capaci di dominare ogni aspetto della vita culturale del capoluogo, determinando ogni scelta dell’amministrazione.

    Si parla di neofeudalesimo quando ti rendi conto che i tuoi compagni di corso ricchi, all’università, non solo prenderanno a prescindere voti migliori dei tuoi all’esame, ma pretenderanno pure di studiare sui tuoi appunti…

  9. Adesso invece siamo in piena” papi republic”.

  10. Non credo sia neanche più una republic…

  11. L’univewrsità è diventata ormai una barzelletta, indipendentemente da personaggi “noti” che possono dar da riflettere…

  12. Indubbiamente, lo stralcio di testo della Guida 2001 la dice lunga su come i contenuti siano stati rimpiazzati dalla forma.
    Oh, anche ai tempi miei l’università era abbastanza scalcinata, ma ora siamo davvero al ridicolo.

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