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Due libri usati

2 commenti

Ma chi voglio prendere in giro?
Pensate davvero che riuscirei mai a resistere ad un libro che abbia sia Stonehenge che Samarcanda nel titolo?
Ovviamente è impossibile.

From Stonehenge to Samarkand, di Brian Fagan, è uno dei libri che mi terranno compagnia per il mese di agosto.
Fagan, che ho conosciuto come paleoclimatologo, è anche un valido autore di divulgazione nell’ambito dell’archeologia.
Il volume che mi ha agganciato fin dal titolo è una storia del turismo archeologico – da Erodoto ai tour organizzati – e mescola stralci di testi classici al percorso di Fagan nell’evolvere dell’idea che si possa viaggiare nello spazio (geografico) per esplorare il tempo (storico).
Da Ninive alle Piramidi, dalla Via della Seta alle città perdute degli Inca, il libro – bello solido, ben rilegato, ricco di fotografie – è una specie di bignami della letteratura di viaggio, con in più l’esperienza del divulgatore a colmare gli spazi vuoti.
La bibliografia da sola minaccia di tramutare la mia carta di credito in una cialda abbrustolita e fumante.
Pagato un euro, per qualche supposto danno alla copertina che tuttavia non riesco a rilevare.

A fargli da controparte, nella quiete ferragostana delle colline del Monferrato, un volume che pare fatto apposta – Adventures with the Buddha, un “Personal Buddhism Reader” curato da Jeffrey Paine, giornalista americano specializzato in affari orientali.
In questo caso, la narrativa di viaggio è al servizio della ricerca antropologica e religiosa.
Paine si occupa di quelle persone che hanno utilizzato l’esplorazione dello spazio esterno per entrare in contatto con il prorpio spazio interiore.
La storia dell’incontro tra oriente e occidente, e degli occidentali con il buddhismo in tutte le sue forme, è una storia di viaggi, ed il volume raccoglie – come il precedente – stralci di testi eccellenti, da Alexandra David-Neel a John Blofeld, fino a Sharon Salzberg e Michael Roach.
Il volume, un bel rilegato rigido riccamente illustrato, mi arriva per un centesimo dopo che la Biblioteca di Brooklyn ha deciso di liberarsene.
È avvolto nella solita copertina di plastica antiproiettile delle biblioteche americane, e perciò starà comodo in uno zainetto durante le scampagnate a base di panini e acqua fresca sulle colline qui attorno.

Sarebbe bello poter girare il mondo – ma con la borsa di studio per il dottorato posso al limite permettermi una notte brava ad Acqui Terme.
Non potendo viaggiare il corpo, facciamo viaggiare il cervello…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Due libri usati

  1. Giusto fratello.
    Se non si può viaggiare con il corpo almeno che la mente possa sbizzarrirsi.
    Questo è uno dei segreti per mantenersi sempre giovani intellettualmente.Comunque apprezzo molto questa tua voglia di approfondire e migliorare le tue conoscenze in continuazione. Chapeau.

  2. Beh, se la chiamiamo semplicemente “curiosità” diventa un difetto.
    E se la chiamiamo “curiosità congenita” diventa una malattia mentale.
    Perciò, “voglia diapprofondire e migliorare le mie conoscenze” non è affatto male… 😉

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