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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Night of the Jailbait

13 commenti

Sembra una perversità, dopo tanto parlare di inglese e citazioni nei blog, fare un post con un titolo in inglese che include un termine gergale intraducibile in italiano.
Eppure, è proprio quel termine intraducibile a rendere necessario l’uso dell’inglese per il titolo.

Jailbait.

n.

(sl) minorenne f. provocante e pericolosa (perché potrebbe fare incorrere in reato chi ha rapporti sessuali con lei).

Poiché ovviamente jailprigione, baitesca.

Ma veniamo ai fatti…

Estate.
Nizza Monferrato – non esattamente il centro luminoso della galassia.
Bar Sociale – dove si serve il miglior frappé nella Valle Belbo.

Ad un tavolo del dehors siede una famiglia di… Olandesi? Danesi?…
Padre e madre, attorno alla quarantina, due figlie tra i quattordici ed i sedici anni, un figlio dodici-tredicenne.
Tutti biondi.
Tutti informa.
Tutti casual.
Tutti belli.

Le due figlie in particolare…
La più grande indossa un abitino di cotone bianco e ciabatte da spiaggia, ed ha i capelli spettinati che le nascondono il viso.
Vediamo solo le gambe, abbronzate, snelle, coscia… ginocchio… polpaccio… caviglia… piede.
La più piccola siede dritta, e la canotta rossa ed i calzoncini blu lasciano esposti alcuni ettari di pelle abbronzatissima, di un color biscotto che contrasta drasticamente coi capelli quasi bianchi.
Chiacchiera e intanto mangia un gelato.
Una coppetta piccola.
Una, due, tre cucchiaiate di gelato.
Poi, lentamente, continuando a chiacchierare coi familiari, porta i polpastrelli alle labbra e lentamente con la punta della lingua ripulisce ciascun dito.
Indice.
Medio.
Anulare.
Mignolo.
Per ultimo il pollice.
Poi torna al cucchiaino.

Ray Davies, che è sempre stato un acuto osservatore del genere umano, ha scritto una canzone intitolata Art Lover il cui succo è – ammettiamolo, siamo tutti vecchi sporcaccioni, siamo tutti guardoni, siamo tutti… reprensibili.
Anche se in realtà siamo solo amanti della bellezza.

I’m not a flasher in a rain coat,
I’m not a dirty old man,
I’m not gonna snatch you from your mother,
I’m an art lover. (1)

Il tipo che gravita tra la porta del Sociale ed il dehors, invece, è un autentico vecchio zozzone.
Country style.
Le due ragazzine hanno, sommandone le età, meno della metà dei suoi anni, ma lui continua a saltellare qua e là, a fermare i conoscenti di passaggio, ad indicare le ragazzine, a fare commenti di una grevità e rozzezza inesprimibili.

Dopo una decina di minuti (beh, dopo una decina di minuti da che noi siamo lì), finalmente arremba un conoscente ad un tavolo vicino, si siede di fronte a lui e si dispone a consumare con gli occhi le due silfidi.
Prima però, con una voce leggermente arrochita, consiglia al perplesso compagno di tavolo

Non voltarti, ma guarda che due pezzi di figa ci sono seduti dietro di te

Ed il poveretto cerca, in effetti, di guardare alle proprie spalle senza voltarsi, in una breve sequenza di una comicità agghiacciante.
Il rischio di inalare il frappé anziché sorbirlo attraverso la cannuccia si fa incombente.
L’anziano guardone intanto chiede all’anchilosato compagno di tavolo di spostare la terza sedia, in modo che lo schiedale non gli impedisca la contemplazione delle cosce delle due ragazzine.

Ce ne andiamo, mentre lui continua a borbottare a mezzavoce commenti lascivi sulle grazie delle due minorenni.

Un’ultima occhiata alle nostre spalle.
lui guarda, intento, immobile.
Il suo socio continua a cercare di voltarsi senza voltarsi.
E lei, lentamente, continuando a chiacchierare coi familiari, porta i polpastrelli alle labbra…

E qui ci vuole Billy Idol

Nota

(1) Non sono un esibizionista con l’impermeabile, non sono un vecchio sporcaccione, non ti porterò via dalla tua mamma, sono un amante dell’arte.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Night of the Jailbait

  1. Qualche tempo fa,quando sono arrivate le prime badanti ,nei parchi delle grandi città i giorni di libera uscita erano invasi da persone anziane che venivano convinti di fare conquiste.Sappiamo tutti poi che qualche storia è nata,qualcuno che se n’è approfittato c’è stato(da entrambe le parti).
    Ora Più spesso è stato una visione patetica vedere cinquantenni-sessantenni illudersi di fare i fighi con donne di venti-trenta anni più giovani di loro,che magari potevano essere coetanee delle loro figlie.
    Ora non sto facendo il moralista ma credo che un uomo si renda ridicolo a fare quello che hai raccontato.
    Certo le donne ci stanno seguendo sono sempre più diffusi i casi di coppie in cui lei è molto piu grande di lui,non a caso gli americani hanno inventato il termine toyboy,ma un uomo che guarda così una ragazzina minorenne forse,dico forse,dovrebbe maturare lui…

  2. In effetti l’intera scena era abbastanza ridicola.
    Soprattutto considerando che gli oggetti delle osservazioni dell’anziano gentiluomo capivano chiaramente l’italiano (ci sono un sacco di inglesi, tedeschi e nordeuropei da queste parti – alla fine degli anni ’90 hanno comprato i vecchi casali ed ora fanno i country gentlemen).

    Il fatto che capissero la lingua degli indigeni, d’altra parte, getta una luce un po’ diversaanche sulle azioni delle due ragazzine.
    Jailbait, appunto.

  3. Wow… me ne sono capitate di cose assurde, ma questa ne batte parecchie. Se mai rigioco a Mutant Chronicles questa la uso come scena di apertura su di un sobborgo disagiato di Marte…

  4. Infatti caro Davide neanche nelle scene che ho ricordato io davo colpe solo ad una parte,credevo allora e credo tuttora che un uomo in certe situazioni se ha una certa età,magari esibisce una imbarazzante pancetta,abiti sciatti possa essere ridicolo sia agli occhi dell “oggetto del suo desiderio” sia agli occhi di terzi osservatori.
    M’immagino le risate che si saranno fatte le due nord europee,sicuramente non innocenti,sicuramente neanche inconsapevoli si saranno fatte una volta a casa.
    JAILBAIT BLUES

  5. Nick, tu hai un’idea piuttosto soggettiva di “persona anziana”: cinquantenni/sessantenni… ma tu quanti anni hai, 13? 🙂

  6. A cinquant’anni sei un vecchio della peggiore specie se sei convinto di essere “diversamente giovane”.
    Manca la dignità di essere sul serio vecchio, e manca la scusa di essere debole di testa per l’età.
    Si è solo squallidi, a cinquant’anni, se non ci si rende conto.

    É uno dei problemi peggiori dell’allungamento dell’adolescenza in questa società.
    C’era la teoria del Nepotismo e del Nonnismo di Bertolino: che erano, rispettivamente, la teoria per cui a quarant’anni sei ancora un nipotino e non puoi seriamente trovare una strada nella vita, e invece il precoce invecchiamento di chi, virato i quaranta, diventa un pensionato virtuale e compra i giubbottini dalla COIN, comincia a brontolare contro i socialisti e simili, ma almeno non fa il vecchio cinquantenne bavoso.

    Le due sindromi colpiscono talvolta assieme, e c’è gente che ha una vita adulta che dura qualche settimana tra le due.

  7. Caro Orlando non era mia intenzione essere offensivo,mi scuso se ho offeso i cinquantenni.
    Cerco di spiegarmi meglio:ci sono alcune persone,non tutte ovviamente,che crescono male e man mano che il tempo passa invece di evolvere verso il meglio peggiorano.
    Ci sono cinquantenni che danno la birra ai ragazzini e ce ne sono certi,come quelli che ho visto “fare gli splendidi” con ragazzine che potrebbero essere le loro figlie(o nipoti) mi sembra siano a volte fuori luogo.
    Magari,non sempre,ma nel caso riportato da Davide, sicuramente sì.
    Magari persone del genere sarebbero state patetiche anche a vent’anni ma a sessanta o settanta,converrai con me,che qualche sorriso possono anche strapparlo…
    Sono d’accordo con quello che scrive Locomotiva.
    Aggiungo e ripeto che un conto è avere cinquanta(ma anche ottanta o novanta) anni ed essere giovanile,attivo,sempre pronto ed aperto al mondo esterno,lucido ed in gamba un altro è averne cinquanta(ma anche quaranta)e volersi comportare per forza come adolescenti.(un esempio classico sono quelli che si tingono i capelli o portano improbabili parrucchini o certe donne che mettono la minigonna e magari sono piene di vene varicose,senza voler ammettere che quando certe cose sono andate,sono andate).
    Per rispondere alla tua domanda mi piacerebbe avere 13 anni,potrei rivivere certe esperienze bellissssimisssime ancora una volta ma di anni ne ho 41.
    Sono contentissimo della mia età, di certo non mi viene in mente di comportarmi come il tale raccontato da Davide anche se ti assicuro apprezzo molto la bellezza femminile.
    Sper di essermi spiegato meglio,fammi sapere se ho chiarito il punto,comunque ripeto se ho offeso qualcuno me ne scuso,

  8. Io credo che il problema possa rintracciarsi nella convinzione – radicata in molti – che esistano cose che si possono fare solo ad una certa età e non ad un’altra.
    Hai vent’anni? Godiforte.
    Hai trent’anni? Trovati un lavoro e smettila di giocare.
    Quaranta? Famiglia, pancetta, palestra.
    Ed al limite, se voglio fare a cinquant’anni qualcosa che compete ai ventenni, allora devo fare il finto ventenne.

    È una sciocchezza.
    Non posseggo – nonostante le mie frequentazioni taoiste – il segreto dell’eterna giovinezza.
    Ma credo che il segreto di una ragionevole felicità possa essere non credere che esistano piaceri (o doveri!) con una scadenza.
    E se a quarant’anni voglio sedurre una ventenne (bisogna pure avere degli hobby, no?), non cercherò di farlo fingendomi un suo coetaneo.
    O usando un approccio di quelli che si usavano quando avevo vent’anni.

    Non è poi male, essere se stessi (lo dico sempre a Bruce Wayne, ma credete che mi dia retta?)

  9. Ecco Davide,hai posto l’esempio giusto.
    Ovviamente non è sbagliato per un uomo di mezza età provarci con la ventenne(e questo vale anche per la donna di mezza età) è sbagliato fare il finto ventenne.
    Mia moglie ha dieci anni meno di me,la mia ex ne aveva tredici più di me,con entrambe sono stato mè stesso non mi sono approcciato con loro fingendo di avere un età anche mentale diversa da quello che effettivamente avevo.
    Un cinquantenne può essere sè stesso e giovane sempre,un sessantenne lo stesso.
    Che poi si ragioni per tappe decennali e si DEBBA essere per forza in quel modo sono con tè nel dire che è sbagliato:ognuno si deve comportare come si sente.
    Faccio un esempio musicale terra terra così tanto per farlo:Morandi quando canta,pur rimanendo fedele a sè stesso si è evoluto,può non piacere,ma è credibile in quello che fa.
    Prendiamo Bobby Solo o Little Tony,che si comportano come 40 anni fa(anche quì non voglio essere offensivo con loro)ma cosa pensiamo quando li vediamo apparire?
    Spero di essermi spiegato.Attendo commenti.
    Mi piace però citare prima Lorenzo De Medici:
    Quant’è bella giovinezza
    che si fugge tuttavia
    chi vuol esser lieto sia
    del doman non v’è certezza.
    E Dante:
    Fatti non foste per viver come bruti
    ma per seguir virtute e conoscenza.
    Ciao

  10. La penso sostanzialmente come Davide.
    Credo che ci siano ventenni “vecchi dentro” e settantenni che ci fan saltare i denti a tutti con due cazzotti.
    Credo che dare la patente di “anziani” ai cinquantenni sia fuori luogo (e non perché io sono cinquantenne, ma per i discorsi sviluppati meglio poco sopra) e credo che ciò che “si possa” o “non si possa” fare a un’età piuttosto che a un’altra, sia quanto di più soggettivo esista.
    Non mi sono affatto sentito offeso da Nick, ma che scherziamo? 🙂

  11. @orlando.
    Perfettamente d’accordo.
    Credo che,sia pure con sfumature divese,alla fine diciamo tutti la stessa cosa.
    Ciao.

  12. E poi c’è pure Jailbait dei Motorhead, non dimentichiamo! Parlando di gusti, preferisco la MILF alla lolita… questione di caratteri sessuali secondari, credo.

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