strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Vedere la luna

5 commenti

Cominciamo subito con un’affermazione categorica ma dovuta: le maestre di Venaria Reale sono fantastiche.
E non solo perché hanno fatto delle mappe mentali insieme con i loro alunni usando (anche) i miei appunti (ci vuole coraggio!), ma proprio perché sono la dimostrazione vivente del fatto che – al di fuori e al di là delle imposizioni ministeriali – la scuola sta cambiando, sta cambiando in meglio e sta cambiando per merito di chi è in prima linea.
Che di solito si becca un sacco di stampa negativa.

Il lavoro dei ragazzi di Venaria presentato all’ebookfest costituisce uno dei momenti entusiasmanti dell’evento perchè vediamo cosa sta succedendo invece di stare a discutere di cosa dovrebbe succedere.

Il progresso ha questo strano vezzo – tu stai seduto a parlarne, e lui capita.
Tu stai guardando il dito, e ti sei perso la luna.

L’ebookfest di Fosdinovo è un buon posto in cui scoprire cosa sta succedendo – e scoprire così che molte di quelle che ci sembravano buone idee lo sono davvero, tant’è che le hanno già avute anche altri.

O per testare le proprie idee su cavie vive.

Il primo giorno, mentre aspetto di entrare a sentire l’intervento di Andreas Formiconi, tre ragazzi mi bloccano per una intervista.
Due o tre domande classiche – chi sono, da dove vengo, cosa faccio.
Spiego di cosa parlerò domani.
Vado troppo in fretta.
Loro prendono appunti a matita… no, non è èsatto, loro scrivono parola per parola ciò che sto dicendo.
E quando viene fuori il discorso del lasciare che siano gli studenti a decidere come studiare, in quale ordine disporre gli argomenti, diavolo, sono interessati!
Una ragazzina bionda mi dice addirittura che di sicuro i partecipanti saranno interessati
E perciò o si tratta di tre eccellenti e consumati attori, oppure…

Oppure ci è mai venuta l’idea di chiedere ai ragazzi cosa gliene pare del programma del corso?
Del libro di testo?
Del fatto che matematica, fisica e musica siano tre materie separate, per dire?

Non sarà – facciamo un po’ di fantascienza – che i giovani sono disinteressati allo studio, ostili verso gli insegnanti e in generale vuoti e demotivati e stupidi perché non sono coinvolti nel processo di apprendimento se non come utenti passivi?
O per brevità – non sarà che si comportano come bestiame perché sono trattati come bestiame?
Qualcuno avrà pensato a chiedergli Vi piace, ciò che stiamo facendo?
Voi lo fareste diversamente?
O semplicemente dirgli a cosa serve studiare la storia, o la fisica, o il disegno…

O ci limitiamo a segarli se fanno cinquanta giorni d’assenza?
(perché? Sono malati, moribondi, li han rapiti gli alieni, hanno tagliato per andare al museo, o magari in biblioteca…?)

E c’è di peggio – perché le maestre di Venaria sono fantastiche, ok, è un dato di fatto…
Ma poi alle medie?
Alle superiori?

Non parliamo dell’università – sono stato segato a più di un esame solo per non aver preparato la materia sul testo consigliato.

Mi spieghi la figura a pagina 35 del testo del Rigault

è stata una vera domanda che mi è stata davvero rivolta ad un esame.
Io il testo del professor Rigault, su suggerimento del profesor Rigault, non l’avevo neanche aperto.
(per gli amanti del dato tecnico avevo studiato l’argomento sul Cornelis-Klein, che aveva seicento pagine e duecento anni in più rispetto al testo consigliato)

E perciò, per quel che mi riguarda, il primo effetto benefico dell’ebookfest – al di là delle idee e delle suggestioni – è che mi riconcilia con le giovani generazioni, mi aiuta ad avvicinarmi un poco alla fiducia in questi piccoli mostri che ripone il mio amico Iguana…

E mi porta a pensare – ecco, si diceva, le idee – che forse scuole elementari e medie (io le chiamo ancora così, fatemi causa) dovrebbero preparare agli studi successivi, sì, certo, ma soprattutto nel senso di dare ai ragazzi una corazza, una difesa, una via d’uscita personale, contro quella cappa di plumbea indifferenza che se non viene abbracciata con entusiasmo da molti docenti, certo è imposta e agevolata.

Lavorare all’insegnamento per dare agli studenti glistrumenti per sopravvivere alle brutture del sistema.
Per aiutarli ad aiutare i propri insegnanti nelle classi che verranno.

Mica roba da poco.

Poi c’è l’intervento di Andreas Formiconi.
Ma quello richiede un post a parte.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Vedere la luna

  1. Che poi ascoltare i ragazzi quando si parla di scuola è come ascoltare i lettori quando si parla di libri.
    Non è detto che abbiano per forza ragione, ma di sicuro offrono una prospettiva diversa e motivata e sincera sul tema.

    Avanti così!

  2. Hai ragione in pieno.Se si ascoltassero gli studenti,se li si coinvolgessero,forse qualcuno dei problemi del nostro sistema istruttivo forse si potrebbe risolvere.

  3. La scuola per me era una barba perchè c’era chi comandava e chi subiva. Oggi c’è troppa interattività perchè gli studenti restino al loro posto per 5-6 ore di fila. BASTA COINVOLGERLI per interessarli. E lo dico da ex-insegnante.
    Metterli in gioco, chiedere loro come fare le cose, entrare nel loro mondo e cercare di capire come comunicare a modo loro migliaia di belle cose che possiamo far conoscere loro.

    Basta con la lezione frontale!
    Basta con vetusti libri di scuola che ripetono a pappardella cosa ha detto quello o quell’altro critico!
    ALLE ARMI LETTERARIE! METTERE IN SCENA, oltre che leggere, attualizzare, utilizzare mezzi nuovi per far studiare cose “vecchie” (mi si perdoni il termine) come i classici o come le leggi
    della fisica. Quanto si imparerebbe più facilmente con esercizi allegri e divertenti e pratici.
    Invece…Alessandro Manzoni è nato nel…a…è importante perchè…ha scritto questo questo e quello nel…e poi…MA CHE STRAPALLE! Scusate, m’infervoro. Amo troppo la letteratura per vederla seviziata da insegnanti che sono lì perchè “si fanno tante ferie in più”.

    @Davide
    Erano anni che non m’infervoravo leggendo dei post, GRAZIE! E grazie anche agli impavidi compagni di viaggio…! Vabbè la smetto col miele e mi infliggo un calcio nello stinco cantando la sigla di Amici per compensare..:AHIA

  4. No va ben tutto ma AMICI no.
    noooooooooooo!

  5. In qualità di “nutrice” del progetto sono molto felice dell’apprezzamento. Valeria, che ha coordinato l’intera scuola, ha fatto un ottimo lavoro e, il che è più importante di tutto, si è appassionata e ha fatto appassionare.

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